PROGRAMMA
Venerdì 22 maggio – ore 18.30 – piazza del Duomo – gratuitoInaugurazione e saluti istituzionali
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PROGRAMMA
Venerdì 22 maggio – ore 18.30 – piazza del Duomo – gratuito Inaugurazione e saluti istituzionali Vittorio Lingiardi Dal corpo non si scappa Il corpo è sempre in divenire. Nasce, invecchia, muore. È oggetto di infinite metamorfosi, private e pubbliche. Dalla culla alla tomba ogni corpo è sempre, inevitabilmente, un insieme di corpi: medico, sociale, psicologico e psicopatologico, sportivo, religioso, culturale e politico, estetico, giuridico, costruito dal genere e dalla sessualità. E poi giovane, anziano, malato, sano, accudito, trascurato, libero, imprigionato, abusato, bombardato. È così da sempre. Tuttavia, da quando una delle sue vite possibili – quella mediata dalle tecnologie, dalla rete e dall’intelligenza artificiale – si è imposta sulle altre, il modo di pensarlo e di abitarlo, nostro e altrui, è cambiato radicalmente. È ancora «il nostro mezzo per avere un mondo», come diceva Merleau-Ponty? Continuo a pensare di sì, ma in modi nuovi che dobbiamo immaginare e raccontare. Ci proveremo.
Vittorio Lingiardi
Venerdì 22 maggio – ore 21.00 – teatro Bolognini – € 10.00 Kataklò Athletic Dance Theatre – Spettacolo Seasons – Oltre le Stagioni In occasione del 30° anniversario dei Kataklò Athletic Dance Theatre, i Dialoghi ospitano Seasons – Oltre le Stagioni, uno spettacolo di danza e atletismo di straordinario impatto visivo e sonoro, che immerge lo spettatore in un paesaggio di corpi in continua evoluzione. Con l’ambizione di creare un’opera che trascende il tempo e lo spazio, la direttrice artistica Giulia Staccioli coniuga sorprendentemente atletismo, tecnica e poesia visiva. Le note dei celebri concerti per violino di Vivaldi, riarrangiati dal compositore contemporaneo Max Richter, si intrecciano con i suoni evocativi della natura per creare un’atmosfera unica. Su questa tela sonora viene dipinto un racconto coreografico che esalta la potenza espressiva dei sei danzatori Kataklò. I loro corpi si trasformano in simboli della natura: messi dorate, foglie che danzano, rami che si intrecciano. Ogni movimento racconta la connessione profonda tra l’essere umano e l’ambiente: Seasons è, nelle parole di Staccioli, «un’esplorazione dei cicli della vita, un’ode alla bellezza della natura e alla complessità dell’essere umano». Ideazione e direzione artistica: Giulia Staccioli Assistente alle coreografie: Irene Saltarelli Interpreti: Matteo Battista, Carolina Cruciani, Anna Guida, Andrea Piras, Federico Ravazzi, Erika Ravot Costumi: Petra Papa, Maria Sole Montironi Lasca Disegno luci: Fabio Passerini Musiche: Antonio Vivaldi/Max Richter
Kataklò Athletic Dance Theatre
Venerdì 22 maggio – ore 21.30 – piazza del Duomo – € 7.00 Alessandro Barbero Il corpo nel Medioevo, tra scienza e fede Gli esseri umani hanno sempre avuto coscienza del proprio corpo come qualcosa che è parte di sé ma, al tempo stesso, altro da sé. La società del Medioevo, integralmente religiosa, trovava una soluzione logica a questo paradosso nel dualismo tra corpo e anima. In casi estremi ciò poteva portare i mistici a odiare, mortificare sino a distruggere il proprio corpo. Tuttavia questo estremismo non era condiviso dall’intera società. Medici e teologi studiavano con attenzione il corpo e i suoi bisogni, le persone normali si sforzavano di curarlo, scaldarlo, nutrirlo e procurargli piacere, pur con i mezzi spesso limitati che l’epoca offriva. Lo storico Alessandro Barbero ci racconta di un’epoca lontana in cui la vita e la cura del corpo ci appaiono oggi impensabili.
