Ultime notizie:

Il giorno della cicogna, visita guidata sabato 1 giugno ore 9-11

Natura in Toscana di Enrico Zarri organizza una visita...

Ultime notizie:

Il giorno della cicogna, visita guidata sabato 1 giugno ore 9-11

Natura in Toscana di Enrico Zarri organizza una visita...

BIODIVERSITA’ ORNAMENTALE a Pistoia

L’Italia vanta la presenza 6.700 specie di piante, la...

A Pistoia Giornata Internazionale dei Musei

Venerdì 17 maggio, alle 17 a Palazzo Fabroni la...

Dialoghi di Pistoia - Domenica 26 Maggio

26mag10:0020:00Dialoghi di Pistoia - Domenica 26 MaggioPROGRAMMA

Dettagli dell'evento

domenica 26 maggio – ore 10.00 – sala Palazzo dei Vescovi – €3
Vito Teti
Cosa mangio qui? Cibo, memoria, migrazioni

L’essere umano è ciò che mangia o anche ciò che cerca e desidera mangiare. La sua esperienza del cibo forma la sua mentalità, la sua percezione del mondo, la sua memoria. Ad esempio la mia memoria del “mangiare”, attraverso la mia “autobiografia alimentare”, oscilla tra il cibo locale della mia infanzia, tra i consumi alimentari del periodo del boom economico e quelli dei decenni successivi, fino ad arrivare a quelli del tempo presente.
Il cibo che abbiamo conosciuto e la sua memoria consentono andate, ritorni, restanze, recuperi di persone, luoghi, culture, pratiche alimentari del passato. Cosa mangio qui?
Questa domanda, ispirata al libro di Bruce Chatwin, è quella che Homo Sapiens si pone da sempre in tutti i contesti storici e culturali in cui è vissuto, ed è quella che si sono posti tutti i migranti, i viaggiatori, quella che ci poniamo anche noi, adesso, nel periodo in cui i luoghi e il cibo stanno diventando “eccessivi” o “inesistenti”. Da un lato i mondi (specie quello Occidentale) obesi e dello spreco, dall’altro i mondi della penuria, della fame e della sete.

domenica 26 maggio – ore 10.00 – teatro Bolognini – €3
Massimo Montanari
Senza carne. Perché abbiamo imparato a essere (anche) vegetariani?

Perché mangiare solo o prevalentemente vegetali? È una scelta solo contemporanea o questa scelta alimentare ha alle spalle una lunga storia? La specie umana è biologicamente onnivora. E qui sta il paradosso: potendo mangiare di tutto, le comunità e gli individui non mangiano tutto, ma scelgono cosa mangiare. Ed ecco scendere in campo la cultura, che definisce queste scelte, governando i modi di mangiare come e più degli istinti naturali.
Ma la cultura cambia nello spazio e nel tempo, seguendo princìpi economici (cosa è più conveniente nel rapporto fra costi e benefici?), ma anche princìpi simbolici e ideologici, etici, filosofici, religiosi, e poi salutistici.
Senza dimenticare le ragioni del gusto giacché piacere e necessità viaggiano sempre assieme quando si tratta di mangiare. Lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari ci parlerà della storia del vegetarianesimo e delle motivazioni che l’hanno determinata, una riflessione più che mai attuale.

domenica 26 maggio – ore 11.00 – piazza del Duomo – €3
Vittorio Lingiardi
Quando il cibo racconta il dolore psichico

«Il corpo c’è, e c’è, e c’è», ripete con implacabile semplicità la poetessa Wisława Szymborska. E «prova dolore, deve mangiare e respirare e dormire, ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue». Quel «deve mangiare» sarà la nostra porta d’accesso al mondo dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, un viaggio diagnostico e inevitabilmente culturale in quadri clinici denominati anoressia, bulimia, binge eating. Poiché la diagnosi prelude al trattamento, parleremo anche delle diverse strategie terapeutiche, riflettendo sul ruolo giocato dalla personalità nel manifestarsi del disagio alimentare.
Ancora una volta scopriremo, come direbbe Freud, che «l’Io è innanzitutto un’entità corporea».
Un incontro su anoressia, bulimia e altri disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, tema di sempre crescente attualità e urgenza, con lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi.
In collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis

domenica 26 maggio – ore 12.00 – teatro Bolognini – €3
Cristina Bowerman, Camilla
Baresani
Alta cucina senza tabù

