All’ombra della quercia grande

All'ombra della quercia grande

A pochi passi da Pescia, un paesaggio suggestivo che unisce bellezze naturalistiche e storiche.

Ci sono paesaggi che nascondono una bellezza di cui spesso non ci rendiamo conto e che in molti casi, addirittura, ignoriamo completamente. Appartiene a questa famiglia di luoghi affascinanti ma sconosciuti la località di Veneri, frazione del Comune di Pescia in provincia di Pistoia. La zona dista circa tre chilometri dal Comune di cui fa parte, ed è raggiungibile facilmente dal centro seguendo le indicazioni per Montecarlo-Lucca; chi viene da Pistoia o da Firenze può prendere l’autostrada A11 Firenze-mare uscendo al casello di Chiesina Uzzanese, seguendo le indicazioni per Pescia e Collodi e svoltando – prima di arrivare a Pescia – verso la località di Montecarlo, dove si trovano facilmente le indicazioni per Veneri.

Questo territorio è costituito da un sistema collinare denominato dagli abitanti del luogo come “I Colletti di Veneri”, i quali si estendono anche in Provincia di Lucca, nei Comuni limitrofi di Montecarlo e Capannori. Nel complesso il territorio possiede caratteristiche uniche, dovute sia alla sua natura, ancora in parte incontaminata, sia alla presenza di sistemi agrari con ville, fattorie, case vacanze, pregevoli vigneti ed oliveti, caratteristiche che permettono un flusso turistico ogni anno sempre più consistente.

Spazi aperti intervallati da boschi misti di latifoglie decidue presentano una considerevole biodiversità ed alcune emergenze naturali significative, tra queste abbiamo una notevole diffusione della Saponaria officinalis L., pianta erbacea spontanea pluriennale della famiglia del garofano, che è stata usata per molto tempo per le sue proprietà medicinali e per ricavarne detergenti per l’igiene personale e il lavaggio di lana e altri tessuti, e la Daucus carota L., diffusa come uno dei più comuni ortaggi, e qui presente in notevole quantità allo stato spontaneo.

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Proprio in questa zona dal centro di Veneri, svoltando in via delle botteghe e successivamente imboccando via dei Colli, dopo quasi un chilometro abbiamo quanto resta di un’antica strada, meglio nota come Strada Romana o “strada maestra postale Lucchese”, la quale, secondo recenti studi, è ritenuta un’importante arteria che probabilmente collegava in epoca moderna Lucca con Firenze, ma il cui il tracciato e la tecnica costruttiva in lastricato sembrano ricordare le strutture viarie in epoca romana. Fino ad oggi questo antico tracciato è stato abbandonato all’incuria e al degrado, ed alcuni interventi in passato ne hanno alterato le caratteristiche. Proseguendo lungo questa strada si osservano evidenze paesaggistiche e naturalistiche meritevoli di valorizzazione e tutela storico-ambientale ma ad oggi minacciate dalle pressioni urbanistiche: tra queste la più nota è il Quercione del Carrara, una roverella monumentale (Quercus pubescens, mill.) la cui età supera i 500 anni, l’altezza è di circa 14 metri e la larghezza del suo tronco di circa 4 metri. Questa pianta di grande valore storico, è facilmente raggiungibile in auto proseguendo verso la località di Montecarlo e svoltando verso la Frazione di San Martino in colle: seguendo la cartellonistica si arriva al Quercione, conosciuto come “Quercia Grande” o “Quercia di Pinocchio” perché sembra che da questo albero lo scrittore Carlo Lorenzini detto Collodi avesse tratto spunto per scrivere il suo romanzo sulle avventure del burattino di legno. Questa pianta, che è considerata uno degli alberi più belli d’Italia, è uno dei simboli della zona ed è stata sottoposta al vincolo di tutela storico-ambientale. Dal Quercione, proseguendo più avanti per qualche chilometro, si imbocca nuovamente la strada maestra postale lucchese, e il visitatore si trova immerso fra la natura in una sensazione mista di benessere e stupore.

Negli ultimi anni sono stati proposti progetti interessanti per il recupero dell’area, tra questi l’organizzazione di escursioni e visite guidate da parte del centro di Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, le passeggiate ecologiche dei circoli Legambiente, il recupero della sentieristica e altre iniziative, permettendo ai visitatori la fruizione di un percorso unico, tra bellezze storiche e naturalistiche.

TESTO e FOTO

Sandro Silvestri

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