Alessandro Barbero
Sabato 23 maggio – ore 9.30, 11.30, 16; domenica 24 ore 9.30, 11.30 e 16 – € 7.00 Partenza piazza Duomo, punto Info Caterina Bellezza – Passeggiata La scienza del corpo: viaggio a Pistoia tra studio e pratica Tra Ottocento e Novecento lo studio del corpo – attraverso la sua scienza, l’anatomia – portò Pistoia alla ribalta: l’Ospedale del Ceppo divenne una fucina di giovani medici, capaci di individuare diverse patologie e di sviluppare altrettante cure. Ne visiteremo il Museo per raccontare la storia di questi uomini e della prestigiosa Scuola Medica Pistoiese, ammirando il suggestivo Teatrino Anatomico, uno dei più piccoli al mondo. Scopriremo poi la Biblioteca Medica Mario Romagnoli, dedicata a colui che per primo ha descritto la mammografia ed è stato uno dei pilastri dell’Ospedale e della vita culturale di Pistoia. Infine, ripercorreremo la storia dell’antichissimo Liceo Forteguerri, fondato nel 1473, e ne scopriremo i laboratori di Chimica, Fisica e Biologia, ammirandone gli strumenti scientifici sui quali si è formata buona parte dei medici pistoiesi.
Caterina Bellezza
Sabato 23 maggio – ore 9.30 – teatro Bolognini – € 3.00 Rossella Ghigi La violenza prima della violenza. Il nesso tra corpi, genere e potere La nostra cultura insegna, fin dall’infanzia, alle donne a essere un corpo e agli uomini ad avere un corpo. Le donne sono educate a esporlo, sorvegliarlo, contenerlo: loro è il corpo della relazione; gli uomini a usarlo, sfidarlo, imporlo: loro è il corpo della prestazione. Da queste diverse attese sociali derivano discorsi e pratiche che regolano i rapporti di donne e uomini, con sé e con gli altri. Si tratta di una distinzione che nasconde, però, anche una profonda asimmetria di potere: è proprio in questo squilibrio che affonda laviolenza di genere. Violenza che noncomincia con il gesto che la cronacaracconta: comincia molto prima,negli sguardi che giudicano, nelleparole che etichettano, nei ruoli chesembrano naturali, nell’idea che amareun corpo significhi averne il pienopossesso. Per affrontarla non basta allora proteggere le vittime” e “punire i carnefici”: bisogna interrogare i modelli di potere che la rendono possibile e capire perché la violenza di genere ci riguarda. Anche quando non siamo vittime, anche quando non siamo carnefici.
Rossella Ghigi
Sabato 23 maggio – ore 10.00 – Cinema Lux – € 3.00 Simona Segre-Reinach Divenire con la moda. Strategie del corpo nel sociale In ogni cultura, il corpo non è mai solo naturale, né può dirsi veramente “nudo”: è modellato, educato e reso visibile attraverso l’abbigliamento e le modificazioni cui viene sottoposto. La moda è il punto di incontro tra corpo, abito e cultura; è lo strumento attraverso cui il corpo individuale si fa corpo sociale, e nel quale le idee di genere, potere ed erotismo vengono rappresentate e talvolta sovvertite. Dalle silhouette esasperate di Dior negli anni Cinquanta, fino alle contemporanee tendenze genderless, la moda ha costantemente prodotto e messo in crisi codici corporei. Le scelte del guardaroba sono atti estetici e politici che disegnano la mappa del nostro stare al mondo. Dalle protuberanze asimmetriche di Rei Kawakubo – che ha riscritto la geografia del corpo femminile sfidando la conformità del contemporaneo BBL – alla camicia Madiba di Nelson Mandela nel Sudafrica post-apartheid, l’abito diventa così un gesto capace di scardinare e ridefinire i confini stabiliti. Tra periferie e passerelle, i corpi negoziano così il proprio divenire, in un costante equilibrio tra espressione individuale e appartenenza collettiva
Simona Segre Reinach
Sabato 23 maggio – ore 11.00 – piazza del Duomo – € 3.00 Jonathan Bazzi e Andrea Staid Corpi fragili Il corpo non è mai solo un dato biologico, è piuttosto una mappa dove si possono leggere le linee del potere, dell’economia e dello spazio che lo circonda. Il dialogo tra Staid e Bazzi, tra un antropologo e uno scrittore, vuole esplorare come la malattia e la vulnerabilità fisica si manifestino in situazioni di marginalità. Al centro vi è il corpo adolescente, il territorio della transizione per eccellenza, che nelle periferie geografiche ed esistenziali diviene il luogo dell’esclusione. Se l’antropologia analizza le strutture sociali che rendono alcuni corpi “più fragili” di altri – mostrando come la povertà possa diventare malattia – la narrativa trasforma la malattia in esperienza vissuta, dolore e resistenza. Bazzi e Staid provano a trasformare l’idea di fragilità: non più una colpa individuale, ma una dimensione collettiva, da condividere, politica. Un invito a guardare ai margini non come luoghi di assenza e solitudine, ma come spazi in cui i corpi fragili lottano per rivendicare il proprio diritto all’esistenza.
