Tracce di carbonai a Baggio

Tracce di carbonai a Baggio

Un vero tesoro nascosto nel verde della nostra montagna è il piccolo e prezioso museo del carbonaio di Baggio.

Un salto nel passato che, in una fresca giornata di settembre, mi ha riportato alla mente tanti racconti dei nonni.

Arrivando al museo da uno stretto sentiero si scopre un mondo spesso sconosciuto; ci troviamo di fronte ad una carbonaia in sezione e ad una capanna, accessibile al suo interno, minuziosamente allestita con gli utensili e gli attrezzi utilizzati dai carbonai durante la quotidiana produzione del carbone.

Un’ambientazione realistica e ben strutturata, che accompagna il visitatore fino all’ingresso del museo, dove è documentata la vita ed il lavoro delle popolazioni della zona attraverso scritti, oggetti e testimonianze di chi ancora può raccontare uno spaccato di storia e tradizione, spesso non sempre felice, della nostra montagna.

Mete dei carbonai della zona erano la Maremma, la Sardegna, la Corsica, ma anche il Lazio, dove i nostri uomini trascorrevano molti mesi dell’anno.

Una figura spesso citata nei racconti carbonai era il Meo, un giovane che partiva con il gruppo dei carbonai anziani, addetto alle pulizie ed alla cucina durante il lungo e faticoso periodo di migrazione.

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LA CARBONAIA

Base della produzione del carbone era proprio la carbonaia, una costruzione a forma di collinetta conica dotata di uno sfogo centrale e piccole fessure laterali che ne facilitavano il tiraggio.

La scarsa ossigenazione che si creava al suo interno facilitava la combustione del legname disposto in forma circolare intorno ad alcuni pali verticali conficcati saldamente nel terreno.

Dopo circa 5 giorni dall’accensione della carbonaia iniziava il processo di produzione del carbone, che durava 13/14 giorni.

Martina Meloni

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Mi chiamo Martina Meloni, sono nata a Pisa il 5 ottobre 1979. Da sempre vivo a Pistoia dove lavoro presso il servizio educazione del Comune di Pistoia. Dopo aver frequentato il liceo classico, nel 2003 mi sono laureata in Lettere con indirizzo storico artistico all’Università di Firenze. Dal 2012 collaboro con la rivista Naturart occupandomi principalmente del settore artistico. Tra i miei hobby la pasticceria, la cucina, il disegno e l’arredamento, insomma forse un pò tutto quello che alla fine mi regali una creazione di qualche genere … in questo mie insostituibili spalle sono mio marito Alessio e la mia bambina Sveva.

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