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Percussioni dal mondo e ritmi africani

23set(set 23)0:0025(set 25)0:00Percussioni dal mondo e ritmi africaniNelle giornate del 23, 24 e 25 settembre si sono svolti i Chorus Days, giorni dedicati alla musica intesa come strumento di crescita, sperimentazione e confronto

Dettagli dell'evento

Questi hanno avuto come cornice l’ammaliante Porto Antico di Genova ed in particolare la musica ha risuonato su Piazza delle Feste sul cui telo bianco dominano la scena i grandi bracci bianchi pensati da Renzo Piano. Nonostante la malinconica aura che la fine dell’estate porta con sé e la pioggia settembrina che non ha lasciato scampo alla seconda giornata, lì, a Piazza delle Feste, l’atmosfera si è conservata calda, avvolgente.
Appena entrati, facendo qualche passo, si rimaneva colpiti da una macchia di colori tutti concentrati a destra della struttura e sui gradoni.
Avvicinandosi si aveva la netta sensazione di imbattersi in strumenti musicali particolari, il più delle volte mai visti o toccati, preziosi nelle loro fattezze: dai più conosciuti Gong, campane tibetane, tamburi a cornice e a fessura, Djembè ai Balafon, Kora di Wara Store (info@dariocastiello.com), litofoni (fatti con pietra, legno o terracotta), tanti Shekeres e la Kalimba, antichissimo strumento a
percussione africano. Ad arricchire lo scenario gli strumenti a percussione degli artigiani lì presenti: le Congas di Seasons Percussion (www.seasonspercussion.com), gli Handpans di OndaHandpan (www.ondahandpan.com), i Cajon di Leonardo Pape Bartolomei (www.papecajon.it), Alma cajon di Mauro Morini (info@almacajon.it). Accanto ai vari oggetti sonori si trovavano ragazzi e ragazze che man mano hanno dato loro vita creando jam session, improvvisando ritmi che riecheggiavano i suoni della Madre Africa o di un viaggio sognato da tempo, mostrando al pubblico la particolarità dei materiali, toni e gradazioni di suono. Ma come sono finiti a Genova questi strumenti che hanno tanto l’aspetto di qualcosa che viene da lontano, da molto lontano?
Durante l’anno essi si trovano in un luogo che non si esagera a definirlo magico, sia che lo si veda attraverso gli occhi strabiliati di un pargolo che con quelli più avvezzi di un adulto: lo stupore è lo stesso. La casa degli strumenti di Luigi Tronci, da cui la Fondazione Luigi Tronci (info@fondazioneluigitronci.org), si trova a Pistoia, in Corso Antonio Gramsci 37.
Gli strumenti appartengono ad una collezione cresciuta nel corso degli anni, merito di passione e amore che lo stesso Tronci ha riversato nel progetto, e oggi visibile gratuitamente, in quanto è diventato un vero e proprio museo degli strumenti a percussione. Dentro la Fondazione, la cui stanza-museo si affaccia su uno splendido chiostro, si tengono corsi di musica e laboratori, visite per le scuole, concerti e festival come l’ultimo Percussion Day. Gli oggetti presenti a Genova quindi, erano solo una parte del bello e prezioso ubicato a Pistoia, una piccola porzione che i ragazzi della Fondazione hanno esposto e fatto pregustare ad un pubblico di grandi e piccoli, invitandoli ad assaporarne colori, suoni e splendore. Ciò che rimane dei Chorus Days è la musica che non ha mai smesso di propagarsi, la possibilità di aver potuto toccare con mano strumenti delicati da maneggiare con cura, oltre alla possibilità di entrare in contatto con artisti appassionati che ricercano e trovano sulle pelli tirate di un tamburo o maneggiando le bacchette con cui percuotono un piatto o una marimba, il senso autentico della musica.

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oRARIO

23 (Venerdì) 0:00 - 25 (Domenica) 0:00

Location

Pistoia