Teatro Funaro casa della bellezza

teatro-funaro
Teatro Funaro casa della bellezza

Iniziativa di quattro donne e venti anni di amore per il palcoscenico.

In via del Funaro, a Pistoia, c’erano orti e vigne, uno straccivendolo, un corbellaio, alcuni falegnami, un rigattiere e, naturalmente, un funaio. Quel funaio ha lanciato una fune attraverso i tempi, una fune che non si logora. Intrecciata di memorie, di lavoro artigianale, di piccole e grandi creazioni quotidiane, è arrivata nelle mani di quattro donne che, nel 2009, in quel luogo accogliente, hanno fondato un centro culturale, che sembra una casa. La casa della bellezza: il Funaro.

Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso e Francesca Giaconi,  unite da vent’anni di amore per il palcoscenico,  fondatrici dell’Associazione culturale Teatro Studio Blu, sono riuscite, sembra senza l’intervento della magia, a realizzare un sogno.

Il Funaro è un teatro, è una scuola, è una residenza artistica, è un caffè letterario, è una biblioteca, è un cinetandem (la sala cinematografica più piccola al mondo, per due spettatori), è una “locanda” per attori e registi. Andres Neumann è il consulente artistico e strategico, Enrique Vargas del Teatro de los Sentidos, che ha contribuito con Jean-Guy Lescat all’ideazione dello spazio, ha qui la sua sede italiana.  Il Funaro è un “altrove” silenzioso e curato in ogni dettaglio, dove, però, succedono cose tutt’altro che evanescenti, accadono  cose che dovrebbero accadere  di più, in più posti. Emozionanti, formative, artistiche, utili alla civiltà: spettacoli teatrali  in prima nazionale, corsi per bambini, giovani, vecchi,  disabili. Un “altrove” dove si mangiano torte fatte in casa e, la cuoca fa la sfoglia tutti i giorni perché infastidita dalla pastasciutta industriale, non importa se eccellente. Ecco, al Funaro ci si sente privilegiati, ma quel privilegio è per chiunque voglia provarlo.

Non c’è condiscendenza, compiacimento, snobismo.

Teatro Il Funaro

C’è libertà, piuttosto. E lavoro ininterrotto, affinché il sogno non svanisca. Libertà totale dall’inizio: il Funaro ha potuto contare sull’indipendenza economica e si è inserito delicatamente nel tessuto cittadino, senza dover chiedere a nessuno. «Adesso ci cercano. Certo serve passione, molta – spiega la direttrice Antonella Carrara – siamo in cinque e lavoriamo ore e ore, ogni giorno da quando siamo entrati , anche con Enrique Vargas, in quella che era una selva oscura, con capannoni artigianali fatiscenti. La soddisfazione, però, è grandissima anche perché da una parte siamo presenti sul territorio con quindici laboratori, che vanno avanti fino a maggio e dall’altra abbiamo un cartellone internazionale».  Antonella ricorda gli incontri con Vargas e Neumann, conosciuti nel 2003: «L’amicizia nacque subito» e lo splendore dell’inaugurazione del centro, nell’autunno del 2009 «Metà festa, metà spettacolo. Molto bello». Un principio di stagione folgorante, che si ripete ogni anno,  nell’ottobre scorso è stato affidato alla prima italiana di  “Oracoli” il capolavoro di Vargas tornato dopo dieci anni di assenza.

E il Funaro è diventato pure “baronetto”: il Comune di Pistoia ha insignito il centro con il Micco, onorificenza cittadina.

La fune della bellezza continua a dipanarsi.

Centro Culturale il Funaro

via del Funaro 16/18, Pistoia

Per informazioni – For information

tel. / fax 0573/977225 | info@ilfunaro.org

www.ilfunaro.org

Su Facebook Il Funaro Centro Culturale

 

Tags from the story
, , , ,
More from Discover Pistoia

Prospettive di sviluppo per l’Associazione Teatrale Pistoiese

Giuseppe Gherpelli, Presidente dell’ Associazione Teatrale di Pistoia ci parla del restauro...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *