Angeli e Demoni. Luci e ombre

Al Museo Mac,n, nell’ottocentesca Villa Renatico Martini, dal 12 marzo al 29 maggio 2022, sono di scena la forza, il dramma e l’umanità delle grandi tele di Rocco Normanno. Una padronanza assoluta della tecnica pittorica, un magistrale uso della luce, un realismo stupefacente. Ma Rocco Normanno è ancora di più. Le sue scene religiose e mitologiche sono, in modo innovativo, reinterpretate e trasportate in un contesto attuale. I protagonisti, le ambientazioni, i dettagli meticolosi diventano assolutamente contemporanei.

“Donna incinta”, ritratto di Fiona May, vero e proprio capolavoro di serena bellezza nel quale la stoffa dorata contrasta con la pelle scura, scolpita nella luce

L’effetto di questa fusione tra iconografia tradizionale, virtuosismo pittorico e mondo moderno sorprende lo spettatore, che si perde estasiato nella meraviglia di un’arte senza tempo. Così si rimane catturati dalla tela di Giuditta e Oloferne, dove la giovane e ricca carnefice si trasforma in una donna “comune” dei giorni nostri con una camicia a maniche corte completamente aperta sul reggiseno. Niente scimitarre o preziose spade per decapitare un Oloferne tiranno di oggi, ma un semplice coltello. E che dire dell’ancella Abra? È una donna corpulenta di mezz’età, con grassocce e robuste braccia che posseggono tutta la forza necessaria per tener ferma la vittima che urla disperata.

“Giuditta e Oloferne” dove la giovane e ricca carnefice si trasforma in una donna “comune” dei giorni nostri con una camicia a maniche corte completamente aperta sul reggiseno.

Vena ironica certo, ma che non scalfisce minimamente il dramma del gesto che si sta per compiere, una decapitazione, che si svolge oggi, nel nostro mondo, ma con la stessa violenza e la stessa intensità emotiva del celebre tema biblico tanto rappresentato nel ‘600. Nella poderosa tela protagonista diventa anche la luce, che gioca sul volto contratto dalla tensione di Giuditta, sulla stoffa della sua camicetta, che mette in risalto le forme del corpo del “condottiero”. Anche gli incredibili dettagli attraggono l’occhio dello spettatore: i motivi floreali dei vestiti delle due donne, le mani forti e venose della servacomplice con gli anelli alle dita, il grazioso orecchino. Tutto questo è la pittura di Rocco Normanno, pittura che, da qualsiasi angolazione la si osservi, lascia meravigliati, portando a comprendere che la grande, secolare arte realistica è destinata ad essere eterna, pur rinnovandosi ed attualizzandosi. Ma c’è un altro aspetto che colpisce nelle tele di Rocco Normanno: l’umanità dei personaggi. Nei suoi dipinti di “genere” il pittore pugliese trasmette, emozionando, tutta la dignità del lavoro umano, come nelle splendide tele de I ceramisti e della Donna che spenna i polli. Regala un vero e proprio capolavoro di serena bellezza nel ritratto di Fiona May, Donna incinta, dove la stoffa dorata contrasta con la pelle scura, scolpita nella luce, della celebre atleta. Ma non mancano anche la tristezza, la fragilità, i difetti ed i vizi di quella controversa creatura che è l’essere umano. E così, dalla maestria del suo pennello, vengono fuori opere incredibilmente toccanti ed inquiete come la Tossica ed Il Suicidio. Chi verrà al Mac,n di Monsummano Terme avrà modo di immergersi in quest’arte sublime per tecnica, vera e viva nei suoi protagonisti. Assoluta.

                                                                       “I ceramisti”

Ancora a Monsummano sarà possibile ammirare un altro splendido lavoro di Rocco Normanno: si tratta delle quattordici stazioni della Via Crucis che il pittore ha realizzato per la chiesa di San Massimiliano Maria Kolbe, nella località di Cintolese. Nel grande e luminoso spazio dell’aula di forma ellittica, con la visione delle tavole, perfettamente inserite negli elementi architettonici e cromatici della chiesa, il fedele ed il visitatore ripercorrono i tragici momenti del sacrificio di Cristo.

Una delle quattordici stazioni della Via Crucis che il pittore ha realizzato per la chiesa di San Massimiliano Maria Kolbe di Cintolese

Da Gesù nell’orto degli ulivi fino alla scena in cui Gesù è deposto nel sepolcro, in un incontro tra passato e presente, un cammino visivo fatto di studiati accostamenti cromatici, di accurate rappresentazioni di edifici e paesaggi, induce alla meditazione sul dolore di Cristo e sul significato profondo della sua Passione. Rocco Normanno dona così, con la sua arte, ai Monsummanesi un momento di riflessione e di incanto. Un incanto che si ripeterà anche nel Museo di Villa Renatico Martini.

Testo Silvia di Paolo

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