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Un americano a Pistoia

Prima di tutto, grazie per la sua disponibilità. I tifosi del Pistoia Basket la conoscono come Presidente della società, ma chi è Joseph Mark David e cosa fa nella vita?
La maggior parte delle persone qui mi conosce per via del Pistoia Basket, ma molto prima della pallacanestro ero un fisioterapista. Ho iniziato la mia attività a Pittsburgh, in Pennsylvania, 38 anni fa, e oggi abbiamo due cliniche di medicina dello sport. Sono onorato di lavorare con tutti e quattro i miei figli, anche loro laureati con un dottorato in fisioterapia. Mi è sempre piaciuto aiutare le persone, che si tratti di far tornare in campo un atleta o semplicemente di aiutare qualcuno a camminare di nuovo senza dolore.
L’altra parte della mia vita è sempre stata l’allenamento nel basket. Ho allenato nelle scuole superiori per più di 25 anni. Allenare ti insegna la pazienza e ti ricorda ogni giorno che le relazioni contano più delle vittorie e delle sconfitte. La pallacanestro mi ha dato opportunità incredibili nel corso della mia vita, ed entrare a far parte del Pistoia Basket mi ha permesso di unire l’amore per questo gioco al desiderio di avere un impatto positivo sulla comunità. A conti fatti, però, sono solo un marito, un papà e ora un nonno. È questo ciò di cui vado più fiero.
Sappiamo della sua solida esperienza nel mondo della pallacanestro, avendo lavorato come coach a livello di high school. Da dove nasce la sua passione per questo sport e quanto questa ha influito nella sua vita?
Onestamente, non riesco a ricordare un momento in cui il basket non abbia fatto parte della mia vita. Ho sempre fatto parte di questo mondo fin da bambino e ho avuto la fortuna di allenare per oltre 25 anni. Ho vinto partite, ne ho perse altre, ma quello che ti resta davvero dentro sono le persone e le relazioni che si creano. Alcuni dei miei ex giocatori oggi hanno trenta o quarant’anni.
Sono sposati, hanno una famiglia, una carriera, e siamo ancora in contatto. È questo il vero senso
dell’allenare. La pallacanestro mi ha insegnato a rimanere equilibrato.
Non puoi esaltarti troppo dopo una grande vittoria né abbatterti troppo dopo una dura sconfitta. È un insegnamento che ho portato nel mondo degli affari e, ora, nel Pistoia Basket.

in compagnia del nuovo direttore sportivo della Lumos Pistoia basket 2000 Mauro Sartori

