L’ultimo fotografo - Giovanni Savino

Dettagli dell'evento
L’estate della Fondazione POMA Liberatutti di Pescia sarà dedicata alla fotografia.Fino al 6 settembre 2026 infatti, si potrà visitare la mostra “L’ultimo fotografo –
Dettagli dell'evento
L’estate della Fondazione POMA Liberatutti di Pescia sarà dedicata alla fotografia.
Fino al 6 settembre 2026 infatti, si potrà visitare la mostra “L’ultimo fotografo – Giovanni Savino”, a cura di Marta Convalle, che raccoglie una selezione di scatti nati dall’incontro dell’artista con persone e oggetti che si sono trovati dall’altra parte delle lenti delle sue innumerevoli macchine fotografiche. Particolare risalto sarà riservato ai suoi ritratti a occhi chiusi: immagini in cui ha catturato sogni, pensieri e dettagli del viso che spesso non guardiamo, rapiti dagli occhi e dalla loro profondità.
Giovanni Savino è pistoiese di nascita e newyorkese di fatto, perché la vita lo ha portato all’estero molto presto, prima in Inghilterra e poi in America.
Inizialmente avrebbe voluto fare il musicista, il trombettista per la precisione, poi l’ingegnere acustico, il documentarista e infine il fotografo, attività che ha accompagnato costantemente il suo percorso. Ha lavorato nel cinema e per la TV; è stato tecnico del suono, regista e produttore; è partito dalle reti televisive inglesi per poi collaborare per anni con la CBS alla trasmissione 60 Minutes a New York e in giro per il mondo, che ha raccontato in lungo e in largo attraverso i suoi obiettivi.
Ha incontrato e fotografato personalità di ogni tipo, da Gorbaciov a Clinton, e documentato alcuni dei fatti più drammatici degli ultimi quarant’anni, dal crollo delle Torri Gemelle al terremoto di Haiti.
Da pochi anni è tornato in Italia, vive a Pitigliano (GR) e ha rispolverato l’antico amore per la ritrattistica, scoperta negli anni passati in un altro dei luoghi più significativi del suo viaggio, la zona caraibica, in particolare Haiti e la Repubblica Dominicana, da lui raccontata in quattro documentari.
L’ultimo fotografo lavora ancora alla vecchia maniera, con strumenti anagraficamente antichi, ma capaci di regalare pezzi unici, come gli otturatori pneumatici, la pellicola, la vecchia carta, la camera oscura.
La fotografia per lui è incontro. Una foto non la fa il fotografo e non la fa la persona di fronte a lui, ma si fa insieme, determinata dall’alchimia che si instaura tra i due in un istante irripetibile.

La mostra si apre con una miscellanea di trenta di fotografie di grande formato – 70×100 – in bianco e nero lungo la parete di ingresso della Fondazione. Seguono 13 fotografie 70×100 in bianco e nero sulle pareti del Refettorio, dedicate al tema del cibo e della convivialità. Al primo piano, nella Sala Maurizio Del Ministro, il percorso si concentra su una dimensione più intima e sospesa con 17 scatti, sempre in grande formato e in bianco e nero, della serie Eyes closed; mentre nella sala Francesco il percorso si chiude con una selezione di miniature e con gli unici due ritratti a colori della mostra, che mostrano uno stesso volto prima a occhi aperti e poi di nuovo chiusi.

Il catalogo, pubblicato da Edizioni Fondazione POMA Liberatutti nella collana PomArte e curato da Marta Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa Pierno e Paolo Tesi e frammenti biografici a cura di Alberto Demagistris. L’esposizione è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00.
Ingresso libero, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione.
POMA liberatutti
Piazza San Francesco 12 51017 Pescia (PT)
Tel. 0572 1770011– Email info@pomaliberatutti.it – www.pomaliberatutti.it
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oRARIO
Luglio 8 (Mercoledì) 10:00 - Settembre 6 (Domenica) 10:00
Location
Fondazione POMA Liberatutti
Piazza San Francesco 12
