Il progetto educativo dei servizi per la prima infanzia e delle scuole dell’infanzia del Comune di Pistoia
mette al centro la partecipazione delle famiglie e il dialogo costante con il territorio per dare vita a una comunità educante che vibra, reale e risonante. Non si tratta di realizzare eventi sporadici, ma di
costruire ritualità preziose, capaci di tessere reti di relazioni profonde.
Una progettualità che promuove una cultura dell’infanzia e delle famiglie, che esce dai confini dei servizi per abitare e reinventare i contesti urbani.
Con tali opportunità, bambini e famiglie vivono esperienze collettive che allontanano l’isolamento, alimentando il senso di appartenenza e il benessere che nasce dall’essere insieme.
In questo spirito, la XII edizione di “Infanzia e Città”, ideata dai Servizi educativi del Comune di Pistoia e dalla Fondazione Teatri di Pistoia, ha risposto al tema “Meravigliosi incontri in città”. La rassegna – inserita nel dossier di Pistoia Capitale del Libro – ha offerto per un mese intero oltre venti proposte in dodici luoghi urbani, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto. Tra i
momenti più emozionanti, ricordo “L’invasione dei cortesi” di Antonio Catalano: un’azione performativa in cui i bambini, trasformati in piccoli “donatori di poesia”, hanno vagato tra le strade sotto ombrelli-universo, dispensando atti gentili ai passanti.

È stata questa la cifra della rassegna: un invito a fermarsi e lasciarsi accompagnare dai più piccoli alla riscoperta della bellezza racchiusa nell’incontro.
Il programma ha saputo spaziare tra linguaggi diversi: dai ragazzi che si sono fatti “libri parlanti” alla
Biblioteca San Giorgio per affrontare il tema dell’affido, alla performance urbana “Pistoia Dancing City – The Nelken line”, fino a laboratori, favole a colazione nei bar e locali del centro, letture animate e tavole rotonde. Un fitto calendario nato grazie a una preziosa rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni, vivaisti e realtà sociali del territorio.
Il cuore pulsante della rassegna: La città infinita
Vero e proprio motore generativo di questa edizione è stata la performance partecipata “La città infinita”, ospitata nella suggestiva cornice di San Jacopo in Castellare. Ideata da Maurizio (Mao) Fusina nel 2003 e sviluppatasi a partire dal 2008 in tutta Italia e in Spagna, questa esperienza ha offerto alla nostra cittadinanza uno straordinario spazio di gioco costruttivo e cooperativo, mostrando
nei fatti come l’infanzia possa reinventare gli spazi urbani.
Le immagini di quelle giornate restituiscono intatta l’emozione di ciò che è accaduto. Al centro dello spazio ha preso vita un gioco sostenibile che ha utilizzato esclusivamente scarti industriali in legno: semilavorati rifiniti e piacevoli al tatto che, sottratti al circuito commerciale, hanno riacquistato un
senso e un valore inedito nel contesto creativo. I bambini, le bambine, i ragazzi, le ragazze e gli adulti si sono confrontati con questi materiali senza condizionamenti, vivendo in modo empatico e immediato il contatto con gli oggetti.

Il gioco è stato un vero e proprio rito collettivo. La costruzione della città è cominciata dal luogo più
intimo per ciascuno: la propria casa.
I partecipanti hanno selezionato un numero finito di pezzi, una regola che ha stimolato nei più piccoli
un’esplorazione attenta e profonda dei materiali. Subito dopo, si è attivata la connessione: attraverso la posa di strade, ponti e gallerie, gli abitanti temporanei della struttura si sono messi in comunicazione. Ognuno ha scoperto un vicino di casa con cui condividere la territorialità, iniziando
a progettare insieme opere pubbliche a servizio di tutti – parchi, teatri, scuole – attingendo liberamente ai materiali necessari.
In questa dinamica la cooperazione è diventata tangibile, un’energia che si percepiva chiaramente nella stanza. L’interazione tra adulti, bambini e ragazzi ha dato luogo a installazioni straordinarie: la creatività dei più piccoli, supportata dalle abilità manuali dei più grandi, ha generato architetture di forte impatto scenico. Non vi è stato alcun bisogno di inserire personaggi: la città si è rivelata fatta solo di relazioni, e i suoi veri abitanti sono stati proprio le persone che la stavano costruendo. È stato meraviglioso vedere come anche “i grandi” abbiano partecipato attivamente, non limitandosi a osservare i propri figli: co-costruendo la città, gli adulti si sono riappropriati di un tempo lento da
condividere, riscoprendo il piacere puro dello stare bene insieme.
Attraverso i linguaggi universali della manualità, ogni gruppo ha modellato un progetto unico e irripetibile.

“La città infinita” si è dimostrata un modo innovativo di incontrare l’altro, dove tutti si sono disinteressati del risultato finale per affidarsi alle proprie intuizioni.
Abbiamo così mostrato alle nuove generazioni, ma anche agli adulti, come prendersi cura dell’ambiente, riaffermando la sostenibilità e il valore della cittadinanza attiva; abbiamo anche ricordato agli adulti l’importanza di concedersi uno spazio per giocare, dando prova del valore
immenso di un’esperienza di qualità. Un’occasione preziosa per tutta la comunità, perché è stato evidente a tutti che, a partire dallo sguardo generoso dei bambini, può continuare la vera trasformazione della società in cui viviamo.
Federica Taddei – Dirigente del Servizio Educazione e Istruzione del Comune di Pistoia
Foto Lorenzo Marianeschi




