Villa di Groppoli

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Villa di Groppoli

Sculture e suggestioni acustiche.

Un museo a cielo aperto, dove le opere d’arte non vivono nel silenzio, ma corteggiate dal vento e dalla gente si fanno sentire. Un sito di vera arte innovativa, alle porte di Pistoia, sulla strada per Montecatini, voluto e realizzato da una delle realtà culturali più attive e rilevanti del territorio pistoiese: gli Amici di Groppoli. Vero fiore all’occhiello di questa associazione, che ha sede, in una elegante architettura ottocentesca, inserita in uno spaccato di campagna toscana, nella valle di Groppoli, che da anche il nome alla bella Villa.

Fin dal 1984, la cultura è la vita, la comunicazione il benessere, in questa dimora e nel parco circostante. L’associazione, presieduta dall’avvocato Gian Piero Ballotti, si riunisce nella splendida sede settimanalmente, proponendo a soci e simpatizzanti intensi programmi a base di arte, musica e poesia. Ogni istante di tutti gli incontri è immerso in un clima conviviale e armonioso, che induce a ritenere plausibile l’esistenza di un “genius loci” capace di infondere, come del resto vuole lo statuto associativo, sentimenti di amicizia e solidarietà sociale nei frequentatori.

Villa di Groppoli

Gli Amici di Groppoli sono promotori di svariati progetti e di proficue collaborazioni con soggetti pubblici e privati della zona. Si deve loro la fondazione di Un club per l’Europa, organizzazione volta a costruire rapporti con l’estero e fautrice del Festival OttobrEuropa, e dell’Accademia dei Ritrovati, che intende riallacciare i contatti con i pistoiesi residenti altrove per motivi di carriera o studio.

La residenza degli Amici di Groppoli domina uno scenario caratterizzato dalla presenza di boschi, filari di viti e ulivi ed è circondata da un parco impreziosito, a partire dal 2004, da opere d’arte contemporanea. Il risultato finale non è stato, però, quello tipico di un giardino romantico abitato da dèi e fauni, né propriamente un esempio di arte ambientale, ne è scaturita, bensì, una collezione-giardino contenente espressioni artistiche del nostro tempo, sculture, perlopiù composte da materiali metallici che, se accarezzate dal vento o stimolate dalla mano dell’uomo, producono suggestioni acustiche.

Appena varcato il cancello della tenuta, sulla destra, è collocata Messaggio a una supernova di Armando Marrocco, struttura d’impatto vagamente teatrale e composta da nove piatti sospesi. L’artista è qui presente anche con Giardino ludens, mentre più avanti, proseguendo la passeggiata, ci si imbatte nella circolare Città sonante del pistoiese Andrea Dami, ideatore dell’intero progetto di giardino sonoro: otto porte di metallo delimitano una piazza dal cui centro il fruitore scorge i passaggi indicanti le direzioni dei venti. A fianco della Villa, invece, spicca Nubile, che lo spagnolo Jaume Plensa volle qui lasciare in ricordo del suo incontro con Luigi Tronci, patron della Ufip (azienda leder nella produzione di eccezionali piatti musicali) e curatore della parte sonora del giardino: nella fonderia pistoiese, del resto, sono stati trattati molti dei materiali esposti. Le installazioni presenti, di cui completano la lista Crocevia e I sei di Groppoli di Dami, sono state, negli anni, teatro di performance e innovativi concerti.

Dialogo con l’artista

Andrea Dami dà voce alle sue figure

Andrea Dami ha dedicato buona parte della sua attività di artista alla scultura, e, in particolare, alla scultura sonante. «L’idea di concepire l’opera alla stregua di uno strumento musicale – spiega Dami – è nata proprio dalla natura dei materiali usati per i miei lavori. Mi piace pensare che il suono sia in un certo senso la voce delle opere d’arte». La progettazione del giardino sonoro di Groppoli è nata anche in seguito ai successi riscossi dalle statue sonore realizzate da Dami, le cui opere sono state esposte più volte nel territorio pistoiese e nazionale. Le esposizioni e le pubblicazioni che lo riguardano, comunque, sono innumerevoli. Fondamentale per la sua ricerca si è rivelata la collaborazione e l’amicizia con Luigi Tronci: «La sua sapiente esperienza di artigiano – afferma il Dami – è indispensabile per la mia ricerca». Attualmente, è in mostra, insieme con altri artisti pistoiesi e fino al 27 marzo, al Museo d’arte contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, con l’evento Tre Colori Verde-Bianco-Rosso, organizzato in occasione del 150° dell’Unità d’Italia.

Sul sito web liumonamour sono visibili opere, bibliografia, contatti.

TESTI

Giulia Gonfiantini

FOTO

Fabrizio Antonelli

Nicolò Begliomini

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