Ascolta la tua città respirare

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Siete soli con uno zaino sulle spalle? Camminate tenendo per mano il vostro compagno? Avete figli? cercate silenzio? musica? rumore? Comunicate col mondo? sfuggite il mondo? Siete giovani o anziani? Euforici o disforici? Fidatevi della strada, affidatevi alla strada.

Il segreto è il discrimine fra familiarità e scoperta. Non perdete lo stupore sulle vie più modeste, anche i luoghi dimenticati conservano scorci di meraviglia… Per accogliere Pistoia dentro gli occhi e dentro l’animo come una madre semplice e affabulatrice abbiamo provato a ricostruirla per tappe, indagarla attraverso i nostri sensi, tracciando una cartografia personale per parole e immagini, un prontuario per la circumnavigazione fra voci, odori, impressioni. Abbiamo ascoltato la nostra città respirare.

 

All’alba
Piazza del Duomo all’alba: Recatevi al centro, girate su voi stessi sempre più velocemente, guardate in alto le guglie del campanile e del battistero che bucano il cielo. Infine tuffatevi a terra, lasciatevi cadere esausti, tutto è lì per voi.

Al mattino
Chiostro di Santa Maria delle Grazie: Filtra una luce verde che va d’accordo col rosso delle tegole dei portici. Dimensione allentata e selvatica, solitaria. Liane di glicine, un roseto, un fico, due poderose magnolie, tutto compone un disordine ordinato di cui voi fate parte.
Battistero: Entrate e accomodatevi su una delle panche laterali, volgete lo sguardo all’insù e rimanete in silenzio: si apre sopra di voi un cielo di quaranta metri d’altezza, i mattoni colorati dalla luce che filtra dagli oculi. Tanta perfezione illumina gli occhi. Restate quanto tempo il vostro cuore vi chiede.
Les Bouquinistes, via dei Cancellieri 5: Qui non vale il monito «guardare, non toccare», perciò frugate, sfogliate, odorate, probabilmente entro poco arriverà qualcuno che vorrà regalarvi un racconto sorseggiando del buon tè, né mancheranno le gustosissime torte preparate da Elena per mettere d’accordo vizio e virtù!

Il pomeriggio
Da Marchettoni”, via Puccini 23: Una grande sala, semplice e accogliente, fresca d’estate e calda in inverno, l’aria asciutta, il chiacchiericcio degli avventori che tiene compagnia, la familiarità del signor Enzo. Mettetevi comodi e pregustate un ottimo pasto da pellegrini. Ordinate risotto ai carciofi, orata arrosto e zucchini marinati.
Lagacci, strada Statale Porrettana: Siete sul fiume. Fate un bel respiro, immergetevi decisi nell’acqua fredda, sfidando ogni vostra resistenza, e nuotate, annusate l’odore di terra bagnata quando riemergete. Sdraiatevi su un sasso, lasciatevi cullare dalla monodia dell’acqua, asciugatevi al sole mentre il sonno vi raccoglie abbandonati alla natura.
Bottega del rame, via Borgo Strada 20: Antonio Timpanaro è un artigiano del rame, forgia fantasie metalliche di qualsiasi forma e dimensione solletichino la sua creatività o la vostra immaginazione. La porta del laboratorio sempre aperta ad amici vecchi e nuovi come in un ospitale porto di mare non conosce niente di più nostalgicamente genuino.
Bang Fusion Bar, via della Madonna 15: Entrate e immediatamente siete travolti da un deciso e delicato profumo di zucchero e caffè. Accomodatevi su uno sgabello e, mentre leggete un romanzo o scambiate pettegolezzi con un’amica, godetevi il sapore fragrante di un brownie, di un cookie integrale o del cheesecake alla ricotta di pecora, tutti amorevolmente preparati nella cucina retrostante il locale.

La sera
Pulp, via Ripa della comunità 18: È come ci si immagina un luogo indipendente eppure forte di appartenenza. Metti caso che una sera d’autunno vi venga voglia di uno spuntino succoso, un simposio etilico, una mano a carte o a dama, una tisana da sorseggiare mentre scarabocchiate qualche disegno da lasciare appeso alle pareti… sprofondati nella poltrona, mentre Matteo – la figura di un nobile e moderno celtico – prepara drink o esche fatte in casa nei momenti di tranquillità… rilassatevi, nessuno da Pulp è fuori posto, ciascuno trova il proprio.

Prima dell’alba.”
(Yoko Ono, Acorn, Suono – Pezzo III)
Piazza del Duomo di notte: Sdraiatevi sugli scalini del Palazzo del Governo davanti al lato sinistro della Cattedrale, voltate lo sguardo leggermente verso destra e osservate il campanile meravigliosamente imperfetto contro il blu del cielo, mentre la luna in una manciata di minuti gli gira intorno. Concedetevi di perdere ogni nozione dello spazio e del tempo.

TESTO
Gioia Benedetti
FOTO
Eleonora Chiti

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