La “considerevole fabbrica”

La considerevole fabbrica

Così Giuseppe, padre di Niccolò, definiva la dimora familiare di via Del Can Bianco.

Palazzo Puccini, ovvero la “considerevole fabbrica”. Così definiva, per la sua inusuale forma, il palazzo di famiglia di via Del Can Bianco, Giuseppe, padre di Niccolò. Da quando, nel 1826, lo stesso Niccolò si trasferì stabilmente nella Villa di Scornio, il palazzo ha vissuto anni di degrado e abbandono, subendo smembramenti, divisioni e vedendo anche affreschi di rara bellezza ricoperti da mani di tintura. Tutto questo finché gli Istituti Raggruppati di Pistoia, non hanno restituito alla città uno dei suoi più importanti palazzi storici.

L’Azienda pubblica, che oggi ha sede nell’immobile, ha iniziato il restauro dell’edificio nel 2002, concludendolo nel 2007. L’intervento complessivo è costato quasi tre milioni e mezzo di euro. Il Palazzo, dalla facciata in stile rinascimentale, nasce per volontà di Giuseppe Puccini sul finire del Settecento dall’assemblaggio di più edifici; in seguito ha subito profonde modifiche interne e anche alcuni crolli prima di vivere la sua “seconda giovinezza”, grazie, appunto, all’intervento di ristrutturazione, appena citato.

Durante i lavori sono stati riportati alla luce documenti, lettere, pergamene e reperti ceramici risalenti ai secoli XII e XVI, ora conservati nella sede dell’Azienda e anche i locali dell’antico studio di Giuseppe, medico del Granduca Ferdinando II de’ Medici. Numerose, inoltre, sono le decorazioni, eseguite tra il 1797 e il 1823, di Luigi Mecherini al primo piano e di Ferdinando Marini nei quartieri al secondo piano, ancora visibili e riportate all’antico splendore dal restauro.

La volta delle studiolo con “L’Italia Piangente sulle sue sciagure” è infatti un esempio di mirabile bellezza come la volta con l’”Apoteosi di Washington” presente in una stanza del quartiere di Niccolò.

Nel palazzo, inoltre, sono conservati e liberamente consultabili gli antichi documenti dell’Archivio Storico degli Istituti Raggruppati – curato da Ilaria Pagliai, con la supervisione del professor Andrea Ottanelli. L’archivio raccoglie carte, disegni e foto che vanno dal 1907 al 1970 e sono un’importante testimonianza della storia dell’istruzione dei giovani pistoiesi, che hanno frequentato il Conservatorio di via Puccini.

 

Colloquio con Giancarlo Niccolai

Una “grande fabbrica” sociale per la comunità

Il Palazzo Puccini odierno segue le orme di colui di cui porta il nome, il mecenate Pistoiese Niccolò Puccini, accogliendo nelle sue sale la sede dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona: Istituti Raggruppati.

Questi istituti, nati nel 1907 dall’accorpamento del Conservatorio degli Orfani Puccini con la Pia Casa di Lavoro Conversini, hanno il compito di promuovere l’uguaglianza fra i cittadini, la solidarietà sociale, nonché svolgere attività di prevenzione e rimozione delle situazioni di disagio psichico e sociale. Si propone, inoltre, di conservare e valorizzare il patrimonio artistico, storico e culturale dell’azienda.

In questo solco, sono stati raggiunti importanti risultati. Citiamo, per esempio, la creazione di un polo educativo sociale volto all’educazione, alla formazione e all’assistenza ai giovani e alle fasce più deboli di cui fanno parte gli asili Arco Iris, Legno Rosso e Cavallo Bianco e i centri socio educativi Casa della Visitazione, Casa di Shalom e Casa in Piazzetta. Quest’ultima è frequentata da circa 20 ragazzi, fra i 15 ed i 18 anni, che svolgono attività come laboratori teatrali, officina di riparazione cicli, cucina e manutenzione della casa. Questi giovani, con problemi di emarginazione e provenienti da aree periferiche e degradate, hanno, così, la possibilità di crescere e diventare uomini e donne consapevoli di loro stessi e delle loro qualità.

«“Insieme” è l’avverbio che ha guidato questi Istituti nel mettersi al servizio dei più deboli – afferma il Presidente Giancarlo Niccolai, commentando i numerosi traguardi raggiunti nei 10 anni di sua presidenza – perché è insieme con cittadini, istituzioni e l’intera comunità che siamo riusciti a mettere al centro della nostra attività la persona, è insieme che siamo riusciti a far crescere la nostra comunità».

Presidente degli Istituti Raggruppati

 

TESTO

Manuel Cesarini

FOTO

Fabrizio Antonelli

 

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