Jonathan Bazzi – Andrea Staid
Sabato 23 maggio – ore 12.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Paolo Di Paolo Corpi (comunque) felici. Come reagire a un presente oscuro Se c’è una cosa che la grande letteratura riesce sicuramente a restituirci è il trionfo della sensazione: la “miracolosa stranezza” di essere vivi, di avere, anzi di essere un corpo che si muove nello spazio, che riceve calore, che desidera, che gode nella forza e della potenza dell’eros, ma anche nel piacere minimo dell’istante. A patto che quell’attimo venga riconosciuto, messo a fuoco e salvato dalla furia del dileguare e dalla catastrofe della storia. Lo scrittore e critico Paolo Di Paolo propone un percorso di letture e sollecitazioni sul piacere e la felicità del corpo, fra autori e autrici che nel ventesimo secolo e nella nostra epoca provano a ridestare la coscienza piena del nostro esserci – da Virginia Woolf a Peter Handke alla poetessa premio Nobel Louise Glück. Corpi (comunque) felici.
Paolo Di Paolo
Sabato 23 maggio – ore 15.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Annalisa Camilli Davanti al dolore degli altri. Corpi in guerra Cosa succede al corpo in tempo di guerra? E quali segni lascia, a lungo termine, il tempo eccezionale che stiamo vivendo? Annalisa Camilli, che ha osservato da vicino distruzione e sofferenza, crisi umanitarie e immigrazione ci racconta l’irraccontabile. Quanti bambini sopravvissuti, quanti corpi senza vita, dobbiamo ancora mostrare per risvegliare le coscienze? Ci si può davvero abituare al dolore degli altri? E qual è il senso di testimoniare quel dolore, se gli occhi e le orecchie dell’opinione pubblica mondiale sembrano distratti, lontani o addirittura insofferenti? Come ha scritto Susan Sontag: «Inondati da immagini che in passato ci avrebbero scioccato e indignato, stiamo perdendo la capacità di reagire. La compassione, forzata fino all’estremo, si intorpidisce».
