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Una passeggiata nel nome di Pinocchio e del suo autore

Ci sono tanti modi per ricordare un anniversario: si possono organizzare convegni, seminari, esposizioni, pubbliche letture; si possono pubblicare libri nuovi o ristampare volumi ormai esauriti. Ma, in alcuni casi, è possibile anche andare a visitare i luoghi in cui ha vissuto il protagonista o la protagonista dell’anniversario e fare una passeggiata a piedi.
Questa possibilità esiste nel caso di Carlo Lorenzini (1826-1890), lo scrittore, giornalista e autore teatrale nato a Firenze ma strettamente legato anche a un piccolo paese nel Comune di Pescia: Collodi. È anzi proprio questo piccolo paese che ‘presta’ al Lorenzini, fin dal 1° gennaio del 1856, lo pseudonimo: il padre di Pinocchio, infatti, soprattutto in omaggio alla madre Angela Orzali (che nel paese del pesciatino era nata), ma anche per sottolineare il legame profondo con la stagione della propria infanzia, trascorsa per periodi significativi proprio presso i nonni materni, ha deciso di ribattezzarsi Carlo Collodi, portando il nome di un piccolo agglomerato di case in tutto il mondo.

Ma torniamo alla passeggiata.
Da Pescia è possibile raggiungere Collodi, oltre che in macchina e in autobus, anche a piedi, percorrendo un sentiero che è stato denominato la Via della Fiaba. Pescia, naturalmente, meriterebbe una visita, prima dell’inizio della camminata. La città dei fiori, infatti, ha un patrimonio storico, architettonico e artistico di grande valore e potrebbe essere percorsa anche seguendo un itinerario collodiano o, se preferite, pinocchiesco: ad esempio andando a visitare i tre monumenti al burattino di legno che si trovano lungo il fiume che l’attraversa.
Da Pescia, come dicevamo, parte la Via della Fiaba. E non parte da un luogo qualsiasi, bensì da un luogo letterario. Il sentiero inizia infatti di fronte alla villa di Valchiusa, sede della biblioteca civica e luogo culturale per eccellenza: visse infatti nella villa (come segnala una targa in marmo collocata all’esterno del muro di cinta) Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, generalmente citato come Simondo Sismondi, l’economista, letterato e storico di Ginevra (1773-1842) che abbandonò la Svizzera nel periodo giacobino, all’altezza del 1794, per trasferirsi a Pescia, dove acquistò la villa e l’annessa fattoria, da lui ribattezzate Valchiusa, in onore di Francesco Petrarca, del suo Canzoniere e di uno dei luoghi per eccellenza della sua ispirazione poetica: Vaucluse in Provenza. Sismondi è stato centrale nella storiografia e nella cultura europea con i volumi della sua monumentale Storia delle repubbliche italiane, che iniziò a pubblicare nel 1807 e che divennero un punto di riferimento per gli intellettuali risorgimentali. A lui è attribuita la definizione di “Svizzera pesciatina” per il sistema collinare che circonda Pescia: una definizione ancora oggi utilizzata e che nasceva dalla somiglianza che rintracciava tra il paesaggio della Svizzera e quello valdinievolino.

