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Fondazione Pistoiese Jorio Vivarelli

La Fondazione Pistoiese Jorio Vivarelli è stata costituita nel dicembre del 1999 dai coniugi Vivarelli e dai rappresentanti del Comune e della Provincia di Pistoia, del Comune di Montale, dell’Ansaldobreda e dell’Ente Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, allo scopo di donare alla città di Pistoia l’intero patrimonio artistico, immobiliare e culturale conservato nella Villa Stonorov, con lo scopo di promuovere e patrocinare mostre, pubblicazioni d’arte e iniziative culturali di studio e ricerca capaci di valorizzare l’opera di Jorio Vivarelli e la cultura  artistica della città di Pistoia. La Fondazione si compone di 4 saloni espositivi e conserva 360 sculture e 800 disegni, 60 medaglie, oltre che decine di ceramiche e gessi. Le sculture in pietra, terracotta, bronzo, e marmo realizzate nel corso di 70 anni di attività sono state suddivise dalla critica in sei periodi artistici conosciuti come: 1°) Il periodo Emozionale, 2°) L’Uomo e la società, 3°) La Testimonianza, 4°) Le Gemmazioni, 5°) Il periodo Intrarealista, 6°) L’Uomo nuovo. La superficie espositiva interna di Villa Stonorov è di circa 730 mq mentre lo splendido giardino scultoreo è di circa 9.600 mq.

Un anno di eventi

La Fondazione Jorio Vivarelli, in occasione dell’anniversario dei 10 anni dalla morte del Maestro, ha organizzato in questo 2019 una serie di interessanti eventi che si affiancano alla normale programmazione che ne caratterizza l’attività.

Si parte il 12 Aprile, nel Battistero di Pistoia, con la mostra “I crocifissi di Jorio Vivarelli nelle chiese di Michelucci”, con 12 foto in grande formato di Aurelio Amendola e la copia in bronzo del crocifisso della Chiesa della Vergine.

A partire dal 24 Maggio invece, sarà la prestigiosa cornice rappresentata dal Palazzo Medici Riccardi di Firenze ad ospitare la mostra “Jorio Vivarelli e il Manierismo”, curata dal Professor Edoardo Salvi. L’attività espositiva della Fondazione prosegue poi a livello internazionale nel mese di Luglio, quando dal 9 fino al 10 di Agosto a Plodviv splendida città bulgara Capitale Europea della Cultura 2019 insieme a Matera, sarà allestita una mostra sulle opere del Maestro sui temi “Dalla violenza alla speranza” – con l’esposizione delle due grandi opere presenti nel giardino di Villa Stonorov – e “Il periodo americano”, con molti piccoli modelli in bronzo di grandi opere presenti in America e una raccolta di foto e disegni dell’artista. A questi importanti eventi si affianca poi la normale attività della Fondazione che prevede conferenze a tema, mostre in sede di giovani artisti e di Amici di Jorio, musica nel Parco e tante altre iniziative.

Il Maestro, Michelucci e Aurelio Amendola…

I due crocefissi monumentali creati per le chiese di Giovanni Michelucci, quella della Vergine a Pistoia e la Chiesa dell’Autostrada, sono senza dubbio fra le sculture più importanti e conosciute dell’intera produzione artistica di Jorio Vivarelli. La Fondazione a lui dedicata ha voluto dedicare un volume a queste due opere, poiché rivestono, oltre al valore estetico, anche un particolare significato sia nella vita personale che nel percorso artistico dello scultore. Oltre a questo, e nella ricorrenza dei 10 anni della morte del Maestro pistoiese, dal 12 Aprile il Battistero di Pistoia ospita una mostra con 12 foto in grande formato di Aurelio Amendola e il monumentale crocifisso in bronzo copia di quello in legno presente nella Chiesa della Vergine di Pistoia, normalmente esposto nel grande laboratorio di Villa Stonorov, sede della Fondazione Jorio Vivarelli. Aurelio Amendola, con un progetto fotografico assai impegnativo nella realizzazione pratica ed espressamente eseguito per il volume “I crocifissi di Jorio Vivarelli per le chiese di Michelucci”, ha saputo far emergere dalle fotografie delle due opere una straordinaria forza espressiva che può sfuggire ad una loro osservazione diretta.