Annalisa Camilli
Sabato 23 maggio – ore 15.00 – cinema Lux – € 3.00 Sara Boffito e Guido Giovanardi Trovare casa nel corpo: genere e identità in adolescenza Diventare sé stessi e sentirsi a casa nel proprio corpo è un processo che attraversa l’intero arco della vita e che in adolescenza può assumere una particolare intensità e conflittualità, nella ricerca di una forma soggettiva in cui l’identità possa trovare dimora. Uno dei vertici di questo processo di embodiment è il genere, inteso come forma di elaborazione simbolica capace di conferire significato ai corpi, al sesso e alle relazioni. All’incrocio tra norme culturali, relazioni intersoggettive e dinamiche intrapsichiche, la costruzione delle identità di genere oscilla tra l’investimento creativo del soggetto e l’esperienza di significati avvertiti come vincolanti. Le trasformazioni del corpo si intrecciano con le domande sull’identità e con la pressione degli sguardi esterni e delle rappresentazioni ideali: un equilibrio precario in cui fragilità e potenzialità trasformative cercano una integrazione tra creatività e limiti. In collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis
Guido Giovanardi – Sara Boffito
Sabato 23 maggio – ore 17.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Gabriella Caramore Ciò che in me sente sta pensando. Il corpo umano in dieci sensi Esisterà ancora il corpo umano nell’era dell’immateriale che si sta profilando? Forse siamo di fronte a una svolta epocale, simile al passaggio che otto millenni fa ci condusse dal Neolitico alle prime grandi civiltà. Ma i corpi non sono annullati. Anzi, reclamano vita e senso, combattono tra ordine e caos, cercano respiro tra il nuovo e l’antico. La scommessa è provare a dar conto del continuo divenire dei corpi esplorando i movimenti dei loro sensi, che coinvolgono fisicità e pensiero, materia e mente, come suggerisce Fernando Pessoa nel suo celebre verso: «Ciò che in me sente, sta pensando». Ma occorre anche spingersi oltre i sensi classici: toccare, vedere, ascoltare, gustare, odorare. Non coinvolge corpo e spirito anche il desiderare? O il soffrire? O l’errare? O il ricordare? O avvertire la percezione della fine? È un territorio che la ricerca sta esplorando. Lo hanno saputo dire i poeti. E lo proviamo ogni giorno nelle nostre vite.
Gabriella Caramore
Sabato 23 maggio – ore 17.00 – cinema Lux – € 3.00 Vittorio Gallese Corpo e cervello nell’era digitale La rivoluzione digitale e il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il nostro modo di percepire il mondo, di relazionarci agli altri e di comprendere noi stessi. Siamo spesso portati a immaginare il digitale come uno spazio in cui il corpo scompare e tutto diventa virtuale. Ma è davvero così? Vittorio Gallese, fra gli scopritori dei neuroni specchio, propone una prospettiva diversa: anche l’esperienza digitale è profondamente corporea. A partire dalle neuroscienze cognitive e dagli studi sull’embodiment, verrà mostrato come percezione, emozioni e relazioni restino radicate nel corpo, anche quando passano attraverso schermi e dispositivi tecnologici. Nell’era digitale, il cervello non si separa dal corpo: ne ridefinisce piuttosto, continuamente i modi di abitare il mondo.
Vittorio Gallese
Sabato 23 maggio – ore 18.30 – piazza del Duomo – € 3.00 Marco Aime The dark side of the skin. Razzismi vecchi e nuovi Si fa presto a dire colore, ma cos’è davvero un colore? E come lo percepiamo? La visione dei colori è universale, vediamo tutti gli stessi colori, ma li interpretiamo diversamente. La loro percezione cambia da cultura a cultura e al nero, per esempio, noi abbiamo dato una connotazione negativa. “Giornata nera, lavoro nero, mercato nero…” E quando quel nero diventa pelle, smette di essere solo un colore e si trasforma in una condanna: riduce le persone a corpi, senza distinzione e li spinge ai margini, nel lato negativo della società. Trasforma le società umane in “razze”. La deumanizzazione dei neri (come quella dei “gialli”, dei “rossi”…) è servita, ieri come oggi, a legittimare la loro sottomissione. L’individuo ridotto a semplice corpo può essere sottomesso e deportato. Marco Aime, antropologo di grande caratura, propone storie del passato e del presente, per non dimenticare quante sofferenze ha causato il colore della pelle.
Marco Aime
Sabato 23 maggio – ore 21.00 – piazza del Duomo – € 7.00, ridotto bambini € 3.00 Peppe Servillo legge Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio Le avventure del burattino Pinocchio, che si compiono nella trasformazione del suo corpo di legno in un bambino in carne e ossa, sono ormai divenute patrimonio universale, pur affondando le loro radici nella cultura toscana. Tradotto in centinaia di lingue, trasposto in film, fumetti e cartoni animati, il capolavoro di Carlo Lorenzini, più noto come Collodi, del quale nel 2026 ricorre il bicentenario, ritrova la sua voce originaria grazie alla lettura sapiente di Peppe Servillo. L’interpretazione di un grande attore restituisce tutta la profondità del testo, rivelando come il libro non sia soltanto una storia per bambini, ma – come avevano già intuito Benedetto Croce e Italo Calvino – un autentico percorso di formazione, una vera e propria educazione alla vita.
