Si inaugura venerdì 9 gennaio alle ore 17.00 nelle vetrine esterne e nello spazio interno della Biblioteca San Giorgio la mostra “un Caffè tra humor e pataArchivi”. L’esposizione, curata da Duccio Scheggi, offre un’immersione rara e documentata nell’universo della micro-eso-editoria patafisica (ovvero riguardante la scienza ideata da Alfred Jarry a fi ne Ottocento e defi nita come la “Scienza delle soluzioni immaginarie” che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità).
Il percorso espositivo nasce da una riflessione profonda sullo statuto dell’oggetto artistico e archivistico.
Come suggerisce il curatore, la mostra non si limita a esporre, ma applica il concetto patafisico di epifenomeno: tutto ciò che viene prodotto torna a noi trasmutato, come un’aggiunta perpetua, un “+1” che arricchisce la realtà. In quest’ottica, lo humor jarryano non è semplice divertimento, ma un approccio “serissimo” e rigoroso, una chiave di lettura scientifica per interpretare le eccezioni e il particolare in contrasto con gli universali filosofici. La mostra si configura così come un archivio infinito alla maniera di Borges, dove la narrazione muta col mutare dei rapporti tra gli oggetti esposti.
L’allestimento si snoda attraverso il confronto tra due fondi d’eccezione che ricostruiscono una “linea del tempo scomposta e supplementare”.
L’Archivio dell’Istituto Patafisico Vitellianense (I.P.V.): Proveniente dalla collezione di Duccio Scheggi (Cancelliere Capo Archivista dell’Istituto), questa sezione traccia una storia non convenzionale delle manifestazioni patafisiche europee e italiane. Saranno esposte rarità che spaziano dalle pubblicazioni jarryane originali alle riviste ufficiali del Collegio di ‘Patafisica (“Virdis Candela”) ma anche prime edizioni del “Mercure de France” e un ampio spazio è dedicato all’editoria sperimentale e “fuori formato”, inclusi i PulcinoElefante di Alberto Casiraghy, il Patapart di Mario Persico e le Edizioni S.com.Poste.
L’Archivio di Giambattista Vicari (“Il Caffè”): Grazie alla preziosa collaborazione di Anna Busetto Vicari, la mostra ospita materiali dal fondo della storica rivista “Il Caffè letterario e satirico”. Negli anni d’oro della neoavanguardia, Il Caffè è stato un “porto sicuro” per la generazione di soluzioni immaginarie linguistiche e verbovisive.
In questa sezione si potranno ammirare disegni e documenti di figure cardine come Roland Topor, Giordano Falzoni, Corrado Costa, Cardon in dialogo con le copertine della rivista satirica “Ca Balà” di Berlinghiero Buonarroti. Una sezione di grande impatto visivo è dedicata alle illustrazioni per le antologie di FUOCOfuochino Editore di Afro Somenzari, definita ironicamente “la casa editrice più povera del mondo”. Qui i visitatori troveranno le illustrazioni originali che hanno arricchito i volumi antologici della casa editrice, firmate da maestri dell’arte contemporanea e dell’illustrazione quali Ugo Nespolo, Ugo La Pietra, Gianluigi Toccafondo, Pablo Echaurren, Guido Scarabottolo, Stefano Arienti e Antonio Marras. La mostra include inoltre due tributi fondamentali. Il primo è dedicato ad Andrea Rauch, illustratore recentemente scomparso e figura legata alla Biblioteca, che ha dedicato studi scientifici alla trilogia di Ubu Re. L’evento ripercorre idealmente anche la storia delle grandi esposizioni patafisiche italiane, dalla storica Patamostra del 1963 alla Galleria Schwarz di Milano fino alla grande antologica di Palazzo Reale del 1983, celebrando figure tutelari come Enrico Baj, che fu determinante nella diffusione della Patafisica in Italia. Questo sulla linea del precedente evento “Alingue e Apostrofi ”, festival tenutosi a Milano due anni fa che celebrava gli universi supplementari e le sperimentazioni linguistiche, e di cui questa esposizione vorrebbe esserne epifenomeno e continuazione.