Due secoli di note

La banda nasce in funzione della comunità, e senza di essa non ha ragione di esistere!

Con queste esatte parole Luigi Pavesi, storico componente della banda Borgognoni, mi ha accolto nella sede del Parterre di Piazza San Francesco. Una dichiarazione forte, ma quanto mai vera e suffragata dal reale legame che questo gruppo musicale ha da sempre con la città, con la sua storia e con le sue tradizioni.

Nata nel 1813 come Corpo musicale di Porta al Borgo e di Capostrada, nel clima di grande ricchezza e vitalità che la contrada stava vivendo, fa la sua prima uscita ufficiale nel 1815, durante il passaggio in città di Papa Pio VII. Era il 28 maggio quando il Santo Padre, in viaggio per Roma di rientro dalla prigionia, passava da Pistoia, dove lo accoglieva una città festante. Il Corpo musicale di Porta al Borgo andò addirittura ad aspettarlo a ponte Calcaiola, da dove fu portato a spalla dai cittadini presenti fino in città. Il passaggio del Papa fu anche l’occasione per realizzare la prima uniforme ufficiale del Corpo, si trattava di una giacca in panno nero con falde a squadra e pistagno rialzato, pantaloni in pelle sotto al ginocchio e stivali alla scudiera.

Torniamo per un attimo indietro, alle primissime origini della banda, che vedono riunirsi un esiguo gruppo di giovani, semplicemente con lo scopo di stare insieme. Fu casa Boccaccini, nel cuore della borgata di Porta al Borgo, ad ospitare il passatempo dei ragazzi della zona, che, ad imitazioni delle funzioni religiose dell’epoca, si inventarono una loro messa, con tanto di altarino, campanile in legno e paramenti sacri rigorosamente di carta. Ne scaturì una vera messa suonata e cantata che, col passare del tempo, perse l’aspetto “religioso”, rafforzando sempre più quello musicale, fino a dar vita ad un gruppo formato da quei ragazzi che, ormai adulti, rallegravano con la loro musica l’intera borgata.

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La Borgognoni oggi durante un concerto.

Dal 1815 il Corpo musicale è sempre stato presente nella vita sociale e politica di Pistoia; dalle feste cittadine, alle cerimonie di inaugurazione, al Carnevale, alle visite di personaggi illustri (come quella del Duce del 1930) la banda ha accompagnato e rallegrato ogni momento importante.

Ne è un esempio la partecipazione alla famosa Festa delle Spighe, il fastoso evento che Niccolò Puccini organizzava ogni anno nel suo parco di Scornio. Da questa partecipazione deriva un simpatico aneddoto molto conosciuto a Pistoia. Si dice che il Puccini, contrariamente a quanto potrebbe far pensare la grandiosità dimostrata nell’organizzazione delle sue feste, non fosse altrettanto munifico con i compensi, corrispondendo alla banda il minimo indispensabile per garantirne la partecipazione, appellandola però in pubblico come la mia banda. Da tutti i forestieri la Banda di Porta al Borgo era quindi conosciuta come Banda Puccini, finché un giorno il capo banda Zuccherini, stufo dell’inappropriato appellativo, tuonò: Macchè banda Puccini! Questa è la banda dei nostri quattrini! Si dice che Puccini non gradì, sostituendo, negli anni successivi, la banda cittadina con una banda militare.

Il 1923 è l’anno dell’intitolazione a Pietro Borgognoni, che dal 1890 diresse magistralmente il gruppo, lasciano splendidi brani per banda come l’Inno scritto per la prima esposizione circondariale di Pistoia del 1899 e l’Inno alla luce, per l’inaugurazione della luce elettrica. Tra i grandi musicisti italiani crebbe nella banda pistoiese anche Teodulo Mabellini che, a soli tredici anni, suonava il flauto sotto la direzione del padre Vincenzo.

Non sono purtroppo mancati anche i tempi bui. Dal 1878 il Corpo musicale diventa Società filarmonica di Porta al Borgo, perdendo il carattere di dilettantismo e la spontaneità che fin dalle origini lo aveva contraddistinto, trovandosi in un rapporto di subalternità con la società borghese dell’epoca, che lo utilizzava secondo i propri interessi dietro ad un compenso economico mensile.

Il colpo per la perdita dell’autonomia fu durissimo ed il percorso per il suo recupero lungo, ma finalmente, nel 1993, la Società filarmonica diventa Associazione; possiamo parlare di ritorno alle origini, nasce l’Associazione filarmonica Pietro Borgognoni, che recupera totalmente i caratteri di dilettantismo che le erano propri, basandosi su un’adesione spontanea non codificata da statuti e regolamenti, abbandonando lo stampo patronale che le era stato imposto.

Il gruppo si rialzò più forte di prima, attivando nuove importanti collaborazioni con enti pubblici, associazioni di categoria, parrocchie, teatri e scuole, veicolando sempre più prepotentemente il suo messaggio. Anche i riconoscimenti cominciarono ad arrivare numerosi e i servizi a moltiplicarsi.
Questa grande rinascita portò anche ad un’occasionale suddivisione del corpo centrale della banda, sempre al completo nelle occasioni speciali, in sottogruppi volontari, con lo scopo di rispondere alle crescenti richieste musicali della città: tra gli altri ricordiamo il gruppo Spontaneo, il gruppo Vacanze e il gruppo Dixieland.

Forte è il legame della banda con la strada, ma sopratutto lo è con il Parterre di piazza San Francesco, la storica sede occupata da quasi 100 anni e sentita come luogo e patrimonio stesso del gruppo musicale, parte integrante della sua identità e luogo di cui prendersi cura.
Nel 2013 la banda Borgognoni ha compiuto 200 anni e ancora amicizia e spirito di corpo, piuttosto che regolamenti e statuti, stanno alla base di un gruppo che rappresenta un valore aggiunto per la città, un gruppo non solo composto da eccellenti musicisti, ma anche da persone che hanno un legame forte e indissolubile con il territorio in cui vivono e per cui suonano, anteponendo l’importanza dell’appartenenza ad un luogo a qualsiasi problema economico, logistico o gestionale, regalandoci da sempre con la loro musica un sorriso e un’emozione.

 

TESTO
Martina Meloni
FOTO
Lorenzo Gori

 

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