Peppe Servillo
Sabato 23 maggio – ore 21.30 – La Cattedrale ex-Breda – € 10.00 Associazione Sarabanda e Circo Zoé Oscillando nel tempo. Spettacolo di circo contemporaneo
Un progetto site specific di grande impatto, pensato da Boris Vecchio e Circo Zoé per i Dialoghi di Pistoia, all’interno del suggestivo spazio della Cattedrale Ex Breda. Sfidando le leggi della gravità e del tempo, gli acrobati indagano il tema corpi in divenire attraverso l’equilibrismo sul filo molle, il cerchio aereo, il palo cinese, la roue Cyr e altre discipline circensi. Immerso nella scenografia post industriale della Cattedrale e in un universo sonoro vibrante, il pubblico viene accompagnato in un appassionante viaggio in cui le evoluzioni aeree e i virtuosismi circensi si fondono in un’atmosfera di meraviglia e mistero. In equilibrio tra magia e poesia, sospensione e contemplazione, Oscillando nel tempo è un’esperienza immaginifica e avvolgente, che emana un’energia contagiosa, capace di affascinare e stupire spettatori di tutte le età. Progetto a cura di Associazione Sarabanda e Circo Zoé prodotto dal festival Dialoghi di Pistoia Con Chiara Sicoli, Anouck Blanchet, Simone Benedetti, Gaël Manipoud, Claire Ardoin, Boris Vecchio Musicisti: Diego Zanoli, Jean Stengel Tecnico: Yoann Breton Regia: Boris Vecchio (Associazione Sarabanda) Testi di Marco Odino e Boris Vecchio
Boris VecchioCirco Zoè – Oscillando nel tempo
Sabato 23 maggio – ore 22.30 – cinema Lux – gratuito Proiezione del film The Elephant Man regia di David Lynch John Merrick, il leggendario uomo elefante, il freak della Londra vittoriana, deformato dalla malattia, ridotto a fenomeno da baraccone, è il protagonista di un film che ha segnato un’epoca – magistrali le interpretazioni di Anthony Hopkins e John Hurt – e che ha riscritto le regole dell’horror, capovolgendo le dinamiche tra protagonista deforme e spettatore: chi ha paura di chi? David Lynch suggerisce che il vero “mostro” non è Merrick, ma la società che lo sfrutta e lo deride. The Elephant Man è un cult capace di spaventare e commuovere, provocando lo spettatore per la sua straziante umanità. Riproposto dalla Cineteca di Bologna, il restauro della pellicola, eseguito a partire dal negativo originale con la supervisione di David Lynch, esalta il bianco e nero, dando nuova forza a questa attualissima riflessione sullo sguardo e sull’orrore, messa in scena da uno dei registi più visionari della storia del cinema. Nel cast: John Hurt (Joseph Merrick / Elephant Man), Anthony Hopkins e Anne Bancroft.
