I borghi di Massa e Cozzile

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I borghi di Massa e Cozzile

Dagli schizzi di Leonardo… agli sbuffi della vaporiera.

Leonardo da Vinci e Pistoia… il Montalbano e la Valdinievole.

È una traccia da seguire, soprattutto quando si osservano i numerosi castelli del territorio di Pistoia: quelli sulle colline della Valdinievole e del Montalbano appunto. Il Leonardo disegnatore, nei suoi schizzi di inizio ‘500, ha rappresentato più volte questi luoghi, prima lucchesi e poi governati per lunghi secoli da Firenze, ma oggi conosciuti come pistoiesi.

È il paesaggio dei castelli, disegnato da una mano straordinaria: in queste carte troviamo quelli di Monsummano, Montecatini, Massa, Buggiano e molti altri. Ma possiamo riconoscere anche Pistoia, oltre ai borghi medievali sorti sulle colline attorno al Padule di Fucecchio, raffigurati in modo stilizzato, oppure con un semplice cerchio, sempre affiancati da una parola, che indica il nome dell’abitato.

Come nell’antichità, questi castelli sono in contatto visivo fra loro, poggiati sulle alture come pedine su una scacchiera, collegati l’uno all’altro da strade collinari antiche e moderne.

Proprio percorrendo una di queste, lasciandosi alle spalle il castello di Buggiano, dopo poche curve incontriamo il piccolo borgo di Colle di Buggiano.

Poi, a seconda di tratti più o meno rettilinei, nascosti e mostrati dalla gran quantità di rami di olivi, si intravedono i castelli di Cozzile e Massa.

Sono entrambi facilmente riconoscibili, con l’unica torre campanaria all’ingresso degli abitati, il primo più piccolo e in alto, collocato proprio sopra il secondo, più grande e dalla forma allungata. Un tempo autonomi, oggi condividono un’identità amministrativa, quella del Comune di Massa e Cozzile.

I Borghi di massa e cozzile

Nel periodo autunnale e invernale, attorno a questi borghi, si assiste alla stagione della raccolta delle castagne, delle olive, dell’uva: farina, olio, vino. Un brulichio di attività: scale, ceste e reti per raccogliere e sistemare le olive. E poi colonne di fumo che si alzano attorno alle mura dei manieri. È il lavoro delle mani, lo stesso che ha prodotto, nel corso di lunghi secoli, quei ‘boschi’ di olivi che indicano l’utilizzo delle risorse naturali di questi straordinari territori. Persino l’antica rocca di Massa (XI-XII sec.), fiancheggiata oggi da una suggestiva strada panoramica, è occupata da un oliveto ben tenuto, delimitato dalle mura medievali. Queste attività rurali sono più antiche delle stesse architetture visibili, dato che il castello di Massa trae origine da un’azienda agraria tardo-antica (III-IV sec.). All’ingresso della fortezza, attraverso Porta ai Campi, la piccola cupola del presbiterio della pieve di Santa Maria Assunta, sulla quale si addossa l’impressionante campanile in pietra (XII sec.). Di fianco a questa torre, l’ingresso al piccolo museo di San Michele. Strade ripide e lastricate portano all’interno del borgo, dove troviamo la gentilezza degli abitanti, che conservano vivo lo spirito del castello, ben rappresentato anche dalla loggia dell’antico palazzo della Cancelleria, dove si nota, sulla facciata, il grande stemma mediceo.

Nella parte più alta dell’abitato, inizia il sentiero medievale per Cozzile, piccolo borgo del XII secolo incastonato nel verde delle colline. L’ottocentesco palazzo De Gubernatis, con il suo inconfondibile profilo merlato, occupa lo spazio che un tempo ospitava la rocca. Due grandi cipressi, percorrendo il sentiero verso Porta Nuova, affascinano l’occhio del visitatore.

Un’atmosfera silenziosa si respira all’interno del paese, con la piccola piazza e il pozzo al centro.

Questi luoghi, che Leonardo rappresentava con i disegni, così erano descritti dallo scrittore Giuseppe Baronti, a fine ‘800, dalle stanze della villa Medicea del castello di Montevettolini:

“Affacciandosi da ogni lato a qualche finestra, l’animo si esalta e l’occhio si ricrea dinanzi a uno spettacolo svariato e sublime: qua un semicerchio di monti vicini, ai quali sopravanza Belvedere, coperti da calde tinte di verde; là, in mezzo a rigogliosa vegetazione, Monsummano-Alto, cono gigantesco, con fianco nudo, coi dirupi spaventosi e con in vetta le sue rovine e la sua chiesuola; in basso il nuovo Monsummano, lindo ed allegro; più lungi altro territorio della Valdinievole, dove striscia la vaporiera e si veggono la Pieve, i Bagni di Montecatini, innumerevoli case sparse, castelli e ville, tra le quali primeggia quella di Bellavista”.

Ieri come oggi, verrebbe da dire.

TESTI

Emanuel Carfora

FOTO

Nicolò Begliomini

 

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