Orchestrazioni simboliche

orchestrazioni simboliche

Artista internazionale di vero mestiere.

Alla scuola d’arte di Pistoia, quando vi arrivai, oltre alla perizia tecnica, mi appassionarono le capacità che avevano gli insegnanti nel coltivare e sviluppare i talenti d’ogni allievo. Fra loro trovai Jorio Vivarelli. L’incontro con lui ebbe subito per me un significato importante: era “l’artista” per l’atteggiamento e la personalità carismatica. Incarnava, per un ragazzo di montagna quale io ero, l’ideale dello scultore: imponente, barba e capelli lunghi, come un personaggio della Scapigliatura.

Jorio è nato a Fognano (1922) in una famiglia di scalpellini e dal padre Diego ha imparato a lavorare la pietra. Dopo aver frequentato la Scuola artigiana di Pistoia si iscrive all’Istituto d’arte di Firenze.

E’ richiamato in guerra e dopo aver passato alcuni anni di prigionia in Bulgaria, Ungheria e Austria periodo che lo segnerà e che rimarrà sempre nei suoi ricordi, si stabilirà a Firenze dove realizzerà opere in ceramica. Successivamente, dal 1951, collaborerà con la famosa Fonderia Michelucci di Pistoia, dove avrà l’occasione di conoscere l’architetto Giovanni Michelucci, con il quale collaborerà realizzando crocefissi sia per la chiesa della Vergine a Pistoia, che per la chiesa di S. Giovanni a Firenze.

Molto proficuo sarà l’incontro con l’architetto Oskar Storonov, con il quale potrà affrontare le problematiche riguardanti la scultura inserita nell’urbanistica. In sua collaborazione, realizza sculture per le piazze di Filadelfia e Detroit, opere che gli daranno fama internazionale e l’opportunità di avere contatti e collaborazioni con Rafael Alberto, Miguel Asturias, Rodriguez Aguileira e Le Corbuisier.

Da queste esperienze e dalla conoscenza di letterati, pittori e scultori internazionali, dal 1963 farà parte del Gruppo intrarealista. Nel 1967 torna ad abitare a Pistoia, città che di fatto non ha mai lasciato (dal1959 infatti insegna nel locale Istituto d’Arte) e dove si farà costruire la casa-studio su progetto di Storonov, che donerà alla città toscana.

Dopo questa premessa, mi sembra doveroso parlare della qualità artistico-creativa dello scultore che ne giustifica il suo valore e la nostra attenzione.

Al suo ritorno dalla guerra corrisponde un periodo artistico nel quale appaiono tante suggestioni. Si potrebbero citare talenti dai quali prende spunto, come Boncinelli, il primo Marino ed anche alcuni ritratti di Zanzotto e di Emilio Greco. Jorio, affrontando la commissione per realizzare un grande crocefisso destinato alla Chiesa della Vergine a Pistoia, rinnova la tradizione dei grandi scultori del “400 fiorentino. In essa Ragghianti vede anche uno spontaneo avvicinamento allo “sguardo” di Giovani Pisano di S. Andrea, che mostra la sofferenza come puro dilaniamento umano avvicinando chi guarda alle sofferenze che lo scultore ha vissuto in guerra. In altre opere come il “Prigioniero“ si trovano anologie con la scultura di Pericle Fazzini, del quale Jorio vede, negli anni 60 nella fonderia Michelucci, la “Resurrezione “ della sala delle udienze in Vaticano. Personalmente ammiro la sua arte, in particolare nelle sculture di pietra, nelle quali mi sembra si condensino maggiormente i suoi valori, per la necessità che ha la pietra, rispetto alla creta, di essere lavorata a lungo e di essere oggetto di una lenta sedimentazione del progetto artistico. E forse anche perché, per lui figlio di scalpellini, la pietra è sempre stata la materia preferita. In tutta la sua opera ci sono poi, dimostrazioni di vero mestiere, orchestrazioni simboliche ed anche momenti di astrazione, che non sono tra loro incoerenti, ma che servono a dare forza drammatica e a giustificare quell’apporto di originalità preziosa e sapiente che ha introdotto nella scultura del secondo Novecento.

La Fondazione

Voluta dal maestro, promuove mostre nel mondo

La fondazione Jorio Vivarelli nasce dalla volontà di Jorio Vivarelli e della moglie Giannetta Pini , che nel 1999 decisero di fare dono alla città di Pistoia dell’intero patrimonio del Maestro. Con lo scopo di promuovere e patrocinare mostre, pubblicazioni d’arte, iniziative culturali di studio e ricerca, capaci di valorizzare l’opera di Jorio in Italia e all’estero, si impegnarono in questo compito il Comune e la provincia di Pistoia, la fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il Comune di Montale e l’Ansaldo Breda. La fondazione fu inaugurata nel 2002 e nel 2009 fu dislocata, in mostra permanente, una selezione interessantissima delle opere del Maestro presso il castello Villa la Smilea di Montale.

Tra le iniziative prese negli ultimi anni sono da segnalare: nel 2012 la Mostra nel Comune di Stoccarda nel periodo maggio-giugno, a cui sono state affiancate manifestazioni collaterali per promuovere il territorio pistoiese, ottenendo un grande successo.

Nel 2013 sono in programma alcune iniziative quali: da giugno a settembre, una mostra a Colonia in collaborazione con l’Istituto della Cultura, in cui è previsto anche il gemellaggio fra il comune di Montale e quello di Wassenburg (Langenfeld-Wiescheid). È anche in progetto nel periodo maggio giugno una mostra a Berlino e un’altra a Zichtau, parco Altmark a 200 chilometri dalla capitale tedesca. Infine nel 2014/15 è prevista una mostra alla Biennale del Verde di Reutingen, con il Comune di Pistoia.

www.fondazionevivarelli.it

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