Domenica 24 maggio – ore 10.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Loredana Cirillo Il corpo violento degli adolescenti Le trasformazioni dell’adolescenza rendono il corpo particolarmente esposto alla manipolazione, più che in altre fasi dello sviluppo. Dalla fisiologica sperimentazione delle nuove possibilità, fino alla violenza verso sé stessi o verso gli altri, il corpo è al centro del processo di crescita e del tormento evolutivo. Piercing e tatuaggi, ritocco estetico, self cutting, disturbi della condotta alimentare, accoltellamenti, gesti violenti e antisociali esprimono le diverse forme attraverso cui il corpo diventa ricettacolo e megafono di emozioni, vissuti ma anche di disagi che allarmano gli adulti e l’opinione pubblica. Quali significati si celano oggi dietro tali fenomeni? Perché l’attacco al proprio corpo è così diffuso? La violenza e il possesso delle lame tra gli adolescenti quali malesseri esprimono e come possiamo intervenire per prevenirli? Ce ne parla la psicologa e psicoterapeuta Loredana Cirillo. In collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis
Loredana Cirillo
Domenica 24 maggio – ore 10.00 – cinema Lux – € 3.00 Guido Guerzoni Storia del tatuaggio nella civiltà mediterranea Sebbene sia stata ritenuta una tradizione esotica e selvaggia, introdotta in Europa nel secondo Settecento dopo i viaggi di Cook e Bougainville nel Pacifico, il tatuaggio è sempre stata una presenza ubiqua, comparsa agli albori della civiltà. Le sue radici europee sono profonde, e hanno attraversato le principali culture classiche (Egitto, Grecia e società etrusca e romana), per poi evolvere in forme devozionali in epoca medievale e moderna. Un percorso che nei Paesi mediterranei – e segnatamente in Italia – è continuato, sino alle ferme condanne dei primi antropologi, che hanno elaborato nel secondo Ottocento lo stigma sociale nei confronti del tatuaggio, ritenuto un indizio infallibile di devianza sociale. Eppure, soprattutto in Italia, sin dal tardo Quattrocento, esistono prove inconfutabili della presenza di tatuaggi devozionali, terapeutici, identitari e professionali, ben prima che Lombroso e i suoi allievi si scagliassero contro il Marchio di Caino. Parlarne oggi, in una nazione in cui, senza distinzioni di genere, un adulto su quattro è tatuato, significa condurre una riflessione sull’evoluzione dei concetti di corporeità, appartenenza e identità epiteliale
Guido Guerzoni
Domenica 24 maggio – ore 11.00 – piazza del Duomo – € 3.00 Paolo Nori Piccolo discorso sul dolore. Vivere una vita non è attraversare un campo
Con ironia e profondità Nori ci racconta i suoi incontri – o scontri – con la morte e il trauma. In occasione dei suoi due incidenti, nel 1999 e 2013, si era diffusa la notizia, ovviamente falsa, della sua morte: da quel momento ha cercato di ricostruire – grazie alle testimonianze di amici, parenti e di chi lo ha salvato quelle due dolorose esperienze, di cui ricordava poco. «Sono quasi trent’anni, che scrivo, e l’anno scorso mi è venuto da pensare che noi, tutti noi che proviamo a fare della letteratura con la miseria della nostra bravura, secondo me quello che raccontiamo, è la fatica che si fa a stare al mondo. Quando penso al mio corpo, penso ai versi di Mandel’štam “Ho imparato la scienza degli addii nel piangere notturno, a testa nuda” e “Mi è stato dato un corpo, cosa devo farne, così unico e così mio? Per la quieta gioia di vivere e respirare, chi, ditemi, devo ringraziare?”. Scriveva Pasternak “Vivere una vita non è attraversare un campo”, credo che sarà, prima o poi, il titolo di un mio romanzo, per il momento è il titolo del piccolo discorso sul dolore che farò a Pistoia.»
Paolo Nori
Domenica 24 maggio – ore 12.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Lidia Ravera Elogio della maturità: contro i pregiudizi sull’età Terzo e quarto tempo della vita: siamo davvero preparati ad affrontarli? La ricerca scientifica ci consegna corpi sempre più longevi, ma quali sono le paure, le aspettative, i pregiudizi? L’impreparazione è uno dei temi dominanti della maturità, che dovrebbe invece essere una conquista di cui godere, più che come una condanna da subire. Il rapporto con il corpo non è una battaglia di resistenza, ma una forma di libertà conquistata, che apre nuove prospettive. Lidia Ravera invita a non rincorrere la giovinezza, specialmente le donne, troppo spesso schiacciate da una vergogna regressiva, conformista, subalterna. Se nel ’60 gli ultrasessantenni erano il 9% della popolazione, oggi superano il 23%: la vecchiaia è diventata un fenomeno di massa. Ed è qui che sta il potere, quello di una componente decisiva della società, ricca di esperienze, consapevolezze e di potenzialità ancora inespresse. Prepararsi alla libertà della maturità è un percorso che dovrebbe iniziare già da giovani.