Nel libro, con testi di Francesco Guerrieri, Veronica Ferretti e del Prof. Antonio Paolucci, si approfondisce, a distanza di tempo, la posizione di assoluto rilievo che Jorio Vivarelli ricopre nel panorama artistico italiano del dopoguerra ed i loro saggi rappresentano una pietra miliare nello studio critico dell’opera del Maestro, aiutando a descrivere il profilo dell’artista nel tempo, anche con significativi rimandi alla tradizione toscana dei secoli precedenti.

         Jorio Vivarelli

Biografia dellartista

Jorio Vivarelli era nato a Fognano (Pistoia) il 12 giugno del 1922 da famiglia di umili origini, ma di vera sensibilità culturale. Terminati gli studi alla Scuola Artigiana, rispondendo ad un urgente bisogno interiore, si iscrisse all’Istituto d’Arte di Firenze. Nel 1942 venne chiamato alle armi, prima in Montenegro poi in Albania da dove, dopo l’8 settembre del 1943, iniziò due anni di prigionia fatta di umiliazioni e sofferenze passando dalla Bulgaria all’Ungheria all’Austria e infine alla Germania. Nel 1944 riuscì a fuggire per far ritorno in Italia. Nel 1949, dopo aver sposato, Gianna Pini che da lì in poi sarebbe diventata compagna silenziosa e musa ispiratrice della sua attività, si stabilì a Firenze.

Nel 1951 iniziò a lavorare alla Fonderia Michelucci dove incontrò Giovanni Michelucci con il quale, in forza della nuova amicizia e della proficua collaborazione sviluppatosi tra i due artisti, nacquero i famosi Crocifissi per la Chiesa della Vergine di Pistoia e per quella di San Giovanni dell’Autostrada del Sole a Campi Bisenzio.

Un altro significativo incontro professionale avvenne nel 1955, con l’architetto russo-americano Oskar Stonorov, conosciuto in fonderia e poi rivisto a Firenze in occasione della mostra di Frank Lloyd Wright a Palazzo Strozzi. Con Stonorov Vivarelli affrontò i problemi del rapporto tra scultura e architettura urbana dal cui esito usciranno le opere per le grandi piazze di Philadelphia e Detroit. Nel 1964 insieme vinsero il Primo Premio per il Concorso Internazionale per Piazza Kennedy a Philadelphia. Seguirono anni ricchi di contatti con talenti artistici quali Le Corbusier, Marcel Breuer, Henri Moore. Dopo aver lavorato per sei anni consecutivi con istituzioni quali l’UAW Family Education Center presieduta da Walter Reuther nel Black Lake del Michigan, nel 1966 partecipò, da protagonista, alla formazione del Gruppo Intrarealista firmando a Barcellona il Manifesto assieme a pittori, scultori e letterati di varia nazionalità.

Oltre alla committenza privata ed al lavoro presso la Fonderia Michelucci, tra il 1958 e il 1977 ha insegnato Arte dei Metalli e Oreficeria presso l’Istituto d’Arte Policarpo Petrocchi di Pistoia, attività proseguita nel 1983-84 presso l’Università Internazionale d’Arte a Firenze.

Negli anni Settanta è stato promotore di due premi importanti per Pistoia, ovvero il Premio San Giorgio e il Premio Vallecorsi per il quale, tra l’altro, ha realizzato una galleria di straordinari ritratti di attori famosi in ambito nazionale. In questi anni una terracotta degli anni ‘40 viene accolta nella collezione permanete della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze Molte e importanti sono le opere pubbliche che dagli anni Ottanta al Duemila sono state realizzate da Vivarelli tra le quali: la fontana d’acciaio e plexiglas (1986) per la città di Prato, il monumento Il sacrificio, una morte per la vita (1979) per Fognano, l’opera Inno alla vita (1987), per Nagasaki destinata a ricordare l’immane distruzione della bomba atomica, la scultura Nucleo di vita (1988) per la sede della Sony a Rovereto; il monumento L’ultima sfida (1993) a Ponte Buggianese e la scultura Penna mozza (1988) realizzata in onore degli alpini.

 

Testo a cura della Redazione

Foto Aurelio Amendola Fondazione Jorio Vivarelli

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