Sabato 11 aprile alle ore 17.30 a Pistoia si terrà un incontro sulla figura della poetessa dell’Appennino pistoiese con la presentazione della graphic novel di Silvia Rocchi e la performance in ottava rima di Maurizio Geri.
Una poetessa dell’Ottocento, una voce libera nata sulle montagne dell’Appennino pistoiese, torna a parlare al presente attraverso il linguaggio del fumetto.
Sabato 11 aprile, alle ore 17.30, nella sede di Metilene edizioni, si terrà un incontro dedicato alla figura di Beatrice di Pian degli Ontani, poetessa autodidatta dell’Appennino tosco-emiliano, e vedrà l’autrice Silvia Rocchi dialogare con Cristiana Petrucci, studiosa del Centro Studi Beatrice di Pian degli Ontani, e Matteo Puttilli, professore di geografia presso l’Università di Firenze.
Ad arricchire l’evento, una performance in ottava rima di Maurizio Geri, che riporterà dal vivo la dimensione orale e popolare della tradizione poetica legata a questa figura.
L’occasione è la presentazione del volume Dell’amore e della natura. Omaggio a fumetti a Beatrice di Pian degli Ontani (Metilene, 2025), la nuova graphic novel di Silvia Rocchi.
Al centro dell’opera c’è la storia di Beatrice Bugelli, nata nel 1803 in un contesto rurale e marginale, priva di istruzione formale ma capace di imporsi grazie alla forza della parola poetica. Beatrice improvvisava versi in ottava rima, affrontando temi come amore, lavoro, libertà e ingiustizia: parole che, ieri come oggi, risuonano con sorprendente attualità.
Con un segno grafico essenziale ed evocativo, Rocchi costruisce un racconto intimo e potente, in cui la montagna diventa spazio di formazione e resistenza, e la natura luogo di ascolto e possibilità. Dell’amore e della natura è così più di una biografia illustrata: è un dialogo tra epoche, un racconto di autodeterminazione femminile e una riflessione sul rapporto tra identità, territorio e libertà.
Illustratrice e autrice tra le più riconosciute nel panorama italiano del fumetto, Silvia Rocchi ha dedicato negli anni il proprio lavoro a figure femminili di forte intensità, da Tove Jansson ad Alda Merini, sviluppando un linguaggio narrativo fatto di immagini, silenzi e frammenti poetici.





