Grande cantiere barocco del Seicento

Cattedrale-di-Pescia
Grande cantiere barocco del Seicento

Importante committenza artistica granducale in Valdinievole.

La città di Pescia, antico centro sviluppatosi sulle rive del torrente Pescia, si è estesa fisicamente e storicamente attorno a due importanti poli insediativi. Sulla riva destra il luogo del potere politico e delle attività commerciali, attorno all’odierna Piazza Mazzini; sulla riva sinistra, invece, il nucleo insediativo medievale aveva come punto di riferimento la Pieve di S. Maria Assunta, divenuta poi cattedrale della città.

Il robusto campanile della cattedrale si pone come puntuale riferimento lungo l’asse viario percorso arrivando a Pescia da Pistoia o Firenze, proprio dopo aver attraversato la sontuosa Porta Fiorentina, costruita nel 1732 su disegno di Bernardo Sgrilli. L’epigrafe posta nel 1306 sulla facciata ricorda la costruzione del campanile, sostenuto probabilmente dalle fondamenta di una torre del circuito murario medievale (XI sec.). La compattezza della torre campanaria, in stile romanico-gotico, è mitigata attraverso un accorgimento architettonico: proseguendo in altezza, infatti, sono presenti delle monofore, bifore e trifore sovrapposte. Il cupolino presente sulla sommità fu disegnato dal Vescovo Donato Maria Arcangeli, architetto dilettante, per sostituire la preesistente guglia pericolante (XVIII sec.). A differenza del campanile, l’edificio della cattedrale, nel corso dei secoli, ha subito notevoli modifiche e ampliamenti. La facciata in stile neorinascimentale, rimasta incompiuta dopo la grande stagione di lavori effettuati nella seconda metà del Seicento, fu terminata a inizio Novecento, su progetto dell’architetto Giuseppe Castellucci. L’attuale aspetto è riconducibile solo agli anni ’30 del Novecento, quando il portale d’ingresso fu nobilitato da una cornice in marmo bianco, dove si trova una nicchia con un bassorilievo raffigurante un Cristo benedicente.

La Cattedrale di Pescia

L’architetto fiorentino Antonio Ferri si occupò del parziale rifacimento dell’antica pieve (1684-96), introducendo, negli spazi interni, elementi della cultura architettonica barocca. Gli ambienti della cattedrale presentano numerose opere d’arte degne di nota, come il famoso gruppo marmoreo a uso di leggìo realizzato con i frammenti dell’antico ambone della chiesa (XII sec.). Nell’abside è presente la seicentesca ‘Assunzione della Vergine’, dipinta dal pistoiese Luigi Garzi. Le cappelle laterali, ornate da decorazioni in marmo e stucco di gusto prettamente barocco, racchiudono altre importanti tele seicentesche di Antonio Franchi (‘Vergine del Rosario’), Anton Domenico Gabbiani (‘Vergine Assunta con Angeli’). Sul lato destro l’architetto Ferdinando Fuga realizzò la Cappella Forti, dove è ospitata una ‘Natività della Vergine’ di Giuseppe Bottani (sec. VIII). Ferri decise di mantenere la pianta a croce latina, prevedendo tre cappelle per ogni lato e una cupola a pianta circolare all’incrocio con il transetto. Nel braccio destro di quest’ultimo, si trova la famosa Cappella Turini, fatta erigere da Monsignor Baldassarre Turini, stretto collaboratore dei Pontefici Leone X e Clemente VII, entrambi appartenenti alla famiglia Medici. La cappella, disegnata da Giuliano Baglioni da Baccio d’Agnolo, conserva il cinquecentesco monumento funebre del Turini, realizzato dalle sapienti mani di Raffaello da Montelupo (allievo di Michelangelo) e Pierino da Vinci (nipote di Leonardo). Per lunghi decenni, qui è stata ospitata la famosa ‘Madonna del Baldacchino’ di Raffaello, acquistata nel 1697 dal Granduca Ferdinando III de’ Medici, il quale commissionò una copia al pittore Pier Dandini, ancora oggi presente sull’altare della cappella. Questa, senza dubbio, rappresenta il legame fra Pescia e Firenze in età moderna, nell’affascinante ambito della grande committenza artistica granducale.

 

TESTO

Emanuel Carfora

FOTO

Nicolò Begliomini

 

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