C’è un mondo sospeso tra cielo e acqua, fatto di riflessi, silenzi e movimenti leggeri. Lo si incontra tra i canneti di uno stagno, nella quiete di una palude o sulle rive di una laguna. Sono le zone umide, ecosistemi tra i più antichi e vitali del Pianeta, ma anche tra i più fragili e trascurati.
Al Giardino Zoologico di Pistoia abbiamo appena dato il via a “Terre d’Acqua”, un nuovo progetto educativo rivolto alle scuole, legato alla campagna europea Wetlands for Life, promossa da EAZA (Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari). L’obiettivo è semplice quanto urgente: riportare l’attenzione su ambienti che regolano il ciclo dell’acqua, ospitano una biodiversità straordinaria e ci proteggono da siccità e alluvioni. Ambienti che stiamo perdendo, spesso senza accorgercene.
Solo negli ultimi cinquant’anni è scomparso oltre un quinto delle zone umide mondiali. Quelle rimaste continuano a ridursi sotto la pressione di bonifiche, inquinamento, cambiamenti climatici e consumo del suolo. Eppure, in appena quattro ettari una zona umida può trattenere milioni di litri d’acqua dolce, filtrare inquinanti, immagazzinare CO2 e offrire rifugio a centinaia di specie.
È da questi dati che nasce il nostro impegno: un percorso che non si limita alla divulgazione, ma costruisce alleanze. Il primo passo è stato un workshop formativo dedicato agli insegnanti, pensato per offrire strumenti, materiali e spunti utili a sviluppare in classe un percorso di scoperta e meraviglia. Nei prossimi mesi
la sezione didattica del Parco arriverà nelle scuole con le attività per portare gli alunni e le alunne nel mondo tra “Terra e Acqua”: scoprire dalle tracce quali animali si rifugiano o si innamorano tra i canneti, imparare a leggere le sottili differenze tra un’impronta e l’altra, riconoscere i suoni e stupirsi dei colori.
Protagonista del progetto è il fenicottero rosa, che con il suo piumaggio elegante e le abitudini migratorie è un’ambasciatore perfetto per le Terre d’Acqua. Per nutrirsi, ha bisogno di piccoli crostacei ricchi di carotenoidi, da cui deriva il suo colore caratteristico: un dettaglio che racconta quanto la salute dell’ambiente sia intrecciata alla sopravvivenza delle specie che lo abitano.
“Terre d’Acqua” è anche un invito a guardare oltre i confini locali. Le zone umide, infatti, sono nodi di una rete ecologica globale che segue le rotte migratorie degli uccelli acquatici. Proteggere uno stagno, una torbiera o un delta significa tutelare anche ciò che si trova a migliaia di chilometri di distanza. È un gesto che richiede visione e responsabilità, ma che può partire da piccoli cambiamenti quotidiani: ridurre l’uso della plastica, risparmiare acqua, partecipare ad attività di sensibilizzazione.
In un tempo in cui la crisi ambientale può sembrare troppo vasta per essere affrontata, Terre d’Acqua ci ricorda che ogni gesto conta. Tutti insieme possiamo fare davvero la differenza!
Testo Eleonora Angelini – Responsabile della didattica e comunicazione Giardino Zoologico di Pistoia