Lidia Ravera
Domenica 24 maggio – ore 15.00 – cinema Lux – € 3.00 Davide Sisto Morte, immortalità e memoria nell’epoca dell’AI Viviamo in un’epoca che non è in grado di accettare la morte. La sua rimozione sociale e culturale l’ha trasformata in un vero e proprio tabù. Fingiamo di poter vivere per sempre, facendo leva sull’aumento della durata della vita e sulla metamorfosi tecnologica dei corpi. Nel frattempo numerosi studiosi della cultura digitale e dell’AI sostengono che siamo diventati “carni digitali”. Non corpi, ma carni. Vi è un cambiamento radicale del lutto, della memoria, della speranza da parte di alcuni di poter vivere per sempre. L’AI, infatti, rielabora in maniera attiva la carne digitale del morto, concedendogli addirittura la possibilità di un dialogo eterno con i vivi. L’analisi di questi nuovi fenomeni permette di comprendere decenni di rimozione sociale e culturale della morte, ma anche la ricerca dell’immortalità online.
Davide Sisto
Domenica 24 maggio – ore 15.00 – tetro Bolognini – € 3.00 Luigina Mortari Avere “cura” della vita Noi tutti siamo chiamati ad aver cura della vita, e questo compito etico si realizza anzitutto nella ricerca di una sapienza del vivere. L’essere umano è chiamato alla cura dell’esserci, per questo la cura rappresenta il nostro tratto esistenziale fondamentale. Avere cura della vita significa avere cura di ciò che siamo, un essere con un corpo, ma il corpo non è semplice materia, siamo un corpo che ha un’anima. Avere cura della vita umana, dunque è avere cura del corpo, avendo cura dell’anima. Quando la cura del corpo non procede in armonia con la cura dell’anima, rischia di smarrire la sua direzione di senso. Avere cura dell’anima significa trovare quelle pratiche spirituali in cui l’essere umano sente di respirare il tempo, secondo la sua tensione all’ulteriore. La filosofa Luigina Mortari ci spiega come la cura può essere definita il lavoro del vivere e dell’esistere. Introduce Maria Teresa Ferrari
Luigina Mortari
Domenica 24 maggio – ore 17.00 – cinema Lux – € 3.00 Jeffrey Schnapp Al confine tra uomo e robot nell’era dell’intelligenza artificiale La storia dell’umanità è una storia di movimento: migrazioni, viaggi, menti erranti e pensieri fulminei. Movimenti che, da sempre, sono stati condizionati dall’intreccio tra corpi umani, costruzioni mentali e sistemi meccanici, impegnati in un continuo processo di reciproca trasformazione. Jeffrey Schnapp ci parlerà di alcuni momenti importanti dell’interazione tra esseri umani e macchine, in particolare su ciò che oggi viene definito physical computing: lo sviluppo dei cosiddetti agenti robotici, dotati di sensori, capaci di orientarsi nel mondo fisico e di agire in stretta collaborazione e prossimità con gli esseri umani. Come si insegna a un robot a pensare o a muoversi come un bipede? Quali processi cognitivi sono implicati nell’atto del camminare o correre? E, soprattutto, quale mondo avremo con l’avvento di macchine capaci di comportamenti che, per homo sapiens sapiens, sono istintivi?
Jeffrey Schnapp
Domenica 24 maggio – ore 17.00 – teatro Bolognini – € 3.00 Benedetta Tobagi A corpo libero. Donne in lotta dalla Resistenza al femminismo Il corpo delle donne è stato per millenni un campo di battaglia: oggetto di controllo e appropriazione da parte del potere statuale e religioso, preda e bottino durante le guerre. Fino a quando, nel Ventesimo secolo, le donne non diventano protagoniste attive della grande storia. In Italia, uno snodo fondamentale di questo percorso è la Resistenza, quando un gruppo nutrito di donne, dalle più diverse provenienze sociali e culturali, imprime una svolta alla storia nazionale e a quella femminile. Comincia lì il cammino – di emancipazione e poi di vera e propria liberazione – che culmina nelle lotte femministe degli anni Settanta. L’incredibile vitalità, creatività e solidarietà del movimento delle donne negli anni Settanta – che ha conquistato alcuni dei diritti di cui godiamo oggi, in primis quello all’aborto – è fonte di ispirazione attuale per tutte e tutti. Ma il corpo femminile non è ancora libero e liberato, come dimostrano le terribili statistiche sui femminicidi.