Quando ci si riferisce a qualcosa di “alto”, che sia moda, design oppure cucina, immediatamente gran parte di noi si sente esclusa, pensa ad abiti, oggetti e ristoranti riservati a pochi eletti, a stili di vita cristallizzati con rituali e costi che li rendono inaccessibili. Invece, Cristina Bowerman, chef (una stella Michelin) ha lavorato sulla trasformazione dell’alta cucina in un’esperienza accessibile, che non crea isolamento (i tavoli distanziati, il servizio di formalità raggelante) bensì apertura a ingredienti e ricette che non hanno frontiere, con prezzi accessibili e con sconti per i clienti più giovani, con percorsi di degustazione libertari (si possono usare le mani e non solo le posate), e con l’apporto di un servizio empatico, per nulla sussiegoso. La sua declinazione dell’alta cucina è anzitutto un’altra cucina, priva di tabù.

domenica 26 maggio – ore 15.00 – teatro Bolognini – €3
Laura Pigozzi
Educo come mangio

La gestione del cibo è uno degli elementi centrali del funzionamento di una famiglia. A partire dalle scelte di allattamento del neonato che la madre fa, fino alla preparazione e cura del desco famigliare, ai figli si veicola non solo il nutrimento, ma anche una educazione all’altro. Attraverso esempi di casi veri, la psicologa e psicoanalista Laura Pigozzi analizzerà il dibattito sociale riguardante il tema della famiglia, in cui talvolta l’eccesso di cibo, di amore, di controllo e di dipendenza rischia di interrompere un vero scambio con i figli. Il cibo nutre, il cibo avvelena: e ciò non dipende da una sua qualità intrinseca, ma anche dai rituali e dalle parole che lo accompagnano. Il cibo non è solo nutrimento, ma è un discorso che facciamo all’altro: mangiare o non mangiare per un bambino significa infatti comunicare qualcosa a chi lo cura. Il cibo è un esperanto relazionale.
Educhiamo, nutriamo, condividiamo il cibo in maniera consapevole.
In collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis

domenica 26 maggio – ore 15.00 – sala Palazzo dei Vescovi – €3
Luisa Stagi
Food porn e dieta. La nuova comunicazione del cibo

Il food porn, ovvero la proliferazione di discorsi e immagini intorno al cibo, è l’ossessione per la cucina e per l’estetica degli alimenti. Si è diffuso in una società dove, paradossalmente, la maggior parte delle persone è costantemente a dieta. Questo fenomeno è evidente nei palinsesti televisivi che da anni propongono una ridondanza di trasmissioni di cucina, ricette e gare culinarie ma, anche, svariati format che si occupano della forma fisica. Nel frattempo gli chef televisivi sono diventati delle vere celebrità chiamate come testimonial nei più diversi contesti, i politici realizzano selfie o dirette social con il cibo (gastro-post) ed è stato istituito il Carbonara-day. L’immersione nella “gastro-pornografia” ha prodotto un linguaggio specifico che è spesso utilizzato per parlare di sé, dei propri posizionamenti identitari e politici o anche solo per subliminare il desiderio di consumo.

domenica 26 maggio – ore 17.00 – teatro Manzoni – €3
Franco Berrino
Curarsi con il cibo: gli ingredienti della longevità

Mangiare bene è uno dei principali segreti per vivere più a lungo e felici. Purtroppo numerose ricerche epidemiologiche hanno evidenziato che l’industrializzazione della filiera produttiva del cibo ha avuto un ruolo determinante nella genesi delle malattie croniche che caratterizzano il mondo contemporaneo. Molto spesso ci ammaliamo perché mangiamo troppo e male: i nostri piatti si riempiono di cibi pronti, bevande zuccherate, alimenti processati ricchi di conservanti, dolcificanti artificiali ed emulsionanti. La raccomandazione principale per una sana alimentazione è quella di scegliere ingredienti semplici e naturali, prestando sempre la massima attenzione alla varietà e alla biodiversità dei cibi. Franco Berrino, decano degli studi sulla prevenzione e sulla corretta alimentazione, traccia le linee guida fondamentali per alimentarsi correttamente, perdere peso e vivere bene, ammalandosi di meno.

Franco Berrino

domenica 26 maggio – ore 17.00 – sala teatro Bolognini – €3
Tommaso Melilli
Perché andiamo al ristorante?