E’ arrivato a Pistoia come investitore e poi è diventato Presidente di una delle realtà più importanti del basket italiano. In questi ultime due difficilissime stagioni i pistoiesi hanno imparato a conoscerla e apprezzarla grazie alla sicurezza e alla tranquillità che è riuscito a portare tra i tifosi e nella città. Come vive questa cosa?
Significa davvero molto per me.
Quando sono arrivato qui, il club aveva passato un periodo difficile.
C’era incertezza e le persone erano giustamente preoccupate per il futuro. Non sono mai venuto qui
pensando di avere tutte le risposte.
Sono venuto per ascoltare, per imparare e per fare tutto il possibile per aiutare a stabilizzare la società e riportarla ai suoi albori. Ciò che ho scoperto è che il Pistoia Basket non è solo una squadra di pallacanestro.
È parte dell’identità di questa città. Lo si percepisce ovunque si vada. Il sostegno che i tifosi mi hanno mostrato è stato incredibile.
Lo apprezzo più di quanto forse immagino, e mi spinge a lavorare ancora più duramente. Non siamo
ancora dove vorrei che fossimo, ma continuerò a costruire il Pistoia Basket per portarlo dove credo meriti davvero di stare: ai vertici della pallacanestro italiana.
La distanza tra Pistoia e gli USA può creare indubbiamente dei periodi di distacco con l’ambiente tanto che quando è presente accanto alla squadra l’ambiente sembra giovarne molto. Come interagisce da Presidente con i giocatori, con lo staff tecnico e con quello dirigenziale?
Parlo con le persone ogni giorno. Mi sento con Andrea Di Nino, il nostro GM, più volte al giorno: ha fatto un lavoro incredibile ed è sempre stato al mio fianco da quando l’ho portato al Pistoia Basket. Parlo regolarmente anche con il nostro Direttore Sportivo, Mauro Sartori, per tenermi aggiornato sulla squadra.
Tra Zoom, WhatsApp e telefonate, sono costantemente coinvolto. Non ho mai creduto che la leadership significhi dire a tutti cosa fare. Il mio compito è assumere persone valide, supportarle e dare loro ciò di cui hanno bisogno per avere successo.
Ma vi dico una cosa… non c’è nulla che possa sostituire la presenza fisica a Pistoia. Mi piace stare accanto ai giocatori. Mi piace parlare con gli allenatori e confrontarmi sulla strategia. Mi fa piacere passare del tempo con i nostri sponsor, con lo staff e, soprattutto, con i nostri tifosi. È così che si costruiscono la fiducia e le relazioni. Ormai ho dei posti che frequento abitualmente in centro storico e mi fa piacere incontrare tante persone. Voglio che i tifosi sappiano che sono accessibile, che li sto ascoltando e che stiamo tutti lavorando verso lo stesso obiettivo.
Abitualmente in italia si chiede agli americani quale sia il loro piatto italiano preferito, ma al di là della tavola quali sono le cose che la affascinano e che apprezza di più di Pistoia e della Toscana in generale?
Beh, non credo che qualcuno debba convincermi per quanto riguarda il cibo. Amo i ristoranti e la cucina italiana. Probabilmente ho mangiato un po’ troppo bene ogni volta che sono stato lì. Ora è diventato davvero difficile mangiare italiano qui in America: mi avete un po’ viziato.
Ma onestamente, ciò che apprezzo di più non è il cibo. Sono le persone.
La gente mi ferma per strada anche solo per un saluto. Mi dicono cosa pensano della squadra, a volte che io l’abbia chiesto o meno. In realtà mi fa davvero piacere: mi dimostra quanto questo club significhi per la città. Pistoia ha un calore difficile da descrivere. Amo i ritmi di vita della Toscana. Le persone si prendono il loro tempo per godersi un buon pasto, una chiacchierata e lo stare insieme. È qualcosa da cui sto cercando di imparare. Sto anche cercando di imparare la lingua meglio che posso, così da poter capire e comunicare meglio con le persone.
Ogni volta che torno a Pistoia, la sento sempre più come casa mia.

Joseph Mark David è il presidente del Pistoia Basket 2000

Pistoia, grazie al vivaismo di piante ornamentali, è riconosciuta come la Capitale Europea del verde. Giorgio Tesi Group crede fortemente nel legame tra lo sport, il verde e la natura e nel tempo si è sempre impegnata in questo senso.
Cosa ne pensa di questa sinergia?

Penso che sia una splendida partnership perché rappresenta molto più di una semplice sponsorizzazione.
Giorgio Tesi Group è stato un partner eccezionale perché crede in Pistoia, nella sua gente e nel suo
futuro. Siamo orgogliosi di averli al nostro fianco e insieme possiamo raggiungere grandi traguardi per la città, per i nostri tifosi e per la nostra squadra.
Quando le persone fuori dall’Italia sentono il nome Pistoia, molte di loro pensano immediatamente a
Giorgio Tesi Group e all’incredibile settore vivaistico presente qui. È un’azienda di livello mondiale che
rappresenta questa città con grande orgoglio. Cerco sempre di spiegare ai miei amici in America la bellezza dei vivai locali e di come rimanga ogni volta affascinato quando passo in auto accanto a queste enormi distese di piante e alberi magnifici.
Fabrizio Tesi ha sempre mostrato grande ospitalità nei miei confronti e verso la squadra. Gli sono davvero grato per il suo sostegno. Il NaturArt Village è uno dei miei posti preferiti in cui andare e mangiare quando sono a Pistoia, e non vedo l’ora che si tenga lì, anche quest’anno, la presentazione della nostra squadra.
La nostra squadra sta crescendo passo dopo passo, in modo molto simile a ciò che accade in natura. Pianti il seme, te ne prendi cura ogni giorno e, con il tempo, nasce qualcosa di forte e duraturo. È esattamente così che vedo il Pistoia Basket. Stiamo cercando di gettare basi solide per il futuro e di creare qualcosa di cui la città e i suoi tifosi possano andare fieri per anni. Spero che potremo continuare a crescere insieme, perché quando realtà locali forti come Giorgio Tesi Group e società
sportive solide collaborano, ne beneficiano tutti… il club, le aziende e, soprattutto, i cittadini di Pistoia.

Testo a cura di Lorenzo Baldi e Ufficio Stampa Pistoia Basket 2000
Foto Pistoia Basket 2000

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