È arrivato il momento di “invertire il rosso”: una sfida (possibile) per la conservazione della Natura

                                Lemure dalla coda ad anelli (Lemur catta)

Ogni giorno possiamo leggere o ascoltare storie di specie che rischiano l’estinzione e spesso ci sentiamo impotenti di fronte alla distruzione delle foreste e all’inquinamento dei mari. La Red List dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ha raccolto fino ad oggi informazioni sullo stato in natura di 138.374 specie e di queste 38.543 sono a rischio d’estinzione.
Il trend della scomparsa delle specie si attesta ad un numero di tremila specie ogni anno, tre ogni ora, con un tasso di estinzione cento volte più elevato del normale tanto da poter dichiarare che stiamo vivendo la sesta estinzione di massa, dopo quella che 65 milioni di anni determinò l’estinzione dei dinosauri. È arrivato il momento di “invertire il rosso” e di stilare una “lista verde”: Reverse the Red è un movimento che coinvolge differenti attori di tutto il mondo impegnati in azioni per la conservazione della Natura affinché siano coesi e coordinati nelle azioni per la sopravvivenza delle specie selvatiche e degli ecosistemi.
Il Giardino Zoologico di Pistoia è partner di questo incredibile movimento in quanto membro dell’EAZA (Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari) e, attraverso l’Unione Italiana Zoo e Acquari, anche della WAZA (Associazione Mondiale degli Zoo e degli Acquari).
Cosa è possibile fare? Sono molte le azioni messe in campo e tra le prime va annoverata la condivisione di informazioni sulle specie selvatiche.
Dati come l’età riproduttiva delle femmine, il numero dei piccoli, il numero dei giovani che sopravvivono fino all’adolescenza o la media di longevità della specie sono informazioni mancanti per il 98% delle specie note di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, come dichiarato in un articolo della rivista Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS). È una lacuna con implicazioni importanti per gli scienziati che lavorano in tutto il mondo per conto della Lista Rossa dell’IUCN, della Commissione per la sopravvivenza delle specie dell’IUCN, della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Flora e Fauna in via di estinzione (CITES) o del TRAFFIC (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce). Dati più completi permettono di prendere decisioni informate e fare programmi a lungo termine per la gestione della fauna selvatica.
È per questo motivo che i ricercatori hanno iniziato ad utilizzare le informazioni raccolte da una fonte precedentemente non sfruttata: il Sistema di gestione delle Informazioni Zoologiche (ZIMS). Grazie a questo programma, curato da professionisti della fauna selvatica che lavorano in zoo, acquari, rifugi, centri di ricerca e istruzione in 96 Paesi di tutto il mondo, oggi disponiamo di informazioni di biologia e di medicina veterinaria importantissime.

                                                  Vari bianco e nero (Varecia variegata)

ZIMS è gestito da Species360, un’organizzazione senza scopo di lucro che facilita la condivisione delle informazioni tra le sue 1.100 Istituzioni associate: è il più grande database sulla fauna selvatica del mondo.
Il Giardino Zoologico di Pistoia è iscritto a ZIMS dal 2006 e, nel tempo, ha caricato dati inerenti 200 specie di uccelli, rettili, anfibi e mammiferi contribuendo così in modo attivo al grande lavoro di costruzione delle informazioni necessarie alla gestione delle popolazioni non solo negli zoo ma anche in natura.
Tutte le linee guida di medicina veterinaria utilizzate sugli animali selvatici sono frutto del lavoro di condivisione dei medici che lavorano nei giardini zoologici. Pensate ad esempio ai protocolli per l’anestesia di animali come elefanti o rinoceronti che devono essere traslocati da una riserva all’altra, oppure alle informazioni di biologia che servono per un progetto di reintroduzione. Se conosciamo il tasso di fertilità di una specie possiamo valutare il suo pericolo di estinzione ed intervenire con progetti di reintroduzione di un numero adeguato di individui.
I giardini zoologici gestiscono le popolazioni di animali selvatici delle specie a maggior rischio d’estinzione assumendosi una grande responsabilità; le persone che lavorano in uno zoo o in un acquario sono professionisti altamente specializzati che considerano la condivisione dei loro risultati e delle loro conoscenze un passaggio importante del loro impegno quotidiano a favore della Natura.
Un altro tassello insostituibile per far sì che si concretizzino progetti di conservazione sono i programmi internazionali di scambio di individui per la riproduzione di specie in via d’estinzione: i giardini zoologici e gli acquari sono “arche” che trasportano verso il futuro patrimoni genetici preziosissimi, e lo scambio coordinato permette di mantenere fuori dagli ambienti naturali popolazioni sane di specie sull’orlo dell’estinzione o addirittura estinti in natura. In alcuni casi è stata possibile la reintroduzione come è accaduto per per il Cavallo di Przewalski o per il Piccione rosa delle Mauritius.

                                                 Panda minore (Ailurus fulgens)

È altrettanto importante preservare gli habitat naturali affinché l’allevamento di panda, tigri e elefanti abbia davvero un senso: i giardini zoologici sono tra i principali finanziatori di progetti di conservazione di foreste e mari affinché ci siano ancora luoghi pronti ad ospitare le specie salvate dall’estinzione.
Non tutto il lavoro di questi ultimi decenni è stato vano: ci sono molte storie a lieto fine, specie che hanno migliorato il loro status, progetti che hanno dato frutti importanti. Spesso sono storie sconosciute alla maggior parte delle persone; è alle sezioni didattiche di zoo e acquari che viene affidato il compito di raccontarle e di coinvolgere ogni persona nell’amore per la natura, trasmettere passione e conoscenza, far meravigliare della moltitudine di colori e forme affinché la visita al giardino zoologico sia fonte d’ispirazione per diventare attori dell’importante sfida di “invertire il rosso”

Testo Eleonora Angelini

Foto Giardino Zoologico di Pistoia

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