Al via i Festeggiamenti Iacopei

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I festeggiamenti Iacopei hanno inizio ogni anno con la cerimonia della “Vestizione del Santo”, un’antica tradizione che ricorda il martirio di Giacomo, detto il “maggiore”, fratello di Giovanni Evangelista, primo degli apostoli a subire il martirio. Nove giorni prima della Solennità del calendario liturgico fissataper il 25 luglio, l’Arciprete della Cattedrale a conclusione della cerimonia religiosa, esce dal Duomo per benedire il mantello rosso che poi i Vigili del Fuoco poseranno sulla statua di San Jacopo posta sul lato destro del tetto della cattedrale. A Pistoia, questo gesto simbolico legato al martirio di Giacomo, figlio di Zebedeo, e all’antico cerimoniale ecclesiastico rivolto a tutti i santi martiri è confluito anche in una singolare tradizione popolare che vuole il santo coprirsi di un pastrano di lana rosso nel mese di luglio per non pagare ai creditori fino a quando non sarà caldo da togliersi il mantello. La vestizione è preceduta ed accompagnata da un ricco corteggio storico per le vie della città più vicine alla piazza. La posa del mantello sulle spalle del santo è preceduta dalla lettura del bando della giostra il cui testo risale al 1464.

Culmine dei festegiamenti è il 25 luglio, Festa patronale di San Iacopo, giornata che da sempre esprime al massimo il senso di appartenenza alla città e di profonda religiosità nel culto di San Jacopo, l’apostolo Giacomo il maggiore, che divenne fra XII e XIII secolo il patrono di Pistoia.

Allo stato attuale questa festa cerca di recuperare il passato con la sua ricca tradizione di folklore popolare rappresentando, con le proprie e inconfondibili caratteristiche, la comunità cittadina nel suo insieme. La festa si articola in due momenti: la mattina, dedicata alla cerimonia degli omaggi al santo patrono, con corteo storico e solenne funzione in cattedrale e il pomeriggio e la sera con la “Giostra dell’Orso”.

Nella mattina del 25 luglio, un corteo storico riproduce l’antica e solenne processione della vigilia di San Jacopo, detta Processione dei ceri, che si svolge lungo il perimetro più antica cerchia di mura urbane, caratterizzata dalla presenza di tutti gli edifici pubblici più rappresentativi: dal Palazzo Comunale al Battistero, dalla Cattedrale e il suo campanile al Tribunale ed al Palazzo dei Vescovi.
Si parla di questa tradizione dal XIII secolo quando lo Statutum Potestati imponeva a tutti i cittadini di partecipare con un cero in mano alla processione in onore di San Jacopo, esentandone soltanto i fanciulli, i poveri, gli infermi e i vecchi. Dovevano partecipare tutti gli abitanti della città e del suburbio con ceri accesi e preceduti dai vessilli dei rispettivi rioni. Venivano quindi nell’ordine i membri delle undici corporazioni di arti e mestieri, le rappresentanze dei comuni vicini e amici accompagnati da araldi, suonatori e giullari, le rappresentanze delle istituzioni pubbliche di carità (ospedali, confraternite etc), il podestà con la sua corte, la magistratura comunale con araldi a cavallo e suonatori di trombe e tamburi. Quindi gli ordini religiosi, il Capitolo della cattedrale ed il Vescovo in sontuosi paramenti.

La Giostra dell’Orso è una manifestazione che si svolge in Piazza del Duomo concepita come omaggio a San Jacopo il cui premio è costituito dal Palio, un pezzo di stoffa pregiata ornato e dipinto da un’artista pistoiese. Alla Giostra partecipano i cavalieri di ogni rione cittadino che si contraddistingue per insegne e colori: Porta san Marco ha il Leon d’oro e i colori giallo e rosso, Porta Carratica ha il Drago e i colori verde e rosso, Porta Lucchese il Cervo Bianco e i colori bianco e verde e Porta al Borgo il Grifone e i colori bianco e rosso. Nel dopoguerra, la manifestazione fu recuperata come una corsa in tondo, da qui il nome “giostra”, dove vengono evidenziate sia la velocità del cavallo, che l’abilità del cavaliere che deve colpire un bersaglio, rappresentato appunto dall’orso, simbolo del Comune. Il cavaliere che alle fine delle tornate ottiene il punteggio più alto riceve l’ambito premio “Speron d’Oro”.

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