Gli Omini e le storie lungo la Porrettana

Gli Omini e le storie lungo la Porrettana

Torna Progetto T, performance teatrali su una delle linee ferroviarie più ricche di storia e fascino.

Dopo gli ultimi due anni su un treno che corre lungo ferrovia la Porrettana, luogo che è stato anche protagonista del numero 26 di NATURART, la compagnia teatrale Gli Omini torna con “Il Controllore” (giovedì 9 e domenica 12 novembre ore 21 al Teatro Bolognini di Pistoia), terza produzione all’interno del Progetto T, che parte dalla stazione di Pistoia e arriva fino a Porretta Terme, tra indagini e interviste territoriali, alla ricerca di storie e personaggi che popolano una delle più antiche e spettacolari linee ferroviarie italiane.

Dopo le indagini del 2015 alla stazione di Pistoia, che hanno poi dato vita all’altro spettacolo “Ci scusiamo per il disagio” (ancora in tournée) e allo spettacolo del 2016 “La corsa speciale” sul tratto Pistoia-Porretta Terme, andato in scena alla fermata di Castagno lo scorso mese di giugno, Gli Omini hanno lavorato sulla tratta ferroviaria Porretta Terme-Bologna.

Gli Omini e le storie lungo la Porrettana

“Il primo anno è stato alla stazione di Pistoia – raccontano Gli Omini – un mese di registrazioni, di incontri, chiacchiere, impressioni, altoparlanti. Cento pagine di parole raccolte, frammenti di altrettante vite. Abbiamo ascoltato e abbiamo risposto: Ci scusiamo per il disagio. Il secondo è stato sul treno Pistoia-Porretta. Una tratta che è un viaggio nel tempo semideserta, abitata prevalentemente da poeti estemporanei, donne che scrivono lettere e uccelli parlanti. O forse era un sogno. Sicuro era La corsa speciale, nata solo per esistere lì, tra il bosco e la galleria. Qui continua la nostra ricerca sugli uomini lungo i binari, sotto l’occhio attento, o distratto, o distrutto dei controllori. Chi si siede sempre allo stesso posto, chi guarda in basso, chi non trova il cesso. In treno succede di tutto. E i controllori passano e controllano. Ancora una volta. È un continuo, un continuo. Cosa controllano? Chi li controlla? Riescono a controllarsi? Sono scese nove persone e ne sono salite tre. Quanto li cambiano le vite degli altri che passano? Cosa sono le cose proibite? Quali regole devono essere seguite? Cos’è questo odore? Possiamo ancora farci domande? Il treno di notte si è fermato. O forse non era neanche notte. E nemmeno un treno. Erano anni difficili da capire. Non si riusciva a distinguere una mosca da un regalo, un sacchetto da una donna, un idiota da un eroe. Era buio, quello si vedeva, o meglio, non si vedeva.”

Quest’anno, al suo terzo anno, il Progetto T proseguirà il suo naturale cammino sulla strada ferrata arrivando fino a Bologna: diciassette fermate, diciassette piccoli mondi visti dal finestrino, a bassa velocità. Continua quindi la ricerca del collettivo artistico sugli uomini lungo i binari, su quelli che camminano ai bordi, quelli che tentano di non vederli, quelli che ci stanno sopra e vanno diritti. Tutti, in fin dei conti, sono insieme, senza rendersene conto, sotto l’occhio attento, o distratto, o distrutto dei “controllori”.

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