La Via della Fiaba corrisponde all’antica via di collegamento tra Pescia e Collodi. Segue il sentiero del Club Alpino Italiano 251 (che si sovrappone a un tratto del Cammino di San Jacopo) ed è caratterizzata dall’alternanza della mulattiera e di sentieri tra i campi. In alcuni tratti è panoramica, in altri è circondata da boschi e da oliveti. Ha una lunghezza di circa 3 chilometri ed è percorribile in un’ora con facilità: è quindi adatta non solo per esperti camminatori, ma anche per passeggiatori più pigri e per famiglie.
Ai camminatori più esperti è invece riservata un’alternativa per rientrare a Pescia. Il ritorno a piedi da Collodi, infatti, può essere fatto ripercorrendo la stessa strada oppure – per i più allenati – facendo un anello: in questo secondo caso, la strada (lunga circa 5 chilometri e a tratti non ben segnalata) si arrampica sul Monte Verruca, poi passa dalle località Monte a Pescia, Barignano e Cafaggio, per tornare nuovamente a Valchiusa.
A Collodi tutto parla di Pinocchio e del suo autore. Un ricordo del piccolo Carlo nel paese della madre e dei nonni lo possiamo trovare in Collodi e Pinocchio di Collodi Nipote e sembra particolarmente adatto per farci tornare indietro nel tempo e incontrare il futuro inventore del burattino di legno ancora bambino, felice di scorrazzare tra i campi: “Da ragazzo, il Collodi dovette essere di quelli che non si tengono a freno e vengono qualificati come sbarazzini e rompicolli. Mi raccontò il mio babbo che quando era a Collodi, Carlo scappava sempre di casa per andarsene, con i suoi piccoli amici, in giro per la campagna”. Ma il paese di Collodi può essere osservato oggi anche leggendo la descrizione che fece lo stesso Carlo Lorenzini nel Viaggio di Giannettino in Italia: “Passato di poco la stazione di Montecarlo-San Salvatore, se vi voltate a sinistra vedete in lontananza una lunga striscia di vecchie casipole annerite dal tempo, che si arrampicano su per il dorso d’un’alta e ripidamontagna, come un branco di pecore bigie. Quella strisciata di casipole è l’antico castello di Collodi. Su, in vetta al castello c’è la chiesa Pievania con le sue grosse campane che quando suonano a festa, si
sentono da parecchi chilometri; e giù in basso, quasi alle falde della montagna, sorge la grandiosa Villa Garzoni, col suo bellissimo giardino”.

In questa sintetica descrizione checontiene informazioni oggettive, non mancano particolari collegabili al fatto che il Lorenzini sta parlando di luoghi conosciuti e amati. E non manca neppure un’immagine allo stesso tempo poetica e affettiva: le “vecchie casipole annerite dal tempo” che si arrampicano sulla montagna ricordano “un branco di pecore bigie”.
Prima di riprendere la strada del ritorno, Collodi può essere attraversata per andare a vedere il Pinocchio di legno più alto del mondo (16 metri), che si trova vicino alla sede della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. È consigliabile arrivare, in questa sorta di omaggio fatto a piedi, fino alla casa dove visse il padre di Pinocchio, all’attuale numero civico 99 di via delle Cartiere: una casa segnalata da una targa di marmo risalente al 1890. C’è poi, naturalmente, la possibilità di visitare il Parco di Pinocchio, nato per iniziativa dell’allora Sindaco di Pescia, Rolando Anzilotti, e il cui primo nucleo è stato inaugurato nel 1956.

Pinocchio in legno (16 metri) più alto al mondo

Imperdibile è infine la parte vecchia del paese. La strada lastricata procede in ripida salita. Si gira attorno a Villa Garzoni, si prosegue tra piccole stradine che si arrampicano sulla collina, passando di fronte a case che spesso sottolineano il rapporto del luogo con Pinocchio: sul tetto di un’abitazione, ad esempio, si trovano un Pinocchio e una Fata in terracotta, davanti ad un altro edificio in pietra fanno bella mostra di sé due dipinti, che ritraggono il Grillo parlante e il burattino di legno. Si giunge infine, dopo 400 metri di salita, alla sommità del paese, dominata dalla pieve di San Bartolomeo (risalente al XII secolo anche se più volte rimaneggiata) e dalla rocca medioevale. È un punto perfetto per riprendere fiato, rendere omaggio, con il pensiero, a Carlo Lorenzini e alla sua fantasia, e organizzarsi per riprendere la via del ritorno.

Testo di Giovanni Capecchi
Foto di Archivio Fondazione Nazionale Carlo Collodi

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