I ristoranti esistono da più di due secoli e mezzo, ma – contrariamente a ciò che racconta una famosa leggenda – sono stati inventati ben prima della Rivoluzione Francese, e per un motivo molto semplice: perché servivano. La borghesia europea aveva bisogno di un nuovo tipo di luogo: aperto a tutti, o quasi, non sgradevole, non necessariamente costoso, ma retto da alcune semplici regole. Un luogo dove incontrarsi con persone sconosciute, per capire se era il caso approfondire la conoscenza. I ristoranti, i piatti, i menu, le prenotazioni e le recensioni erano in origine un elegantissimo pretesto per decidere, durante la cena, se valeva la pena di rivedere la persona seduta davanti a noi: per fare affari, per inventare cose nuove, o per provare ad amarsi. Tommaso Melilli, chef e scrittore ci accompagna in una sorta di analisi antropologia sul perché andiamo al ristorante.

domenica 26 maggio – ore 18.30 piazza del Duomo – €3
Antonio Manzini, Marco Aime
Ero carnivoro ma sto cercando di smettere: tentativi di consapevolezza alimentare

Amiamo gli animali? Certo, mai sentito qualcuno dire che li odia, però qualcuno lo salviamo dalla nostra fame, altri invece no. Perché?
Ci indigniamo per la caccia e per gli allevamenti intensivi di mammiferi e di pollame, ma molto meno per la pesca e gli allevamenti ittici. Perché?
E i vegetali non soffrono, quando vengono mangiati? Sono molti i fattori che ci indicano che dobbiamo cambiare il nostro stile alimentare, ma non è facile, le abitudini sono dure a morire. Il cibo non è solo un carburante per il nostro corpo, ma anche un elemento che ci connette al mondo animale e vegetale. Di questo discutono lo scrittore Antonio Manzini e l’antropologo Marco Aime, del fatto che siamo una specie onnivora, ma che possiamo orientare i nostri gusti sulla base di principi etici e di conseguenza influenzare alcune scelte sul piano ambientale, economico e politico. Tentativi di consapevolezza alimentare.

Marco Aime

domenica 26 maggio – ore 20.00 – teatro Bolognini – gratuito
Proiezione del film
Club Zero
Regia di Jessica Hausner

La signorina Novak si unisce al corpo docente di una scuola di élite per insegnare alimentazione consapevole. Il suo corso si basa sul principio innovativo che mangiare meno sia salutare. L’insegnante approfitta delle paure dei ragazzi e abusa della loro fiducia, piegandoli alla sua pericolosa ideologia: il suo metodo, assicura, purifica il corpo e aiuta a salvare il pianeta. Gli altri professori e la dirigente scolastica sono lenti ad accorgersi di quello che sta succedendo e quando i genitori, lontani o distratti, cominciano a rendersene conto, il Club Zero è ormai diventato una realtà.
Thriller psicologico inquietante e provocatorio, Club Zero è stato presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes, nella Selezione Ufficiale.

LA BIGLIETTERIA
Tutti gli eventi sono a pagamento, tranne: l’evento di apertura, i film, che sono gratuiti fino a esaurimento posti.
Gli eventi per bambini sono gratuiti ma con prenotazione obbligatoria a boemondoaps@gmail.com

Vendita online dal 30 aprile su www.dialoghidipistoia.it
Il diritto di prevendita è pari al 10% del costo del biglietto

La biglietteria è aperta dal 30 aprile:
piazza del Duomo 12, Pistoia
– Tel. 0573 371011biglietteria@dialoghidipistoia.it
dal lunedì al sabato: 9-13 e 16.30-19.30
domenica e festivi: 15-19
24-25-26 maggio: 9-22

Pescia: Fondazione POMA Liberatutti
piazza San Francesco 12
, tel. 0572 1770011
lunedì-sabato 10-12.30 e 15.30-19.30 |
domenica 8-12 e 17.30-19.30
www.pomaliberatutti.it

Biglietteria last minute
I biglietti disponibili saranno venduti sul luogo dell’evento 30 minuti prima dell’inizio. Gli eventi durano circa 50-60 minuti. La direzione si riserva di effettuare modifiche al programma che saranno comunicate alla biglietteria, al punto info, sui social e sito.

Scarica il programma completo e il programma per bambini e ragazzi su www.dialoghidipistoia.it

more

oRARIO

(Domenica) 10:00 - 20:00

Location

Pistoia e Provincia