Intervista a Luca Iozzelli

Il Salotto di Discover Pistoia

Con Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, uno sguardo al presente e al futuro, tra promozione economica del territorio e impegno nel sociale e nella cultura dell’Ente Pistoiese che ha appena festeggiato i suoi primi 25 anni di attività.

Parliamo un po’ dell’attività della Fondazione nell’anno di Pistoia Capitale della Cultura…

Nel secondo semestre del 2016 e per l’intero 2017 la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia si è fortemente impegnata, anche attraverso la partecipazione al Comitato promotore di Pistoia Capitale della Cultura, a dar concreta attuazione al dossier che è risultato vincitore dell’ambito riconoscimento assegnato alla nostra città dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Tutto ciò è avvenuto anche attraverso interventi inizialmente non previsti quali, solo per fare alcuni esempi, la prestigiosa collaborazione con la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, che ha consentito di rappresentare nella nostra città l’opera Idomeneo di Mozart e la Seconda Sinfonia di Mahler, nonché l’intervento di recupero degli affreschi della chiesa di San Leone con la collocazione al suo interno della meravigliosa Visitazione di Luca della Robbia.

Per la Fondazione, quindi, un grande impegno ed una crescita costante nel tempo…

La struttura organizzativa della Fondazione ha saputo mantenere e anzi accrescere la propria efficienza per quanto concerne l’attività ordinaria, arrivando a emanare ben 12 bandi specifici per i diversi settori all’interno dei quali si concentra gran parte dell’attività di erogazione dell’Ente.
L’esperienza maturata dai principali enti pubblici e privati di collaborazione all’interno del sopraindicato Comitato può rappresentare un utile modello operativo anche per il futuro, per individuare in modo condiviso quali possano essere le strade da percorrere al fine di identificare una “visione strategica comune” per il territorio, superando anacronistiche divisioni e contrapposizioni del passato. Di tale visione l’intera provincia di Pistoia sembra avere assoluta necessità in considerazione del vero e proprio declino economico che l’attraversa da molti anni, ancor prima della crisi finanziaria ed economica globale iniziata nel 2007.

Ci ha parlato di “visione strategica comune per il territorio”, ci spiega meglio questo concetto?

Come è stato sottolineato nel Documento Programmatico Triennale 2018-2020, recentemente approvato dalla nostra Fondazione, tale “visione strategica” non potrà prescindere da alcune caratteristiche del mondo in cui viviamo, quali: la globalizzazione, intesa come un’inesauribile integrazione di mercati, nazioni e tecnologie a un livello mai sperimentato prima, che permette a individui, imprese e stati nazionali di interagire fra loro in maniera più efficace rispetto al passato; la redistribuzione della ricchezza a livello planetario, che ha fatto emergere a livello economico e finanziario nuovi protagonisti nello scenario mondiale (BRICS), mentre i paesi economicamente avanzati hanno dovuto affrontare una lunga e imponente crisi; la enorme accelerazione delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni e il loro utilizzo in tutto il mondo da parte di miliardi di persone; il cambiamento climatico in atto che, secondo gli studi più accreditati, potrebbe mettere in discussione la vita stessa dell’intero pianeta.

Cosa può dirci sull’attività futura della Fondazione?

La Fondazione, nel rispetto del ruolo delle istituzioni pubbliche, cercherà di svolgere, anche in funzione a quanto detto precedentemente, un’azione proattiva di ricerca di strumenti che favoriscano la promozione dello sviluppo economico del territorio con particolare riferimento all’innovazione, privilegiando il coinvolgimento e il sostegno di giovani, con progetti mirati di alta formazione e trasferimento tecnologico. In tale direzione appaiono imprescindibili la ricerca scientifica e tecnologica anche in relazione alle loro applicazioni concrete per il nostro territorio.
D’altra parte la situazione di difficoltà economica non può che confermare, anche per il futuro, il forte impegno della Fondazione in ambito sociale, per contribuire a ridurre gli effetti più pesanti della crisi nei confronti delle categorie più deboli e meno protette della nostra realtà locale.

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