Maurizio de Giovanni e il “giallo” ai tempi di Covid-19

Lo scrittore napoletano – grande amico del Festival del Giallo di Pistoia –  autore di numerosi romanzi gialli di grandissimo successo, ci parla del suo nuovo libro e di come ha affrontato questa terribile esperienza che da settimane ci ha visto cambiare completamente modo di vivere.

A cura di  Giuseppe Previti

Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 ed è autore di una serie di romanzi gialli di grandissimo successo. La sua carriera di scrittore è cominciata nel 2006 con il romanzo “Le lacrime del pagliaccio”, pubblicato dall’editore Graus e ripubblicato l’anno successivo da Fandango con il nuovo titolo “Il senso del dolore”. Questo romanzo, ambientato nella Napoli degli anni Trenta, ha per protagonista il commissario Ricciardi, eroe di tanti successivi lavori di De Giovanni come “La condanna del sangue”, “Il posto di ognuno”, “Il giorno dei morti”, “Per mano mia”, “Vipera”, “In fondo al tuo cuore”, “Anime di vetro”. Questi romanzi devono il loro grandissimo successo alla peculiarità della loro ambientazione, nella Napoli del periodo fascista, e al fascino del loro protagonista, un poliziotto intuitivo, tormentato e animato da un’insaziabile sete di giustizia. Accanto alla serie del commissario Ricciardi De Giovanni ha pubblicato anche un’altra serie di romanzi, ambientata nel commissariato di Pizzofalcone (“Il metodo del coccodrillo”, “I bastardi di Pizzofalcone”, “Buio per i bastardi di Pizzofalcone”, “Gelo per i bastardi di Pizzofalcone”), da cui è stata tratta una fiction televisiva, e svariati racconti, molti dei quali dedicati all’altra grande passione dell’autore: quella per lo sport, al centro del recente romanzo “Il resto della settimana”.

La copertina del nuovo libro di Maurizio de Giovanni acquistabile dal 19 maggio.

Ci parli della presentazione dell’ultimo libro pubblicato o in pubblicazione?

Il romanzo “Una lettera per Sara”, ed. Nero Rizzoli, avrebbe dovuto uscire alla fine di questo mese di marzo. Ho voluto però attendere l’apertura delle librerie, rinviando la pubblicazione agli inizi di maggio. E’ un ulteriore episodio della serie di Sara, il terzo romanzo per l’esattezza dopo il racconto lungo “Sara che aspetta”, uscito in “Sbirre” sempre per Rizzoli.

Pensi di utilizzare questa terribile esperienza in un tuo prossimo libro?

No, assolutamente. Credo che l’esperienza sia troppo triste per doverci tornare su. Piuttosto immagino che l’esperienza possa entrare a far parte del bagaglio personale, inevitabilmente entrando in qualche futura storia; per quanto mi riguarda però sarà collaterale, non ho molta voglia di raccontarla in via diretta.

 

Quali consigli potresti dare o come si comporterebbe il tuo protagonista in questa situazione?

Non mescolerei la finzione narrativa alla realtà, soprattutto in una situazione come questa. Credo che le organizzazioni criminali, per esempio, potrebbero sfruttare le cose a loro vantaggio, quindi se proprio dovessi utilizzare qualcuno dei miei personaggi sceglierei i Bastardi di Pizzofalcone.

Una lettura da consigliare in questo periodo?

“L’inverno più nero” di Carlo Lucarelli, ed. Einaudi Stile Libero. Una storia splendida, come tutte quelle col commissario De Luca.

Su quale canale social (facebook. twitter, instagram ecc) possiamo trovare notizie sulla tua attività di scrittore?

Su Facebook, alla pagina del Maurizio de Giovanni Official Fan Club. Un affettuoso saluto a tutti gli amici di Pistoia, e a presto!

 

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