Per fare un uomo, ci vuole un albero

Per fare un uomo, ci vuole un albero

Incontro solidale con Don Ciotti, sacerdote sui generis e la Fondazione Giorgio Tesi.

La Fondazione Giorgio Tesi Onlus, nata per sostenere opere di bene per bisognosi, bambini e anziani in situazioni di particolare disagio, e per supportare progetti orientati all’istruzione dei giovani e alla ricerca scientifica, ha promosso in questi anni decine di iniziative a favore dei più deboli. Così, quando alla Fondazione ha fatto visita Don Luigi Ciotti, sacerdote italiano molto attivo nel sociale e ispiratore e fondatore del Gruppo Abele, è nata una scintilla. Sfociata in un accordo.

Il Gruppo Abele di Don Ciotti è una Onlus che lavora per “dar voce a chi non ha voce”, nel tentativo di saldare l’accoglienza con la politica e la cultura. Nata come aiuto ai tossicodipendenti, Abele oggi gestisce circa 60 attività in quell’ambito, ma anima anche progetti di cooperazione in Africa e un consorzio di cooperative sociali che dà lavoro a persone con storie difficili alle spalle. Dal Gruppo è nata, nel 1995 l’esperienza di “Libera”: nomi e numeri contro le mafie, circa 1.500 associazioni in tutta Italia che collaborano per la promozione di una cultura della legalità.

Apprezzando il Gruppo Abele e Don Luigi Ciotti, la Fondazione Giorgio Tesi Group ha deciso di sostenere il “Progetto della Certosa”, antico Convento in Val di Susa, luogo di riferimento per il Gruppo, impegnandosi nell’erogazione di un contributo di 5 mila euro destinati alla “formazione e integrazione sociale” delle persone disagiate, e nella fornitura di piantine giovani da ricoltivare per avviare attività di orticultura e giardinaggio. La Fondazione inoltre fornirà consulenza tecnica agli operatori del Gruppo Abele aiutandolo a sostenere i tirocini formativi.

La Fondazione Giorgio Tesi Group ha già sostenuto progetti analoghi: la collaborazione con la Cooperativa “Il Seminatore”, è un esempio. Programma ideato dalla dottoressa Alessandra Migliorini, responsabile e presidente della cooperativa, per il quale la Fondazione ha messo a disposizione tecnici specializzati per la coltivazione delle piante. Grazie al lavoro dei ragazzi della Cooperativa, la produzione è quasi raddoppiata, i risultati economici sono apprezzabili ed è alto l’orgoglio dei protagonisti alcuni dei quali tossicodipendenti, carcerati e con disagi mentali. Tutte le piante di qualità prodotte dal vivaio della cooperativa, sono state acquistate dall’azienda Tesi. Con i ricavi la cooperativa “Il Seminatore” ha istituto un servizio di pulizie per lo sviluppo dell’occupazione femminile, tra donne in condizioni svantaggiate. L’iniziativa ha riscosso notevole successo, ottenendo collaborazioni anche con enti pubblici.

TESTO

Fabio Fondatori

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