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Fossile vivente nei giardini di oggi

Selezionate quattro nuove varietà di Ginkgo biloba, battezzate con nomi della mitologia etrusca.

La Giorgio Tesi Group, attraverso collaborazioni con esperti e vivaisti pistoiesi, ha sviluppato programmi di miglioramento varietale allo scopo di ottenere nuove selezioni di piante con caratteristiche ornamentali e paesaggistiche di pregio. Nel 2014 presenta quattro nuove varietà esclusive di piante. Dopo un lungo lavoro selettivo e di coltivazione a cura del vivaista Danilo Bonacchi sono state ottenute e sono pronte alla consegna quattro varietà di Gingko biloba veramente interessanti per il loro portamento: tre a forma fastigiato-colonnare e una a forma globosa.

Il Gingko biloba ‘Fastigiata Selvans’ (Rami assurgenti al tronco, molto robusti, ramificazione compatta, germoglio apicale leader, lamina fogliare molto incisa), il Gingko biloba ‘Colonnare Maris’ (Rami con portamento verticale, molto addossati, elevata ramificazione, foglie con laciniatura leggera), il Gingko biloba ‘Feronia’ (Portamento molto ramificato fin dalla base con i rami che si dipartono alternati a formare un cono compatto; foglie verde chiaro incise) e il Gingko biloba “Globosa Tinia” (Pianta a forma globosa, molto ramificata e compatta, reagisce bene alla potatura, si possono ottenere chiome a sfera di varie dimensioni).

Nel ricercare i nomi per identificare queste novità vegetali si è pensato di collegarsi alla storia antica dell’Etruria, l’attuale Toscana e, facendo riferimento alla mitologia etrusca, tra l’ottavo ed il sesto secolo avanti Cristo: Selvans dio della Foresta, Maris dea delle messi e dell’agricoltura, Tinia sovrano del cielo, dio della luce e Feronia dea protettrice dei boschi.

Ginkgo Biloba

Abbiamo scelto la storia antica anche perché il Ginkgo biloba è un fossile vivente. E’ un albero che risale al periodo geologico del Giurassico, centinaia di milioni di anni fa, ed è arrivato fino ai giorni nostri abbastanza simile all’originario. Scoperto in Cina e introdotto in Europa nella seconda metà del settecento, Ginkgo deriverebbe dal cinese yinxing, “albicocca d’argento”e biloba con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie che hanno una particolare e originale forma a ventaglio.

Questa specie arborea può raggiungere anche i 30 metri di altezza, con chioma ampia fino a 10 m e più, con forma variabile da piramidale ad ovale. Una caratteristica fortemente decorativa e la loro colorazione autunnale intensamente di color giallo che persiste per qualche settimana.
A parte l’interesse medicinale e culinario nei paesi d’origine, quest’albero è molto importante per scopi ornamentali nei viali, parchi pubblici e giardini. Si adatta a molteplici tipi di terreno, pur con risultati migliori nei suoli acidi e ben aerati. In relazione al clima si adatta bene alle basse temperature, non subisce danni fino a – 30 °C. Un fattore di rilievo che valorizza questa pianta è la sua resistenza alle malattie, agli agenti fungini patogeni e ai fitofagi , ma soprattutto resistente all’inquinamento atmosferico. Per queste qualità il Ginkgo è da valorizzare e diffondere negli ambienti “difficili” dal punto di vista pedo-climatico delle aree urbane ed industriali. Sono disponibili tra l’altro a livello vivaistico varietà a portamento fastigiato che non richiedono particolari interventi di manutenzione per la potatura, molto onerosa per le amministrazioni pubbliche.

www.giorgiotesigroup.it

TESTO

Carlo Vezzosi

FOTO

Nicolò Begliomini

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