C’è un luogo in Toscana dove la fiaba continua a essere una cosa seria. È il Parco di Pinocchio a Collodi che, nel 2026, celebra una straordinaria coincidenza di anniversari: i 70 anni dalla sua inaugurazione, il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini – il celebre Carlo Collodi – e i 145 anni dalla prima pubblicazione de Le avventure di Pinocchio, apparse il 7 luglio 1881 sul Giornale per i bambini. Tre ricorrenze che non rappresentano soltanto un momento celebrativo, ma l’occasione per inaugurare una nuova stagione all’insegna della cultura, dell’arte e dell’immaginazione.

Anniversari che coincidono anche con un risultato significativo: proprio nell’anno del bicentenario di Collodi, Le avventure di Pinocchio hanno infatti raggiunto quota 689 edizioni nel mondo, per un totale di 200 lingue e dialetti tradotti, confermandosi uno dei libri italiani più diffusi e letti di sempre.
A guidare questo rilancio è la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, presieduta da Giordano Bruno Guerri, con un progetto che punta a restituire al Parco il ruolo di luogo simbolo della cultura italiana. Non un semplice parco tematico, ma un’opera culturale unica nel suo genere, nata dalla consapevolezza che Pinocchio sia molto più di un personaggio per l’infanzia: una figura universale,
capace di parlare a generazioni diverse e di trasmettere valori ancora oggi attuali, dalla libertà alla crescita personale, dal pensiero critico alla curiosità verso il mondo.
Quando il Parco venne inaugurato, il 14 maggio 1956, il progetto riunì alcuni tra i maggiori protagonisti della cultura italiana del Novecento.
Artisti e intellettuali come Emilio Greco, Venturino Venturi, Giovanni Michelucci e Gianni Rodari contribuirono a dare forma a uno spazio in cui arte contemporanea, letteratura, educazione e natura
convivessero in armonia. Ancora oggi, quel progetto mantiene intatta la sua originalità: passeggiando tra il Campo dei Miracoli, il Bosco degli Assassini, le grandi sculture immerse nel verde, il Pescecane monumentale, i teatrini meccanici e le carrozze degli artisti girovaghi, il visitatore non assiste semplicemente a una rappresentazione della fiaba, ma entra a farne parte.
È proprio questa capacità di suscitare meraviglia il valore che il nuovo corso della Fondazione intende
rilanciare. In un’epoca in cui tutto sembra consumarsi rapidamente, il Parco di Collodi conserva infatti
intatte le dimensioni dello stupore, dell’immaginazione e del tempo dedicato alla scoperta.
Le celebrazioni si sviluppano lungo tutto il 2026 e proseguiranno anche nel 2027, coordinate dal Comitato Nazionale per il Bicentenario della nascita di Carlo Collodi, istituito dal Ministero della Cultura. Il calendario comprende mostre, convegni internazionali, bandi di concorso e iniziative dedicate sia agli studiosi sia al grande pubblico.

Tra queste, la grande mostra Carlo Collodi 1826–2026, che porterà a Madrid e a Guadalajara, in occasione della FIL – Feria Internacional del Libro con l’Italia paese ospite – una selezione significativa della produzione dello scrittore, mettendone in luce la modernità, la complessità e la straordinaria attualità. Ma le celebrazioni avranno una dimensione ancor più internazionale, con iniziative previste a Parigi, Tokyo e Mosca, mentre una mostra dedicata a Collodi è già ospitata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
Allestita invece al Parco di Pinocchio fino al 18 ottobre è “Pinocchio 3D”, a cura di Medartec, un’esperienza immersiva e interattiva che accompagna il pubblico alla scoperta della genesi dell’opera, delle sue suggestioni e dei suoi significati. Tra pannelli educativi, video, costumi, bozzetti e un ologramma di Carlo Lorenzini, i visitatori sono chiamati a vestire i panni di Pinocchio ripercorrendone le avventure e il percorso di formazione, e vivendo così in prima persona un’esperienza capace di parlare ai bambini di oggi e di risvegliare nei grandi emozioni e ricordi mai del tutto perduti.

Il progetto di rilancio coinvolge anche lo Storico Giardino Garzoni e la Casa delle Farfalle, parte integrante di un sistema culturale che unisce paesaggio, patrimonio storico, natura, arte e letteratura in un’unica esperienza di visita. Un itinerario capace di restituire ai visitatori – bambini, famiglie, studiosi e appassionati – il senso autentico della fiaba come esperienza culturale.
A settant’anni dalla nascita del Parco e due secoli dopo la nascita del suo autore, Collodi si prepara così ad aprire un nuovo capitolo della propria storia. Non guardando nostalgicamente al passato, ma
riaffermando il valore di un patrimonio che continua a parlare al presente. Perché Pinocchio, ancora
oggi, è uno dei grandi simboli dell’immaginario italiano, un personaggio che continua a viaggiare
nel mondo e a ricordarci che crescere significa, prima di tutto, conservare la capacità di meravigliarsi.
Testo Claudia Tanti
Foto Archivio Fondazione Nazionale Carlo Collodi




