Da Pistoia a Santiago: la lunga marcia del pellegrino

Da Pistoia a Santiago

Pistoia è una delle mete di pellegrinaggio più visitate dai viaggiatori di tutto il mondo.

In un periodo in cui l’esperienza del pellegrinaggio era un obbligo morale per il buon cristiano, Pistoia divenne una delle località più visitate dai viaggiatori di tutto il mondo che, percorrendo la via Francigena, si fermavano in città per venerare la reliquia di San Jacopo e chiedere protezione per il lungo viaggio verso Santiago di Compostela, centro principale del culto iacopeo nel mondo cristiano medioevale.

Nel Medioevo camminare a piedi era considerato il modo più nobile di viaggiare e per questo il pellegrinaggio veniva intrapreso proprio in questa forma. Molte erano le motivazioni che muovevano i credenti a partire: un atto di devozione, la richiesta di una grazia, l’adempimento ad un voto o l’espiazione di peccati particolarmente gravi. Molte erano anche le insidie e le difficoltà che i pellegrini si trovavano ad affrontare durante il cammino: la fatica, il cattivo stato delle strade, gli agenti atmosferici avversi e, non ultimi, i frequenti attacchi dei briganti sempre pronti a saccheggiare i viaggiatori; per questo motivo chi partiva era solito fare testamento e dare disposizioni per la gestione dei propri beni.

Il pellegrino in viaggio per Santiago di Compostela aveva anche dei precisi obblighi: percorrere almeno 25 chilometri al giorno e fare penitenza durante il percorso per ottenere la purificazione.

Le regole erano rigide anche in materia di abbigliamento: impossibile non essere contraddistinti dalla conchiglia raccolta sulla spiaggia di Santiago, che nei secoli divenne il simbolo dei pellegrini di tutto il mondo. La conchiglia, appesa con orgoglio al collo, oltre a simboleggiare l’avvenuto viaggio, serviva per bere ai ruscelli o alle fonti durante il lungo cammino. Elementi essenziali erano anche la pellegrina, il corto mantello da viaggio, il galero, un ampio cappello per ripararsi dal sole e dalla pioggia, il bordone, il bastone a punta ferrata per sorreggersi, la bisaccia dell’acqua e la mappa con le indicazioni viarie.

Nell’iconografia sacra del tempo lo stesso San Iacopo, che diverrà proprio il protettore dei pellegrini, viene rappresentato nelle fogge tipiche del viaggiatore.

 

Martina Meloni

 

Mi chiamo Martina Meloni, sono nata a Pisa il 5 ottobre 1979. Da sempre vivo a Pistoia dove lavoro presso il servizio educazione del Comune di Pistoia. Dopo aver frequentato il liceo classico, nel 2003 mi sono laureata in Lettere con indirizzo storico artistico all’Università di Firenze. Dal 2012 collaboro con la rivista Naturart occupandomi principalmente del settore artistico. Tra i miei hobby la pasticceria, la cucina, il disegno e l’arredamento, insomma forse un pò tutto quello che alla fine mi regali una creazione di qualche genere … in questo mie insostituibili spalle sono mio marito Alessio e la mia bambina Sveva.

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