Una scommessa vinta: l’arte contemporanea nelle corti dei palazzi pistoiesi

La mostra “Pistoia Contemporary Arts Weekend” vista con gli occhi della nostra blogger Chiara Innocenti.

A Pistoia, passato presente e futuro si danno la mano.

E’ questo il messaggio che più mi ha colpito mentre “passeggiavo nell’arte”, nel corso della tre giorni promossa dalla Galleria Studio38 Contemporary Art nel weekend del 16 e 17 aprile 2016. Una bella scommessa, come ha sottolineato la giovane ideatrice, Giulia Ponziani, evoluzione di quanto proposto lo scorso anno con “4 artisti, 4 Palazzi”.

Una scommessa che ha portato un gruppo di giovani artisti a fare i conti con la storia della Città, proponendo installazioni, fotografie, sculture, video, che sono stati collocati nei Palazzi storici della città, dal Palazzo sede della Fondazione Caripit, a Palazzo Bracciolini, passando per la Corte Tricomi, Palazzo Balì, e Palazzo Billi, che assieme al Museo Marino Marini ha ospitato una performance davvero unica.
Grazie alla guida esperta del’architetto Roberto Agnoletti abbiamo apprezzato la Corte Tricomi, ripercorso le vicende della famiglia Cancellieri, che portò un pezzo di Provenza a Pistoia, anticipando con Palazzo Balì lo stile che sarebbe divenuto abituale nei secoli successivi, per poi passare a Palazzo Billi, costruito su quanto restava della seconda cerchia di mura.

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La veduta ed un’opera all’interno della Corte Tricomi

Illustrate da Luca Sposato, le opere degli artisti avevano come filo conduttore il jazz, inteso come veicolo di dialogo, di contaminazione, di perpetuo rinnovamento, come abbiamo avuto modo di apprezzare durante la performance dei Now!, che hanno “sporcato” melodie jazz con suoni profondamente “urbani”
Così il confronto fra ciò che è stato nella nostra Pistoia, ciò che c’è, con il patrimonio di giovani artisti, e ciò che sarà, a partire dal prossimo anno, quando avremo l’onore di essere la Capitale della Cultura, ci ha condotto attraverso le performance.

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La musica Jazz al Museo Marini e l’interno del Palazzo di Via Buozzi

Una scommessa che potrei definire “visionaria”, nel senso migliore del termine, perché proponeva davvero una visione in grado di decomporre e ricomporre, come abbiamo apprezzato nel corso della performance “Emicicli”, curata da Angela Rosi, nella quale ogni singola lettera dei testi di Luis Agado si confondeva con la melodia e la danza, a dimostrazione che l’arte è tale soprattutto quando diventa totalizzante.

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Alcune delle opere di Gottardo Mazzini a Palazzo Balì

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Mi chiamo Chiara Innocenti e sono nata a Pistoia il 17 aprile 1977. Dopo la laurea in Legge all’Università di Firenze, sono stata Assessore alla Cultura della Provincia di Pistoia dal 2009 al 2012. Attualmente lavoro presso Uncem Toscana, dove mi occupo di Politiche Giovanili.

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