Ad un certo punto delle Avventure di Pinocchio, il burattino di legno vuole arrivare al mare per raggiungere Geppetto, che lo sta cercando disperatamente. Per percorrere una distanza considerevole, trova un aiuto inatteso: quello di un colombo, che gli propone di salire sulla sua schiena e di sfruttare le sue ali per arrivare a destinazione. Pinocchio inizia così il suo volo. Questo episodio del capolavoro di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, è divenuto celebre soprattutto per due motivi: perché Pinocchio che vola è un’icona della storia del burattino, che ha volato e continua a volare in tutto il mondo, superando confini geografici e temporali; e perché in alcune traduzioni del romanzo di Collodi l’episodio del colombo che trasporta Pinocchio ha permesso di aggiungere una digressione: è il caso, ad esempio, dell’edizione di Pinocchio in francese uscita in Svizzera nel 1936, nella quale viene inserito un capitolo (che non esiste nell’originale) in cui il burattino, prima di raggiungere il mare, sorvola la Svizzera, guarda le Alpi, si stupisce dei ghiacciai che non aveva mai avuto modo di osservare.
Ci è venuto in mente questo episodio pensando ai progetti della Fondazione Caript: abbiamo cioè immaginato di fare anche noi un volo, questa volta non in Svizzera ma sulla provincia di Pistoia. E, con uno sguardo di sintesi dall’alto, che abbracci la Valdinievole e la città capoluogo, la montagna e la piana, ci è venuto da guardare in basso pensando ai progetti della Fondazione Caript e (perché non dirlo?) a quanto mancherebbe al nostro territorio se non ci fossero stati in passato e non fossero previsti per il futuro gli interventi calendarizzati e programmati da una istituzione non solo importante ma necessaria.
Incontrare Luca Gori, docente di Diritto costituzionale al Sant’Anna di Pisa e da quasi un anno e mezzo presidente di Fondazione Caript, significa anche fare un viaggio nel territorio pistoiese. Da poco è stato approvato il Documento programmatico 2026 di Fondazione Caript, che contiene numeri e proposte di grande rilevanza. I numeri possono essere ridotti, in questo articolo, ad una sola cifra: è di 14,5 milioni di euro l’ammontare complessivo delle risorse che Fondazione Caript erogherà nel 2026. Le proposte risultano assai variegate, tra iniziative direttamente promosse, iniziative sostenute in partenariato con enti pubblici e soggetti privati, progetti cofinanziati attraverso specifici bandi. “È vero – spiega Luca Gori – il programma prevede molte tipologie di interventi, ma tutti si collocano all’interno di una visione comune: contribuire a uno sviluppo locale complessivo, che tenga insieme crescita economica, coesione sociale e opportunità per i più giovani. L’elemento chiave del programma approvato per il 2026, ma che guarda oltre l’anno appena iniziato, sta nello sforzo di aver individuato alcuni interventi di grande impatto sulle diverse parti del nostro territorio, che saranno realizzati attraverso la collaborazione tra pubblico e privato”.

Facciamolo, allora, questo rapido volo, lasciando da una parte i tanti interventi che possono essere definiti “minori” solo dal punto di visto dei costi previsti: sono intatti interventi che restano vitali per il tessuto territoriale, che danno risposte a molte e svariate esigenze, che riescono a mobilitare risorse ulteriori rispetto a quelle di Fondazione Caript. L’impegno per l’insediamento a Pistoia di un polo universitario per la ricerca, l’alta formazione e il trasferimento tecnologico, che si aggiunga e rafforzi in maniera significativa quanto ad oggi è presente in termini di corsi universitari, rappresenta, in prospettiva, una delle scelte strategiche più forti e lungimiranti. L’Università a Pistoia significa infatti tante cose: un arricchimento culturale e sociale, con giovani che potranno venire a studiare nel nostro territorio; ma anche una opportunità economica. Si potrebbe dire, in estrema sintesi, una vera e propria trasfusione di energie. Con lo sguardo puntato sulla città capoluogo, difficile non soffermarsi a guardare il Teatro Manzoni: uno spazio culturale storico e di grande rilievo, che sarà al centro di un profondo intervento di restauro, grazie al contributo, oltre che di Fondazione Caript, di Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Pistoia. Pistoia, del resto, potrà anche nel 2026 continuare ad essere lo scenario di due attività portate avanti da Fondazione Caript: quella museale ed espositiva (“Stiamo lavorando – spiega Luca Gori – anche ad un grande evento espositivo legato all’arte del territorio”) e i “Dialoghi di Pistoia”, il festival di antropologia che giungerà alla XVII edizione e che ha dimostrato, negli anni, di saper unire – secondo il modello dei festival di approfondimento culturale – impatto culturale, sociale ed economico (“Il tema dell’edizione 2026 dei Dialoghi – aggiunge Gori – sarà quello del corpo: abbiamo deciso di occuparci di una questione che è al centro del dibattito pubblico”).
Se il colombo sul quale abbiamo immaginato di viaggiare si sposta verso la montagna, ecco che il progetto sul quale Fondazione Caript (in questo caso insieme al GAL) metterà l’attenzione – e le risorse – è quello del recupero della stazione FAP (Ferrovia Alto Pistoiese) che si trova a Pracchia, che è stata chiusa nel 1965 e che attende da anni un intervento. La nostra memoria ci riporta tra l’altro alla presentazione di un numero di NATURART organizzata proprio davanti all’edificio della FAP: era il 2017, forse il 2018, è già auspicavamo un intervento di ristrutturazione per dotare questa parte di montagna di un nuovo spazio “vivo”. In direzione mare (coerentemente con il viaggio di Pinocchio) ci spostiamo verso la Valdinievole. “Sono due gli impegni che la Fondazione Caript ha preso per questa parte di territorio – spiega Luca Gori –: finanzieremo il progetto esecutivo per il Masterplan della Valdinievole, che prevede la realizzazione di un grande anello ciclopedonale, e ci impegneremo, insieme a soggetti pubblici e privati, per recuperare e valorizzare le Terme di Montecatini”.
La conversazione con il Presidente di Fondazione Caript prosegue, tocca altri interventi e altre idee. E non esclude una conclusiva riflessione personale. La domanda è: “Come sta andando questa nuova esperienza alla guida di Fondazione Caript?”. E la risposta di Gori, accompagnata da un sorriso, non si lascia attendere. È sintetica, ma dice tutto: “È un’esperienza bella, affascinante e molto impegnativa”
Testo Giovanni Capecchi
Foto Archivio Giorgio Tesi Editrice




