Ultime notizie:

Al Parco di Pinocchio la cultura diventa gioco con la Caccia Fotografica

Dal 23 aprile al 3 maggio al Parco di...

Ultime notizie:

Al Parco di Pinocchio la cultura diventa gioco con la Caccia Fotografica

Dal 23 aprile al 3 maggio al Parco di...

Premio Poesia Giorgio Tesi 2026

La poesia torna protagonista con l’XI edizione del Premio...

ESSENTIA NATURAE, L’essenza della natura nell’arte tessile di Marie Astier

L’essenza della natura nell’arte tessile di Marie Astier Inaugurazione: venerdì...

Un secolo e mezzo su due ruote

Dai “bicicli” dell’800 ai modelli per le imprese di Girardengo Coppi, una straordinaria storia raccolta dai fratelli Mauro e Giuseppe Mori, a Pavana.

La storia in bicicletta. Non un paradosso, ma una straordinaria raccolta, a partire dagli alti bicicli del bel mondo alla moda ottocentesco. Ne sono proprietari i fratelli Mauro e Giuseppe Mori, coadiuvati da Stefano, figlio di Mauro, di professione meccanici, a Pavana, in via Ponte della Venturina. Biciclette tutte ben ordinate in un capannone – museo, sorelle minori di auto e moto, analogamente collezionate: più silenziose, ma non meno eleganti e sfiziose, talune agili e vittoriose, altre più sobrie e tuttora cariche di una fatica antica. Tante storie testimoniate.

“Tutto nacque – rivela Mauro – dal divieto assoluto di mio padre Elio che avessi una moto. Ma la moto era il mio sogno e un bel giorno ne trovai una che feci restaurare e il sogno divenne passione. Dalle moto alle biciclette il passo fu breve: costavano ovviamente meno e prendevano poco posto. Ormai, sono passati trent’anni – continua il nostro collezionista – ho comprato quelle che mi sono piaciute, anche mai viste prima e pure di poco valore. La nostra raccolta è di netta soddisfazione, un innamoramento assolutamente personale; la questione venale non ci interessa”.

Vediamoli dunque questi esemplari sulle cui ruote è corso quasi un secolo e mezzo. Il più antico è il velocipede francese Misho 1870, con entrambe le ruote di legno ricoperte di ferro, pedali in bronzo e pedalata sull’asse. Gran fatica, ma lo sfoggio abbagliava gli occhi!

Di appena dieci anni dopo, ecco una similare bicicletta Necchi, anzi no: si chiamava “bicicletto”, grazie al quale si poteva migliorare l’andatura per le ruote a gomma piena e il freno a tampone su quella davanti. E che di notte accendeva un romantico lume a candela. Un paio di velocipedi fine Ottocento: baffi e cilindro in aria, sulla ruota panoramica davanti, vanità letteralmente altolocata. Sfilano poi delle bici con lume a petrolio, altre con freni a pedale, alcune, ancora, con campanello fatto suonare da una rotella sul fascione anteriore.

Pedersen (1904), costruttore danese di tubi, inventa il telaio moderno. La ditta Bianchi, per ben sessant’ anni sfornerà bici da campionissimi: la Bianchi e Coppi, insuperabile binomio, pluricampioni del mondo. Ma prima di Coppi, il campionissimo fu Girardengo. Ecco qui la Maino del 22 e una due ruote anche per Binda e Guerra.

In antico, il cambio non c’era, ma qui si mostra che si poteva adattare la bici alle salite scambiando le ruote. Oppure, pedalando all’indietro, roba del 1915. Collezionato perfino un esemplare con tanto di marce, prima, seconda e terza, degli anni Trenta, epoca il cui sopravvenne il cambio Vittoria, spodestato, vent’anni dopo, dal Campagnolo.

Bello lo sport, ma la prima metà del Novecento vide pure biciclette da guerra e militari in genere. Un esemplare, sempre anni Trenta, verde spento – bruciato, porta ancora le piume di un bersagliere. Il nostro viaggio si conclude con le biciclette da mestiere: barbiere, norcino, falegname. Il musicista si portava dietro trombetta e tamburo e un organetto. Ma il più ambito era il magnano, restauratore di paioli e pentole.

Collezione privata visibile su appuntamento:

Via Ponte della Venturina – Pavana – PT

Tel. +39 0534 60057

 

 

TESTO

Paolo Gestri

FOTO

Nicolò Begliomini

 

[vc_gallery type=”image_grid” images=”17630,17632,17634,17636,17638,17640,17643,17645,17647,17649,17651,17653″ title=”Un secolo e mezzo su due ruote”]

Sponsored by:

spot_img

Eventi

maggio, 2026

Discover Shop

spot_img

Don't miss

Maria Scarpellino Renzi

Calcutta era troppo distante per quella bimba, che iniziò...

Sulle orme degli scrittori

Tutto è nato leggendo un articolo pubblicato su un...

Dalla Montagna Pistoiese ai vivai di piante ornamentali

Non è una pratica nuova, ma ha rivoluzionato ugualmente...

Brasilidade a Pistoia

Sul dolce sfondo collinare della Valle delle Buri, si...
Naturart
Naturart
Pubblicazione di punta della Giorgio Tesi Group è la rivista trimestrale gratuita NATURART, edita in italiano e inglese dal 2010 con l’intento di valorizzare in Italia e all’estero le eccellenze e i tesori custoditi da Pistoia e dalla sua provincia. Naturart è media partner riconosciuto per gli eventi speciali di numerose istituzioni locali impegnate nella promozione del senso di orgoglio e di appartenenza a questo territorio.
spot_imgspot_img

Potrebbero interessarti anche

La Via Medicea e il territorio di Quarrata

Con i suoi 106 km di lunghezza totale, si sviluppa dentro un territorio storicamente articolato e complesso. Vi si addentra con l’intento dichiarato di...

Maria Scarpellino Renzi

Calcutta era troppo distante per quella bimba, che iniziò comunque a mettere in pratica i suoi propositi con una compagna alle scuole elementari. Per...

Sulle orme degli scrittori

Tutto è nato leggendo un articolo pubblicato su un giornale online di interesse locale. L’argomento trattato era un corso di formazione sul Turismo letterario...