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L’arte messaggera di fratellanza

L’artista pistoiese Maria Cristina Palandri si racconta dopo la consegna del suo ultimo libro al Santo Padre, un’opera sostenuta dalla Fondazione Giorgio Tesi ETS per riscoprire il valore etico del creato attraverso il simbolismo della colomba e il richiamo alle radici rinascimentali: un’intervista profonda che esplora il ruolo dell’artista come custode di messaggi spirituali e di verità.
Ricevere la benedizione del Santo Padre è un momento che segna profondamente la vita di un artista. Qual è stata la sensazione predominante nel consegnare personalmente ‘Giulio e la colomba della pace’ nelle mani di Papa Leone, e quale parola o sguardo del Pontefice ti ha colpita maggiormente durante il vostro scambio?”
Per prima cosa devo dire che “niente viene per caso. Arrivare a dare personalmente al Santo Padre, Papa Leone XIV un libro scritto e illustrato nel 2017, è stata una vera sorpresa, anche se molto desiderata.

momento della consegna del libro “Giulio e la colomba della pace” a Papa Leone XIV avvenuta in Vaticano durante l’udienza speciale del 13 dicembre 2025

Nel febbraio del 2025 ho sentito il bisogno di concretizzare questo racconto e grazie alla Fondazione Giorgio Tesi Group che ha creduto in questo progetto è stato accettato e pubblicato. Il mio desiderio era indubbiamente quello di consegnarlo al Papa. Nell’udienza speciale del 13 dicembre 2025 per il Presepe Vivente insieme a tutta l’equipe di Giorgio Tesi Group che si sono prodigati che anche io ci fossi, finita l’udienza e mentre Papa Leone XIV passava per i saluti mi sono trovata davanti a lui e ho consegnato nelle sue mani il libro “Giulio e la colomba della Pace ”dicendogli” questo libro è per tutti i bambini del mondo” per sua risposta mi ha detto “lo leggerò”. Il suo sguardo era visibilmente commosso ed io in quell’attimo ho sentito di aver fatto una cosa giusta”.

Il tuo ultimo lavoro affronta un tema universale e quanto mai attuale come la pace, filtrato attraverso gli occhi di un bambino.
In un’epoca di grandi tensioni globali, in che modo la figura di Giulio e il simbolo della colomba possono aiutare i più piccoli — e forse anche gli adulti — a riscoprire il valore della fratellanza?
Parlo di pace da sempre da quando ho iniziato a dipingere. Dalla prima petroliera che “invase il mare nel 1978, ho sempre sentito il bisogno di parlare di natura e di pace, culminando nel 2004 con la personale “La Pace, un dono” mostra itinerante che aprì a Pistoia nelle Sale Affrescate del palazzo di Giano poi a Parlesca a Torre Strozzi fino a Perugia. Chiaramente si parte da una pace interiore fino ad arrivare ad una pace tra tutti gli esseri umani, attraverso la Colomba della Pace, come simbolo Universale di amore, compassione, benevolenza, altruismo, rispetto. Chi può essere oggi come ieri a percepire con naturalezza tutto questo? L’INNOCENZA! Una parola dimenticata, ma che ritroviamo sempre e solo nei bambini, e solo attraverso di loro possiamo ricordare
che anche noi siamo stati bambini.

Un piccolo libro scritto per coloro che hanno davanti un futuro dove tornare ad essere veri, umani, pieno di speranza e di fratellanza, con le parole che cito nel libro ”GIULIO E LA COLOMBA DELLA PACE”.
Come artista pistoiese, porti con te l’eredità culturale di una terra ricca di storia e sensibilità.
In che misura le tue radici e il tuo percorso artistico hanno influenzato la genesi di questo libro, e quanto è importante per te che l’arte continui a farsi portavoce di messaggi etici e spirituali così forti?
Dipingo da oltre 40 anni e il mio sentire, come ho già detto, si è sempre mosso su ciò che provo, che vorrei dire, in cui credo. La mia influenza più importante è stato il Rinascimento che ritengo la mia scuola e che ancora oggi porto nel mio DNA, passando nel tempo dal surrealismo, al simbolismo e poi a tutto ciò che tocca il pensiero, attraverso il mondo letterario, poesia, musica, alla bellezza del creato, in cui ritrovo la speranza. Oggi credo che l’uomo abbia bisogno di riascoltare quello che è importante nella vita, la parola, il tempo che permetta di indagare, di ricercare in sé stessi quello che di vero avevi e che sicuramente abbiamo ancora. Così il silenzio e la meditazione nelle parole chiave e spirituali spesso aiutano a ricordarsi chi siamo veramente e quanto le cose piccole diventino grandi…

Maria Cristina Palandri al lavoro su un dipinto nel suo studio pistoiese

La tua è una carriera artistica lunga e ricca di successi. Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro?
I miei progetti variano molto, oltre a dipingere, amo la scultura, la scrittura e libri per ragazzi. Prima di iniziare, un progetto deve partire da un rintocco spirituale o visivo o percepito, che tocchi la mente e arrivi al cuore; poi inizia un lungo percorso, ma sempre rimanendo comunque un essere libero. Il mio progetto più importante è portare avanti questo credo.

Testo a cura della Redazione
Foto di Carolina Begliomini e Archivio Palandri
Opere di Cristina Palandri

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