Il Teatro Politeama, una ricchezza persa da Pistoia

La storia di un teatro distrutto da un incendio nel 1943 e mai più ricostruito. E adesso al suo posto c’è…un parcheggio.

 

Via del Can Bianco, Pistoia, centro città. Una strada che porta via dal cuore pulsante della città con alcuni negozi storici e pezzi di una storia che non tornerà più. Fra di essi c’è il Teatro Politeama, una delle sue quattro denominazioni che ha avuto negli 83 anni di vita. Già perché, proprio durante la Seconda Guerra Mondiale, un incendio lo distrusse completamente e da quel momento in avanti di quel luogo pubblico non se n’è saputo più niente.

Recuperiamo un po’ della sua storia attraverso i cenni che si trovano sul volume “I teatri storici della toscana’.

” L’edificio… fu costruito su iniziativa di Vincenzo Matteini il 22 luglio 1860 con il nome di Arena Nazionale. Si trattava di una struttura all’aperto, edificata in legno. … Il 3 luglio 1867 Giuseppe Garibaldi, dal palco numero 3, vi arringò la folla. …Non molto tempo dopo il teatro fu ristrutturato e fornito di palchi, ampie gradinate e di una copertura apribile in cristalli: poteva ospitare 2000 spettatori!

Poi, per insolvenza nel 1880 il teatro fu venduto a una società e fu ribattezzato Politeama pistoiese. Fu utilizzato anche per feste da ballo e come risulta da alcuni inventari anche per qualche spettacolo equestre. Dal 1905 il teatro venne denominato Politeama Mabellini in onore dell’insigne musicista morto nel 1897. Il teatro divenne famoso per la rappresentazione di diverse opere liriche e in particolare de La Tosca, più volte replicata, fino al 1939. Nel 1910 la proprietà del teatro era dei signori Watry e D’Antony, poi passò ad Antonio Lavarini, che ne ricambiò nuovamente il nome in Politeama nazionale Lavarini. Continuò a funzionare fino al 1943, quando un incendio lo distrusse”.

Il suo ingresso si affacciava lungo via del Can Bianco, ma la struttura vera e propria del teatro era in quella che adesso è diventata una piazza adibita a parcheggio, il cosiddetto “parcheggio della Misericordia”. Uno spazio che, nel corso degli anni ha subito profondi cambiamenti, come si può vedere da questa foto della collezione Cerretini (2011) su com’era l’area negli anni Sessanta in deciso stato di abbandono.

parcheggio misericordia

 

pistoia com era

Pistoia Com’era è un gruppo nato su Facebook per far conoscere, anche ai più giovani, soprattutto attraverso le fotografie le meraviglie della nostra città e come Pistoia è cambiata da fine Ottocento ad oggi. Ogni giorno sempre spunti nuovi mettendo in evidenza una Pistoia che non esiste più: non una operazione-nostalgia, ma semplicemente valorizzare quello che Pistoia è stata. E’ così che è nata la collaborazione fra il gruppo e Discover Pistoia.

 

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