Natura e artificio

natura e artificio

Il futuro presente è un progetto integrato tra ambiente, design e architettura.

La natura e il territorio fanno parte del progetto. E’ fondamentale partire da queste considerazioni per realizzare oggetti e architetture, capaci di andare al di là della cronaca. Il nostro Paese è una realtà straordinata, da questo punto di vista: moda, design, cibo sono parte integrante del saper fare bene il nostro mestiere. E’ necessario lavorare insieme, fare sistema, senza pensare che ciascuno di noi sia più importante di tutti gli altri. Così è nato e si è sviluppato il design italiano, da qui è necessario ripartire, soprattutto là dove abbiamo avuto, nel passato, esperienze straordinarie.

Sto parlando, in questo caso, della Toscana e di quel particolare territorio che ha in Quarrata un riferimento unico: basti pensare a Poltronova e al ruolo che ha avuto nella ricerca e nella progettazione internazionale. Quindi, in primo luogo rimettere al centro questa cultura,dove sono protagonisti uomini e donne che hanno sempre guardato al proprio mestiere con intelligenza e tenacia. E, insieme a questa particolare competenza, perché non dialogare con l’altra grande realtà produttiva, costituita dal vivaismo, che, intorno a Pistoia, costituisce un caso unico per qualità e soprattutto capacità di interpretare i mercati internazionali. Soltanto insieme è possibile progettare sistemi di interventi che siano in grado di parlare il linguaggio naturale e artificiale, senza predominio dell’uno sull’altro, ma attraverso un atteggiamento disciplinare aperto, capace d’integrarsi nel segno di una complementarietà, che supera gli specialismi: penso alla città, ai grandi interventi architettonici, ma anche a veri e propri sistemi di arredo, idonei sia ai grandi spazi sia a singole unità abitative.

Per fare tutto questo, bisogna cambiare anche la cultura e la comunicazione di chi parla al mercato internazionale, perché non siamo né i primi né i più bravi, almeno per ora. Basti pensare alla grande tradizione del nord Europa, o anche alla vicina Francia e Germania, dove esistono da anni scuole, istituzioni e quindi una mentalità diffusa che riconosce alla natura, da un lato, e alla qualità degli spazi aperti, dall’altro, un ruolo e una funzione estetica e civile determinanti.

Quarrata, Pistoia, la Toscana insieme con le nuove esperienze, come l’Istituto Europeo di Design di Firenze, ma non solo, possono, devono parlarsi perché soltanto così è possibile fare concretamente sistema, esercitando ciascuno il proprio mestiere. Da qui potrebbe ripartire una nuova domanda di “forniture”, nella quale la natura non è soltanto uno sfondo paesaggistico, ma appartiene completamente alla cultura del progetto: design, architettura, urbanistica.

Punto di riferimento per l’alta tecnologia

Nasce nel 1966 ed è oggi un’eccellenza internazionale di matrice completamente italiana: lo IED (Istituto Europeo di Design) opera nel campo della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione. A Firenze vuole essere scuola di riferimento per l’alta tecnologia e l’alto artigianato, offrendo percorsi formativi rivolti all’integrazione dei saperi artigianali con le nuove tecnologie: un mix tra “hand made” e innovazione. Info: www.ied.it/firenze/home.

La parola al Sindaco di Quarrata
Marco Mazzanti

Verso le sfide del futuro
Valorizzare le ricchezze del territorio, dall’arte all’agricoltura

Fino a pochi anni fa la nostra città, Quarrata, ha basato la sua economia locale sul distretto industriale del mobile imbottito. Le competenze specialistiche dei nostri artigiani hanno creato prodotti esportati in tutto il mondo, contribuendo alla crescita economica e sociale del nostro territorio.

Oggi, l’ingegno e le capacità dei produttori sono messi alla prova dalle sfide quotidiane della globalizzazione. La crisi economica degli ultimi anni ha duramente colpito anche la rete delle piccole e medie imprese dell’indotto quarratino, che hanno dovuto ripensare il loro posizionamento sul mercato in senso qualitativo.

Il ruolo dell’Amministrazione locale deve essere quello di promuovere azioni e concentrare risorse per la difesa dell’occupazione e per il sostegno alle imprese, rendendo nuovamente fertile il contesto produttivo della città.

E’ necessario allargare gli orizzonti per dare un nuovo slancio all’economia locale, attraverso la promozione e la valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze. In questa fase, lo sviluppo turistico può essere il volano della ripresa economica e Quarrata si sta muovendo in questa direzione. Come? Per esempio è stata avviata da poco la procedura per il riconoscimento delle Ville Medicee, tra cui Villa La Magia, come patrimonio dell’Unesco. Inoltre, stiamo assistendo allo sviluppo del turismo rurale, soprattutto nella zona del Montalbano, grazie alla presenza di numerose strutture agrituristiche.

La sfida che la crisi oggi ci lancia deve essere raccolta dall’Amministrazione, di concerto con le imprese e le associazioni, con un lavoro di rete, per riconquistare gli spazi di mercato, puntando sempre di più sulla qualità dei nostri prodotti e sull’offerta turistica del territorio.

Intervista a Beatrice Bini, presidente PMI Quarrata

Arredo e piante: intreccio perfetto

Aria di novità nel Pmi, l’agenzia quarratina di promozione del mobile imbottito. Il Consorzio di piccole e medie imprese, di cui fa parte anche il Comune di Quarrata, si è riorganizzato e rilancia la sua azione con nuove parole d’ordine: diversificazione e alleanza con i settori vicini all’arredamento. Primo obiettivo: includere nel pacchetto anche aziende che con il mobile hanno affinità come le imprese vivaistiche. «In tempi di crisi l’unione fa la forza», dice Beatrice Bini, presidente del Consorzio. «Abbiamo registrato sempre più interesse verso proposte di arredamento complete. Mobile e piante sono due mondi che si intrecciano nelle soluzioni d’interior design. Fare squadra ci rende tutti più forti sui mercati internazionali. Le sinergie che possiamo attivare non sono solo nella progettazione, ma anche dal punto di vista commerciale. I due settori, infatti, possono dialogare bene presentandosi insieme alle fiere e scambiandosi i potenziali clienti».

TESTO

Aldo Colonetti

FOTO

Nicolò Begliomini

 

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