Smilea leggiadra fortezza

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Smilea leggiadra fortezza

Vanto di Montale, in mezzo alla pianura fra Pistoia e Prato.

Basta affacciarsi alle finestre della Smilea per comprendere subito perché la costruzione è lì. Si coglie subito la vastità dei dintorni dalla morbida bellezza, mentre lo sguardo se ne appropria fino a carezzare i profili delle città di Pistoia e Firenze.

L’aspetto di fortilizio in stile gotico, di una villa fattoria a pianta quadrata, con corte porticata interna, è caratterizzato da due svettanti torri. Alte venti metri, s’innestano nel perimetro murario del XVI secolo, mentre nella parete settentrionale si erge un loggione, sorretto da dodici archi di pietra a sesto acuto. Villa Smilea si incontra percorrendo la pianura, lungo la strada per Agliana, a Montale.

Il luogo fu strategico per lungo tempo e, per motivi storici diversi, fondamentale a soddisfare e contenere litigiosità tra nobili famiglie pistoiesi e fiorentine. Già dal Medioevo, e forse anche molto prima, poiché è nei pressi della “statio” romana di Hellana, lungo il tracciato della via Cassia Clodia. L’accesso alla Valle dell’Agna, lungo il torrente, era ideale per il controllo del territorio. Si edificò, quindi, la struttura, a sei miglia dalla città di Pistoia. Certezze sulle origini, però, non ce ne sono fino al 1427, quando la villa passò ai Panciatichi (fiorentini). Nata come roccaforte difensiva, fu teatro (fra 1400 e 1540) di durissimi scontri, fino a che il Granduca Cosimo I° fermò la belligeranza. La Smilea, successivamente, fu ingentilita, ampliata e adattata a esigenze signorili.

Nel 1611 dai Panciatichi fu venduta a Piero Covoni. La famiglia di nobili origini fiorentine, seguendo il gusto del tempo (verso la fine del 1700) fece notevoli opere di trasformazione per ottenere una pregevole villa, quando fu ridisegnanto il profilo meridionale dell’intero complesso.

La storia, nel 1799, la penalizzò per via dei saccheggi napoleonici delle truppe in ritirata. Zanobi Covoni fu anche imprigionato dai francesi. Poi, a Montale e a Smilea, con Marco Covoni, fino al 1824 (anno in cui morì), a irradiare di benessere l’area fu l’apprezzato genio politico dei Lorena. Gli eredi Covoni Pandolfini vi alloggiarono saltuariamente, di fatto la funzione preminente fino al’inizio del XX secolo fu d’essere fattoria.

L’esigenza di trovar luoghi adatti alla convalescenza per i soldati feriti durante la Prima Guerra Mondiale fu soddisfatta anche dalla villa fortezza. L’ultimo proprietario che vi abitò, fino agli anni 40, fu Gian Giacomo per cessione di Maria Covoni Pandolfini-Borghese, sua madre. In seguito fu rifugio per sfollati, ospitò la sede della Previdenza Sociale e il Podestà di Montale.

Villa Smilea

Dal 1954 i passaggi di proprietà furono diversi, ma nel 2003 il Comune di Montale, potè acquisire la parte più antica di Villa Smilea, elemento integrante del patrimonio storico e culturale della comunità, che, dopo appropriati restauri, dal 2008, ne gode ogni pregio. Fuori, una struttura imponente e rigorosa, che soddisfa la vista e l’orgoglio e dentro il cuore bello e pulsante della socialità e della cultura. Vivissima.

Al piano terra è la parte più antica risalente al 1300. Queste stanze vaste sono destinate alla moderna ed efficiente biblioteca comunale che nell’ala sud, del 1400, ha organizzato una biblioteca per i ragazzi. La notevole attrattiva della Smilea è anche rappresentata dalla mostra permanente di ben 22 opere, sculture gessi e mosaici, del montalese Jorio Vivarelli (1922-2008), illustre esponente della tradizione artistica pistoiese e famoso nel mondo (sue grandi e significative sculture si trovano a Roma, Phiadelphia, Nagasaki). Molti sono gli spazi destinati alle mostre d’arte contemporanea, allestimenti artistici che si alternano e, sempre, s’innestano armoniosamente, fondendosi in modo naturale fra passaggi, slarghi e sale. Per i bambini, qui è assolutamente naturale rincorrersi felici, passando dal cortile porticato, che allinea splendide fusioni di Vivarelli, al giardino esterno, dove possono fruire di spazi allestiti con creazioni ideate appositamente per loro da artisti famosi.

Come la scatola sonora narrante ideata da Sandra Tomboloni. Gli interni sono impreziositi da ricche e delicate decorazioni pittoriche, risalenti al ‘700. Ben conservate, creano illusioni ottiche davvero suggestive. L’esigenza di quei tempi di restare protetti fra spesse mura era compensata, ampiamente, dall’esser immersi nella leggiadria delle scene bucoliche, rappresentate su muri e soffitti.

Tutte le pareti affrescate creano la sensazione d’essere all’aria aperta (il tipo di decorazione è appunto chiamata “en plein air”). Altre stanze dipinte con la tecnica detta di “mezzo fresco o a bianco di calce” (tipica del ‘600/700), presentano quadrature, cornici mistilinee in stucco bianco che impreziosiscono i temi del capriccio.

Villa Smilea

via Garibaldi – Montale – Pistoia

Tel. +39 0573 9521 – Comune di Montale

www.comune.montale.pt.it

TESTI

Enza Pirrera

FOTO

Nicolò Begliomini

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