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Calugi e Rauch, Pistoia nel cuore…

01dic17:3016feb(feb 16)17:30Calugi e Rauch, Pistoia nel cuore…Il 2023 delle mostre nelle vetrine della San Giorgio si conclude con due grandi artisti, di generazioni diverse, entrambi legati fortemente a Pistoia.

Dettagli dell'evento

Le vetrine e gli spazi espositivi interni ospitano dal 1 dicembre al 5 gennaio (con inaugurazione sabato 2 dicembre alle 17.30) BONSAI, una mostra di Jonathan Calugi, che completa così un trittico espositivo disteso su tutto il 2023 e dedicato alla citta di Pistoia. Cominciato con “Universal Love” (in mostra a febbraio alla Libreria Lo Spazio) e proseguito con “Attratti” (a cavallo tra ottobre e novembre nelle Sale Affrescate del Palazzo di Giano), il percorso giunge a termine alla San Giorgio con “Bonsai”, una esposizione in bilico tra la minimalità di un bianco e nero semplicissimo e l’esplosione del movimento e del colore, tra formati piccoli e grandi, capace di slittare, anzi volare, senza soluzione di continuità da un punto all’altro dello spazio, e dell’immaginario. Nell’occasione dell’inaugurazione sarà presentato al pubblico anche il volume “Rainbow”, pubblicato da Metilene per la cura di Cristiano Coppi, un tuffo dentro il mondo più intimo e confusionale dell’artista pistoiese, alla ricerca di un filo, o forse di un arcobaleno, che guidi il lettore al tesoro nascosto dentro la sua opera.
Un’opera dagli elementi poetici vari e multiformi, così come lo sono le sue origini. Il filo che lega Jonathan Calugi, nato a Pistoia nel 1982, al mondo dell’arte ha infatti a che fare con una passione spontanea, nata da contaminazioni familiari e poi riscoperta nel tempo. Il nonno, che viveva a New Orleans (Louisiana), realizzava carri di carnevale, una situazione che ha indotto Calugi a percepire la dimensione artistica del tutto realizzabile. Nonostante gli studi intrapresi in una direzione diversa, negli anni arricchisce il suo bagaglio culturale in modo autonomo, evitando percorsi formativi e affidandosi unicamente all’esperienza per capire quale mondo fosse più affine alla sua sensibilità. Attratto dal Graphic Design degli anni ’60, la sua arte è frutto di una rielaborazione personale che filtra il complesso, riducendolo alla forma più semplice possibile: predilige lo scarabocchio e il disegno lineare. Ed è infatti proprio la linea il soggetto che ricorre nelle sue opere. Calugi si rende conto di come la sua arte sia strumento di connessione, perchè interpretata in modo diverso a seconda dello sguardo di chi osserva, cui lascia l’onore di concludere l’opera.
Molti sarebbero i momenti da ricordare lungo questo percorso. Limitandosi ad alcuni, nel 2010 è stato selezionato dal Print Magazine fra i 20 New Visual Artist Under 30 e dal’Art Director Club di New York fra i 50 Young Guns, sempre under 30, nel mondo. Nascono così numerose collaborazioni con brand internazionali quali Nike, De Longhi, Apple, Sony, Google, Facebook, Logitech, New York Times. Per la Biblioteca San Giorgio ha realizzato il murales che incornicia l’accesso alla Biblioteca dei Ragazzi, al cui interno è esposta permanentemente un’altra sua opera, “Peter Pan”.

I miei UBU
Negli spazi dell’Art Corner, dell’Art Corner Box e delle Art Teche, nell’atrio di ingresso, lo spazio sarà dedicato a Andrea Rauch, che a Pistoia per tre decenni ha animato con le sue invenzioni la comunicazione dei Servizi Educativi e che ha più volte esposto le sue opere alla Biblioteca San Giorgio, che conserva la sua opera “Il Polittico delle delizie”. Ma Andrea Rauch è, naturalmente molto di più. Nato a Siena nel 1946, sue opere di
del Museum of Modern Art di New York, del Musée de la Publicité del Louvre di Parigi e del Museum fur Gestaltung di Zurigo. Nel 1993 la rivista giapponese ‘Idea’ lo ha inserito tra i ‘100 World Top Graphic Designer’. Ha scritto e/o illustrato una settantina di libri tra cui si può ricordare almeno Notte di luna (con Fabio De Poli) edito da La biblioteca junior, Premio Andersen 2005. Dal 1994 al 2002 ha insegnato Graphic design presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazionedell’Università di Siena. Ha esposto grafica e design in ogni parte del mondo.
In Biblioteca in questo caso Andrea Rauch torna con una esposizione intitolata “I miei UBU”, che si inaugura il 16 dicembre alle 17.30 e resterà visitabile fino al 16 febbraio. L’esposizione vuol celebrar sin dal titololo il 150mo anniversario della nascita di Alfred Jarry, poeta e drammaturgo francese, enunciatore della Patafisica, e il ventesimo anniversario della morte di Enrico Baj, artista milanese, fondatore dell’Institutum Patafisicum Mediolanense (insieme a Lucio Fontana, Raymond Queneau, Arturo Schwarz, Man Ray e altri). Proprio alla collaborazione conEnrico Baj, in occasione della realizzazione dello spettacolo “Le avventure di un burattino di legno” al Teatro Manzoni di Pistoia nel 1980, si deve il primo contatto di Rauch con il personaggio cardine di tutta la poetica di Jarry. Da lì una infinita storia “quasi d’amore” tra Rauch e Ubu, visto che tutta la storia artistica dell’illustratore toscano da quel momento in poi è costellata da infiniti appuntamenti con lo sconclusionato “cialtrone divino”, come lo stesso Rauch lo ha ribattezzato. Si va dagli Ubu disegnati per il Teatro della Tosse, al teatrino di carta disegnato per la messa in scena di Ubu Cocu da parte di Alessandro Gigli a Santarcangelo alla fine degli anni Ottanta, alle illustrazioni di praticamente tutti i testi della saga patafisica di Ubu, tra cui quelle per l’Ubu incatenato dell’editore Gallucci, esposte in San Giorgio nel 2018.

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