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Il sogno dell’Imperatrice

Dal Giappone per sentire musica d’organo nelle chiese di Pistoia.

Le storie in Toscana si intrecciano o, per dire, si avvinghiano l’una all’altra, con variazioni di toni, melodie e registri che, dipanandosi negli anni ed in certi nostri specifici casi nei secoli, divengono cultura peculiare di un contesto. Sempre di attività economiche si parla, in questa terra fertile di ingegni e mastri organari. Di quel substrato tanto caro all’economista Becattini, che per questo in Toscana pensò e teorizzò, negli anni dello sviluppo, i Distretti Industriali, come convergenze di conoscenze e di intuizioni che andavano autoalimentandosi in strati che si sommavano fra loro. L’arte qui non è mai disgiunta dalla fatica manuale e dal tornaconto.

L’organo, inventato, seconda la tradizione, da Ctesibio di Alessandria (c. 285–222 AC) si è grandemente sviluppato sia in Italia (specialmente nel XV secolo con Lorenzo Da Prato e nel XVI secolo con gli Antegnati a Brescia, la scuola cortonese di Onofrio Zeffirini e di Cesare Romani e la scuola lucchese con Domenico di Lorenzo e i Ravani), sia, ancor di più, nel nord Europa (Fiandre, Germania e Francia), trovò a Pistoia un terreno fecondo specialmente nei secoli XVI e XVII, fino ad acquistare una fisionomia personalissima nel XVIII secolo.

Nel 1664 il gesuita fiammingo Willem Hermans realizza nella chiesa di S. Ignazio, per volere del Cardinale Giulio Rospigliosi, uno splendido strumento destinato ad influenzare in maniera decisiva lo stile le botteghe delle famiglie Tronci e Agati che, a partire dalla metà del XVIII secolo acquisirono grande importanza, prima disgiunte, poi insieme, nel panorama dell’arte di questa produzione, fino ai primi due decenni del secolo scorso, quando tutti gli organi italiani furono messi da parte. Le candele si spegnevano nelle chiese ed echeggiavano nuovi flatus più consoni al momento. Chi faceva organi, a quel punto, cominciò a creare piatti musicali d’ottone.

Organi Pistoiesi

Solo nel 1970, quasi per caso, la nostra storia riemerge. L’attenzione su questi grandi oggetti polverosi e silenti si rianima grazie al restauro, avvenuto quali casualmente, dell’organo, un Tronci del 1868, della chiesa di S. Niccolò Agliana. La bellezza ritrovata di questo strumento fa infatti capire la gravità gli errori commessi in passato, in particolare con la distruzione di antichi strumenti come quello della Cattedrale (1953) e della chiesa di S. Andrea (1962). Nasce forte il desiderio di salvare quelli superstiti. Nel 1975 è Don Umberto Pineschi, organista della Cattedrale di Pistoia, a dare inizio, con la fondazione dell’associazione Accademia di musica italiana per Organo, all’attività di interpretazione. L’eco attraversa i confini italiani e sfocia a Oriente. La città di Gifu, in Giappone, per il suo Museo di Belle Arti, fa eseguire nel 1984, su suggerimento di Umberto Pineschi, una copia dell’organo Tronci del 1755 alloggiato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’attenzione internazionale cresce, studenti stranieri vengono a frequentare l’Accademia pistoiese e alcuni vi rimangono. Nel 1985, sempre per opera di Umberto Pineschi, nasce a Shirakawa, una cittadina della prefettura di Gifu, un’Accademia d’organo.

Don Pineschi coltiva le relazioni culturali tra Pistoia e Shirakawa tanto che queste che sfoceranno con il gemellaggio tra le due città. Nel 1988 la futura imperatrice del Giappone, la principessa Michiko, ottima pianista ed arpista, visita l’Accademia d’organo di Shirakawa e promette al maestro Pineschi, in quell’occasione, di accettare l’invito di visitare Pistoia. Nel 1993, ormai imperatrice, adempie questa promessa visitando Pistoia assieme al marito imperatore, fatto importante e ricco di significato.

Pistoia, divenuta una delle “città degli organi”, balza, così, agli onori della cronaca. Un riconoscimento del lavoro durato secoli, che ha visto la perseveranza di tante persone di epoche e culture diverse, tutte legate dalla passione per questa musica “divina”. Attualmente, l’Accademia d’Organo “Giuseppe Gherardeschi” è una realtà viva che organizza, ogni anno da ormai 14 anni, Vespri d’Organo e Corsi d’interpretazione nelle varie chiese cittadine.

Echeggiano nelle numerose belle chiese pistoiesi, arricchite da pregevoli pezzi d’epoca attentamente restaurati, vibranti armonie irripetibili altrove.

http://www.accademia-organo.it/

TESTI

Marinella Sichi

Don Umberto Pineschi

FOTO

Fabrizio Antonelli

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