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Il GZP a fianco della Wildcats Conservation Alliance.

Un antico adagio racconta che “l’unione fa la forza”; vogliamo raccontarvi una storia che lo dimostra.
In Asia opera un’Associazione denominata Wildcats Conservation Alliance che nasce da un’iniziativa della Zoological Society of London (ZSL) e della Dreamworld Wildlife Foundation (DWF) e che raccoglie il sostegno economico da donatori privati e giardini zoologici di tutto il mondo per la conservazione della tigre.
Negli ultimi 25 anni sono riusciti a sostenere ben 103 progetti con il finanziamento di 5,6 milioni di euro. La loro azione si concretizza con attività di anti-bracconaggio, sensibilizzazione delle popolazioni che vivono nei territori delle tigri, ricerca e monitoraggio per avere sempre più informazioni su questo meraviglioso felino, il più grande al mondo. Il controllo attento di come vengono spesi i soldi e i risultati ottenuti hanno fatto della Wildcats l’Associazione di riferimento per tutti coloro che vogliono partecipare attivamente ad invertire il rosso nella Red List dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), la lista che classifica animali e piante in base al grado di minaccia di estinzione.

La tigre (Panthera tigris) è classificata “in pericolo d’estinzione” uno dei gradi più gravi dettato dall’esiguo numero di individui presenti in Natura.
La Wildcats può contare sulla collaborazione di Enti e di ONG che lavorano allo stesso obiettivo (indicato con il simbolo TX2): vincere la sfida non solo di arrestare la diminuzione delle tigri, ma di raddoppiarne il numero. Anche l’appoggio dei Governi dei Paesi che hanno tigri nei loro territori è fondamentale; alcuni, come il Nepal, la Thailandia e l’India, hanno impegnato ingenti risorse nei programmi di conservazione, ottenendo preziosi risultati come testimonia lo studio pubblicato recentemente sulla
rivista Science. I dati confermano il recupero, negli ultimi 20 anni, in alcune aree dell’India del 30% della popolazione di tigri, dato incoraggiante che premia le politiche di attenzione alla costituzione di aree protette e di sensibilizzazione delle popolazioni locali.
Un’altra buona notizia viene dal Report del “Sustainable Finance for Tiger Landscapes Conference” tenutasi un anno fa nel Buthan: negli ultimi 12 anni gli sforzi globali sono riusciti a invertire il declino avvenuto in 100 anni, aumentando il numero totale di esemplari da 3200 a circa 4500.
Anche i racconti di chi è impegnato nella ricerca di tracce di presenza sono incoraggianti. L’ultimo è arrivato lo scorso dicembre dalla Riserva di Changbaishan, nella parte sud-orientale della provincia di Jilin, in Cina, dove una telecamera ha catturato le immagini di una tigre siberiana, assente dalla zona da ben 30 anni. Si tratta di un’area strategica perché collega le popolazioni di tigri e di leopardi dell’Amur dalla Cina alla Russia.
L’entusiasmo che circolava fino a qualche settimana fa nel “dietro le quinte” della conservazione della tigre è stato spento, tuttavia, dalla politica economica della nuova amministrazione americana.
L’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) sostiene il 47% della spesa globale per gli aiuti umanitari, finanziamenti che oggi non sono più garantiti. Questo si riflette per prima cosa sulle popolazioni dei Paesi Terzi che si vedono improvvisamente private di sostegno alimentare e sanitario e, in seconda battuta, sulla tutela della biodiversità per due effetti concomitanti: la povertà estrema spinge le popolazioni ad incrementare l’utilizzo di risorse dalle foresta sia con il taglio illegale di alberi sia con il bracconaggio. Inoltre l’incertezza degli aiuti dell’USAID si è concretizza ad esempio con la sospensione delle attività dei fondi come quello per la conservazione dei rinoceronti asiatici e delle tigri.
Questa incertezza economica mette a repentaglio i deboli successi ottenuti negli ultimi anni a favore delle tigri. Per reazione la Wildcats ha lanciato un appello a voce ancora più forte a tutti coloro interessati alla conservazione delle tigri per raccogliere risorse che la rendano più autonoma e forte.
Il Giardino Zoologico ha già risposto alla chiamata aderendo al finanziamento della Wildcats grazie al sostegno dei propri visitatori: il biglietto d’ingresso, infatti, permette tutte le attività del Parco compresa quella dei progetti di conservazione.
Ognuno di voi può fare ancora di più partecipando all’iniziativa del GZP “Adotta una tigre”, il cui ricavato viene devoluto alla Wildcats.
Esistono tre opzioni di adozione con differenti caratteristiche ma tutte includono un biglietto per venire a conoscere Merida e Sanson, le tigri che vivono al Parco e di cui molti di voi conoscono già l’emozionante storia (Naturat n 47 – Dicembre 2023).

Eleonora Angelini Responsabile della didattica e comunicazione Giardino Zoologico di Pistoia

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