Il suo lavoro è veramente spontaneo, in quanto non è mai stato influenzato da particolari percorsi formativi. Jonathan Calugi, illustratore e designer famoso in tutto il mondo, nasce a Pistoia, dove vive tutt’ora, nel 1982.
La grande passione per il disegno, inteso come un atto libero e liberatorio durante il quale trasferisce su carta il suo intricato ma comprensibile immaginario, fanno di lui un instancabile ricercatore di forme e immagini. Grazie al suo stile riconoscibile e inimitabile, nel 2010 è stato selezionato dalla rivista Print Magazine fra i 20 New Visual Artist Under 30 e nello stesso anno, dall’ Art Director Club di New York fra i 50 Young Guns mondiali sotto i 30 anni. Negli anni seguenti arrivano le collaborazioni con importanti con brand internazionali come Nike, De Longhi, Apple, Sony, Google, Facebook, Logitech, New York Times, etc. Oltre al lavoro come illustratore, Jonathan continua a portare avanti la sua ricerca artistica esponendo i suoi lavori, sempre con grande successo, sia in Italia che all’estero. Nel 2023, nell’ambito del progetto “GIORGIO TESI eARTh – Growing Creativity” inizia la sua collaborazione con l’azienda vivaistica pistoiese, che lo sceglie anche per l’immagine del NATURART Village.
Cosa significa per un artista come te, famoso in tutto il mondo, essere stato scelto da un’azienda come Giorgio Tesi Group, una vera e propria eccellenza nel settore del vivaismo di piante ornamentali, per realizzare prima l’immagine aziendale e poi quella del NATURART Village?
Sicuramente riuscire a lasciare il proprio segno in qualcosa legato alla propria città è per un artista sempre molto importante. Farlo per una realtà da sempre molto vicina all’arte e alla cultura pistoiese come Giorgio Tesi Group e di conseguenza per NATURART Village è per me un grande onore e l’ho vissuto come una sorta di abbraccio virtuale all’intera città. E’ stato molto interessante e stimolante lavorare per riuscire a mixare la cultura del verde con la quotidianità e l’essere comunità che si vivranno in questo luogo e lo sarà certamente anche vedere cosa succederà e come andranno avanti le cose con il passare del tempo. Realizzare questo lavoro è stato un po’ come iniziare da un punto dal quale è partita una linea che racconta presente, passato e futuro non solo del mio mondo e del mio lavoro ma anche di un luogo unico nel suo genere, aperto a tutti e pieno di cose da scoprire.
Il tuo lavoro è davvero inconfondibile, con questa linea continua che racconta con colori e forme le cose e le persone. Ci spieghi come è nata l’idea di realizzare questo lavoro per il Village, che di fatto tocca tutte le realtà e le attività che si troveranno all’interno di questo centro?
La linea che unisce è qualcosa che nasce inconsapevolmente nel mio lavoro perché da sempre tendo a voler tenere tutte le cose insieme, comprese anche le parti emotive e le varie situazioni che si possono vivere. In questo caso nasce in maniera molto spontanea in quanto questo luogo non inizia e finisce ma è invece una sorta di libro bianco in cui ogni giorno verrà scritta una storia. Quindi partire da un punto per poi raccontare questa emozione senza mai arrivare alla fine. Anche nell’animazione creata per la pubblicità in video, la linea non scompare, ma rimane per far capire a tutti che il futuro sarà tutto da raccontare. Realizzare il lavoro è stato molto bello: riuscire a connettere tra di loro tante cose che poi dovranno continuare a raccontarsi è stato davvero stimolante.
Abbiamo parlato di un futuro tutto da scrivere, ma dopo questo splendido lavoro che di fatto ti rende davvero “profeta in patria” cosa puoi dirci a proposito del tuo futuro artistico?
Per quanto riguarda il mio futuro artistico, sto lavorando sia su aspetti commerciali e quindi legati principalmente ai brand, che per esposizioni e mostre in galleria. C’è un percorso che fortunatamente diventa parallelo nel senso che questa stessa linea viene raccontata sempre in maniera diversa, ma sempre senza perdere mai il senso del racconto attraverso nuove forme e nuovi colori. Il mio è un modo di disegnare molto particolare, legato alla scrittura e non contaminato da nessun processo formativo in quanto sono un autodidatta puro. Vorrei cercare di far passare il concetto dell’importanza dell’istinto e della possibilità di sbagliare, da guardare non tanto come un errore ma come prerogativa che rende unico un artista. Tutto il mio percorso sta cercando di prendere una piega in questa direzione, anche se i miei lavori fortunatamente sono molto riconoscibili e in questi, il termine di errore è meno concesso e l’aspettativa di quello che si potrà fare, invece, è piuttosto alta.
Dal punto di vista artistico, per me è essenziale, nei miei disegni, avere la possibilità di creare cose nuove e perché no, di commettere nuovi, fantastici errori….
A cura di Lorenzo Baldi
Illustrazioni di Jonathan Calugi
Fotografie di Carolina Begliomini




