La stagione degli amori

Nei mesi primaverili e fino all’estate, la più grande palude interna italiana si mostra in tutto il suo splendore, tra meravigliose fioriture e uccelli nidificati. 

Alla fine di aprile esplode il giallo degli Iris o Giaggioli di palude, che punteggiano in grandi cespi i vari fossi e canali, seguiti nel mese di maggio da grandi Margherite gialle che tappezzano i sentieri di visita, e poi a luglio dai fiori purpurei della Salcerella.
Centinaia di specie di insetti pronubi approfittano della disponibilità di nettare, e fra questi anche farfalle come la Licena delle paludi, che insieme alla Cassandra e all’Apatura ilia rappresenta una delle perle preziose e meno conosciute della grande palude.
Negli specchi d’acqua della Riserva Naturale, che grazie ad una attenta gestione si mantengono allagati per tutto il periodo primaverile, questa è la stagione degli amori, che vede come protagonisti uccelli dalle caratteristiche e dalle esigenze molto diverse.

Acque basse ed acque profonde
Dall’osservatorio de Le Morette si vede per gran parte dell’anno una grande superficie d’acqua, apparentemente omogenea; in realtà si tratta di un mosaico di acque basse ed acque profonde, frutto degli interventi di ripristino ambientale nell’area protetta.
In alcune zone il livello è di pochi centimetri, e ci sono anche strisce di terra ed isolotti che sono il regno del Cavaliere d’Italia, un aristocratico ed appariscente piccolo trampoliere che difficilmente sospetteremmo essere imparentato con l’elusivo Beccaccino.
Elegante nel piumaggio bianco e nero, con zampe rosse esili e lunghissime, il Cavaliere d’Italia fino a qualche decennio fa era considerato raro in tutto il Paese, e il suo ritorno ha coinciso con l’istituzione delle aree protette, a partire da quelle maremmane.
I pulcini appena usciti dall’uovo lasciano subito il nido e seguono i genitori: sembrano dei pinocchietti, deliziosi batuffoli di piume dalla colorazione mimetica, resi ancora più simpatici dal loro correre incerto su zampe che diventano ogni giorno più lunghe.
Poco più in là, le acque profonde offrono un habitat ideale per le battute di pesca dello Svasso maggiore: impossibile non notarne la sgargiante livrea riproduttiva, con la testa ornata da ciuffi scuri e da un incredibile collare rossastro bordato di nero.
All’inizio della primavera le coppie in parata si esibiscono in una coreografica cerimonia nuziale, fronteggiandosi becco contro becco e muovendo testa e collo in modo sincronizzato, con ciuffi e collare ben spiegati.
Animale strano, lo Svasso maggiore, che più in là nella stagione ci stupirà anche con altre particolari prestazioni: i pulcini, quando sono piccoli, vengono trasportati sul dorso dai genitori, come su una comoda barchetta di accoglienti piume.

La città degli aironi
Nei mesi primaverili nel Padule di Fucecchio e nel vicino Lago di Sibolla riprende vita anche la “garzaia”, la grande colonia di nidificazione che ospita oltre 1000 coppie di aironi: una vera e propria città, considerando il numero degli adulti e dei pulcini.
Sono presenti, caso unico a livello nazionale, tutte le specie coloniali: alle prime Nitticore degli anni ’80 si sono aggiunte la Garzetta e la Sgarza ciuffetto, poi l’Airone Guardabuoi e l’Airone rosso, infine l’Airone bianco maggiore e l’Airone cenerino, talvolta con altri “ospiti” rari come il Mignattaio, la Spatola e il Cormorano.
A febbraio i primi Aironi cenerini sono già al nido, poi si aggiungono gradualmente tutte le altre specie (alcune sono migratrici e passano l’inverno in Africa) fino a comporre un affollato condominio multietnico dalla non sempre facile gestione.
Le bellissime piume ornamentali del capo, del dorso e del petto per le quali vanno famosi gli aironi (le rinomate “aigrettes”) vengono esibite in rituali di pacificazione che hanno lo scopo di smorzare l’aggressività in una situazione di convivenza forzata.

Uno spettacolo per tutti
Quello che vi abbiamo raccontato si può osservare dal vivo visitando la Riserva Naturale de Le Morette, che si raggiunge facilmente dal Centro Visite di Castelmartini, magari fermandosi per raccogliere le informazioni più aggiornate sul percorso.
Il Centro RDP Padule di Fucecchio Onlus organizza visite guidate anche nell’Area Righetti e negli ambienti vicini, dal Montalbano al Lago di Sibolla, sempre condotte da Guide Ambientali Escursionistiche qualificate in grado di mostrare a grandi e piccoli le peculiarità naturalistiche e storico-ambientali della più grande palude interna italiana.
Fra guardare e vedere c’è una bella differenza, e per comprendere correttamente ciò che si sta osservando in natura è fondamentale affidarsi a persone che si dedicano da molto tempo alla valorizzazione e alla tutela di questo territorio.

 

Il ritorno della Cicogna bianca
Dopo secoli di assenza, nel 2005 la Cicogna bianca è tornata a nidificare anche in Toscana, e lo ha fatto per la prima volta proprio su un traliccio ai margini del Padule di Fucecchio, premiando gli interventi di miglioramento ambientale effettuati nella Riserva Naturale, che avevano determinato condizioni favorevoli all’insediamento.
La Cicogna bianca si riproduceva in epoca romana in tutto il Paese, ma già nel XV secolo era confinata nella Pianura Padana e già dal XVI secolo completamente estinta in Italia, all’inizio a causa dei massicci prelievi di pulcini a scopo alimentare e solo successivamente per le alterazioni ambientali nelle aree di alimentazione.
Per favorire il recupero di una popolazione nidificante, nel 1985 la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) intraprendeva una campagna di sensibilizzazione ed un progetto di reintroduzione della specie, creando a Racconigi il primo centro di allevamento; ne nascevano poi in altre regioni, fra cui la Toscana (Centro Carapax di Massa Marittima).
Dal primo nido, realizzato da una coppia “mista” con femmina proveniente dal Carapax e maschio selvatico, si è passati in pochi anni a 10 situati prevalentemente nella Toscana settentrionale: di questi, tre si trovano ai margini del Padule (a Fucecchio e a Monsummano Terme) ed altri tre nella piana fra Pistoia e Prato (fra Quarrata e Iolo).
I nidi di cicogna sono monitorati dal Centro RDP Padule di Fucecchio grazie ad una rete di collaboratori locali; sui tralicci, in collaborazione con ENEL e Terna, sono stati anche effettuati interventi di messa in sicurezza per diminuire il pericolo di folgorazione.
Dal 2009 il Centro organizza anche “Il giorno della cicogna”, in collaborazione con le Sezioni Soci Unicoop ed altri enti e associazioni: un’occasione unica per osservare dal vivo i nidi con gli adulti ed i pulcini, a distanza di sicurezza per non disturbarli ma con potenti cannocchiali che offrono uno spettacolo da documentario naturalistico.

 

Testo
Enrico Zarri

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