Benedetta Tobagi
Domenica 24 maggio – piazza del Duomo 18.30 – € 3.00 Giovanni Allevi, Adriano Favole Abitare il corpo ferito. Quando la musica nel dolore cerca l’infinito
Domenica 24 maggio – ore 20.00 – Cinema Lux – gratuitoProiezione del film La Mosca regia di David Cronenberg Alle soglie del premio Nobel, l’eccentrico inventore Seth Brundle – interpretato da Jeff Goldblum – fa una scoperta rivoluzionaria: grazie ai telepod, cabine collegate a un computer, riesce a teletrasportare la materia istantaneamente da un luogo all’altro. Dopo aver testato con successo le macchine su oggetti inanimati e animali, Seth decide di sottoporsi personalmente all’esperimento ma, durante il processo, una mosca entra nella cabina insieme a lui. Il computer di bordo, incapace di distinguere tra i due profili genetici, fonde il suo DNA con quello dell’insetto, dando inizio a una trasformazione, inizialmente euforica, che degenera rapidamente in una metamorfosi grottesca e inarrestabile. Sotto gli occhi della giornalista Veronica Quaife (Geena Davis), l’umanità dello scienziato svanisce lasciando il posto a un ibrido mostruoso, in una parabola tragica che esplora i limiti della scienza e la fragilità della carne. Un film culto del 1986 di uno dei più importanti registi che ha narrato il corpo umano come metafora e simbolo.
Mercoledì 2 giugno alle ore 17.30 in Sala Maggiore (Palazzo Comunale di Pistoia) – € 3.00 Consegna del Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia a Emmanuel Carrère Emmanuel Carrère e Paolo di Paolo Il corpo della scrittura L’incontro con uno dei più importanti e apprezzati autori contemporanei, la cui produzione letteraria e cinematografica unisce il racconto personale, spesso in primo piano, con storie e personaggi reali, di ogni luogo ed epoca. La sua straordinaria scrittura, la capacità di mettersi a nudo a favore della narrazione e di trasformare vicende lontane in riflessioni sociali e attuali, hanno conquistato milioni di lettori, rendendolo uno degli autori più influenti della nostra epoca. Il corpo dello scrittore, quello che Carrère spesso ci mostra nelle sue pagine, un corpo spesso sofferente e in fuga, si trasforma nel corpo della sua scrittura. Una scrittura che non concede tregua, che scava, che costringe il lettore a confrontarsi con i grandi temi della vita.
Emmanuel Carrère
BIGLIETTERIA Tutti gli eventi sono a pagamento, tranne l’evento di apertura, i film, che sono gratuiti fino a esaurimento posti. Biglietti: € 3.00, 7.00, 10.00. Biglietto ridotto (sino ai 12 anni) per l’evento Peppe Servillo legge Carlo Collodi, solo in biglietteria a Pistoia. Gli eventi per bambini sono gratuiti ma con prenotazione obbligatoria a boemondoaps@gmail.com Vendita online dal 29 aprile su www.dialoghidipistoia.it Il diritto di prevendita è pari al 10% del costo del biglietto La biglietteria è aperta dal 29 aprile: piazza del Duomo 12, Pistoia – tel. 0573371011 – biglietteria@dialoghidipistoia.it dal lunedì al sabato: 9-13 e 16.30-19.30 – domenica e festivi: 15-19 e 22-23-24 maggio: 9-22 Biglietteria last minute: i biglietti disponibili saranno venduti sul luogo dell’evento 30 minuti prima dell’inizio. Gli eventi durano circa 50-60 minuti. La direzione si riserva di effettuare modifiche al programma che saranno comunicate alla biglietteria, punto info, sui social e sito.
Scarica il programma completo e il programma per bambini e ragazzi su www.dialoghidipistoia.it
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oRARIO
Maggio 22 (Venerdì) 18:30 - Giugno 2 (Martedì) 17:30
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