Idee e colori dal passato

In occasione della mostra Pistoia l’anima del luogo – A 100 anni dalla “Mostra di Bianco e Nero”, svoltasi nel 2013, Salvi scrisse un saggio fondamentale sull’opera pittorica e grafica dell’artista nato a Genova ma pistoiese di adozione. Così scriveva in proposito al fine del ritorno sulla scena di Luigi Ciani: “… figura d’artista estremamente attiva e al contempo isolata nella penisola del Novecento pistoiese, tanto da avere dato luogo alla dimenticanza fino ad essere ignorata dalle ricognizioni della storiografia e perfino dall’aneddotica”.

Inoltre, la rivista Storia Locale ha pubblicato sul n. 35 il testo di presentazione della mostra dedicata all’artista nell’ottobre del 2021 e allestita nelle Sale affrescate del Comune di Pistoia, grazie anche alla volontà della stessa Amministrazione.

                    Il lancio del pallone di Santa Celestina a San Marcello Pistoiese

PERCORSO ARTISTICO E PROFESSIONALE

Scarsa, a quanto ci è dato sapere, l’attività espositiva di Luigi Ciani: noti sono solo alcuni depliant e poco altro di pubblicato. Arrigo Valiani, titolare dell’omonima galleria, estimatore e collezionista delle opere di Ciani, durante gli anni Sessanta lo presentò più volte al pubblico pistoiese con mostre personali. Inoltre, merito particolare va riconosciuto ai collezionisti Mario Lucarelli e Giovanni Innocenti, che hanno acquisito un numero cospicuo di dipinti, grafica d’arte e, in particolare, numerose opere della sua attività di grafico pubblicitario, illustratore e cartellonista insieme all’artista Amerigo Folchi. Buona parte delle opere di Ciani, altrimenti, come nucleo organico, sarebbe andata dispersa.

L’artista, dotato di ottime capacità tecniche, si è impegnato in esperienze differenziate che confermano come la sua versatilità rappresentativa gli abbia consentito di esprimersi con il disegno, la pittura a olio, la tempera, la gouache e tramite l’incisione calcografica, litografica e xilografica.

In merito, Salvi scrive: “(Luigi Ciani) nei primissimi anni ‘20 ha già acquisito un buon mestiere di incisore. Tre suoi legni vengono pubblicati da Francesco Nonni – artista di Faenza – sul periodico “Xilografia”, in cui erano presenti anche: Viani, Nonni, Costetti, Maccari, De Carolis…”

I prodotti pubblicitari realizzati da Ciani a partire dagli anni ’20 fino ad arrivare ai ‘50 –‘60, non hanno nulla da invidiare a quelli notissimi dei grandi Maestri della grafica italiana del momento

Per quanto attiene alla pittura, Ciani fin da ragazzo mostra di avere attitudine per il disegno e per questo frequenta la Scuola professionale per le arti decorative e industriali di Firenze: è allora che inizia a dipingere. Infatti, del 1908 e 1909, sono i dipinti Cave al Montececeri e Cave al Cupolino “piccoli sintetici studi d’abbreviazione macchiaiola” nota opportunamente il Salvi proseguendo: “A partire dal 1920, anno in cui realizza l’opera I funai lungo le mura di Pistoia possiamo dire che sia l’inizio di uno dei suoi percorsi lunghi mezzo secolo, dedicato all’amorevole studio dell’immagine della città di adozione e del paesaggio circostante, lungo il corso dell’Ombrone fino alla pianura aglianese, alla Valdibure e ai paesi della montagna pistoiese…con queste opere Luigi Ciani potrebbe assolvere esattamente e talvolta nel modo più nobile il compito di pittore locale…ma apertamente estranea alle tendenze poetiche del Novecento pittorico pistoiese esemplarmente interpretato dagli artisti: Bugiani, Cappellini, Agostini, Mariotti”. Dunque, una pittura, quella di Ciani, intimistica, aneddotica e, dagli anni ‘60 alla sua scomparsa, gradevolmente descrittiva e naturalistica, come dimostra efficacemente il dipinto Natura morta con il fagiano.


LA GRAFICA PUBBLICITARIA

In questo settore artistico professionale, Luigi Ciani eccelle davvero. Lo manifestano chiaramente i numerosi e per di più inediti lavori realizzati tra gli anni ‘20 e i ‘50/’60. I prodotti pubblicitari di questo periodo nulla hanno da invidiare – con il debito riscontro ovviamente – a quelli notissimi dei grandi Maestri della grafica italiana: su tutti Leonetto Cappiello (1875/1942), padre della moderna grafica cartellonistica pubblicitaria in Italia e certamente, a livello internazionale, il più innovativo del periodo.

La particolarità dell’esperienza condotta da Ciani per circa quarant’anni nel settore pubblicitario, oltre ai pregi tecnici e artistico professionali di cui si è detto, riguarda le intuizioni progettuali, che risultano ingegnose e ricche di inventiva. Fra le prove migliori si possono citare: Calendario con la motocicletta, Manifesto per il carnevale di Viareggio del 1926 (Concorso poi vinto da Lucio Venna [1897/1974] tra i maggiori esponenti del primo futurismo fiorentino, con il quale Ciani aveva collaborato dal 1920 lavorando nell’affermato studio di cartellonistica del pittore) – Piante Mati, 1932 – Liquorificio Niccolai, anni ‘30. Nel 1926, per la casa editrice Bemporad, 93 disegni più 4 tavole a colori e la copertina del libro “Il viaggio per l’Italia di Giannettino” scritto da Carlo Collodi – “Progetti per l’Argenteria Wellner” Firenze-Rifredi (in origine, a partire dal 1854, ad Aue in Sassonia e, dal 1928, in Toscana), il cui simbolo della città di Aue, l’elefante, è presente nei primi lavori realizzati da Ciani per la ditta. Successivamente, l’amministrazione lo sostituì con tre nanetti, richiamandosi alla tradizione popolare. Di quel logo Ciani ha dato una versione di notevole successo, tanto è vero che riutilizzandolo per il packaging del panforte pistoiese, con la stessa veste grafica, è ancora messo in commercio dall’azienda Confetteria pistoiese Corsini.

Inoltre, Coloranti per tessuti Ancora Prato, 5a Coppa della collina” – III° circuito Principe di Piemonte – Gara automobilistica di Avellino 1930 – Francobolli commemorativi, tra cui quello dedicato nel 1950 al Centenario della morte di Giuseppe Giusti. Ma Ciani partecipa anche al concorso per il progetto dei pacchetti di sigarette “Macedonia” – “Alfa” – “Aurora”- “Nazionali”- “Esportazioni”. Quest’ultimi “veri capolavori” commenta Salvi.

Però l’aspetto importante di questa attività riguarda come Ciani, dei riferimenti stilistici presenti nella sua esperienza artistico-professionale (Liberty, Decò, Futurismo, Razionalismo, Novecentismo) sia riuscito a elaborarne interpretazioni autonome e affatto restituzioni di stucchevoli repliche, scontate e ripetitive, degli stilemi in voga.

Come mai in pochissimi oggi conoscono un’esperienza così singolare che ha dato lustro alla nostra città? La dimenticanza! (come scrive il Salvi). La rivista storialocale sta lavorando al progetto della pubblicazione di un catalogo generale delle opere di Luigi Ciani.

Testo Siliano Simoncini

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