Monica Preti, dal Louvre a Pistoia

Prima di tutto benvenuta a Pistoia e complimenti per questo importante incarico. Ci piacerebbe conoscere le sue prime impressioni sulla nostra città, che nel 2017 ha ottenuto l’importante riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura e che è caratterizzata dal verde, da un turismo lento e discreto, da uno stile di vita in linea con i ritmi della natura e quindi a misura d’uomo, dove scoprire straordinari tesori e ricchezze poco conosciuti, prodotti ed eccellenze di altissima qualità e paesaggi unici.

Grazie del benvenuto. Fin dal mio arrivo Pistoia mi ha sedotta con il suo fascino discreto, fatto di tesori e ricchezze poco conosciuti, ma anche della presenza impalpabile di una storia antica  stratificata nei suoi sassi e nei suoi spazi, che si mescola alla vita di tutti i giorni di una città a taglia umana, con i suoi ritrovi e i suoi mercati. “Città rocciosa… stella caduta sulla terra”, capisco meglio oggi le parole di Bigongiari e mi rallegro ogni giorno della mia scelta di trasferirmi a vivere qui.

           La sede espositiva di Palazzo de’ Rossi a Pistoia ospita la mostra Pistoia Novecento

Per il prossimo triennio sarà responsabile della conduzione, della gestione e della cura del patrimonio di Pistoia Musei, sistema museale composto da quattro sedi situate nel centro cittadino, occupandosi anche della programmazione delle mostre temporanee e delle attività didattico/educative.
Come vede il futuro di questa importante realtà sotto la sua gestione?

Nei primi tre mesi dopo il mio arrivo a Pistoia mi sono dedicata a conoscere meglio le diverse sedi di Pistoia Musei e a costruire un organigramma funzionale alle attività del museo: solo adesso inizio a proiettarmi verso il futuro.
In primo luogo, ci sarà da portare avanti i progetti già avviati e che nonostante tutte le incertezze del periodo attuale trovano la loro ragion d’essere nel fatto di rappresentare investimenti di lunga durata per le nostre sedi: gli ultimi lavori per l’apertura del Museo di San Salvatore che, dopo tanti anni, dovrebbe poter essere inaugurato all’inizio del 2022; la catalogazione e lo studio delle collezioni dell’Antico Palazzo dei Vescovi, in vista della sua riapertura in veste completamente rinnovata. Ci sono poi le mostre. Il prossimo appuntamento espositivo è previsto per il 27 novembre, data di apertura della mostra “Medioevo a Pistoia. Crocevia di artisti tra Romanico e Gotico”, curata da Ada Labriola, Enrica Neri Lusanna e Angelo Tartuferi, presso i rinnovati spazi espositivi dell’Antico Palazzo dei Vescovi. In occasione dell’anno Iacobeo, la mostra – che resterà aperta fino all’8 maggio 2022 – si propone di illustrare lo straordinario panorama delle arti a Pistoia dal XII agli inizi del XV secolo. Attraverso una ricca selezione di opere – dipinti, sculture, oreficerie e codici miniati – con prestiti importanti provenienti anche dall’estero, la mostra rivelerà il ruolo di primo piano assunto dalla città nel medioevo nel campo delle arti figurative. Il percorso principale della mostra si svilupperà in alcuni ambienti del piano terra e del primo piano dell’Antico Palazzo dei Vescovi, ai quali si affiancherà una sezione in una sala del Museo Civico d’Arte antica. Ho desiderato inoltre che l’evento espositivo si trasformasse in una mostra diffusa in tutta la città con l’obiettivo di studiare, restaurare e valorizzare il suo patrimonio artistico, creando per tale occasione anche degli itinerari storico-artistici che guideranno il visitatore alla scoperta delle opere e dei monumenti nel contesto urbano. Sto anche definendo il programma espositivo per Palazzo de’ Rossi e Palazzo Buontalenti, che riserverà alcune novità già dal 2022.

Precedentemente a questo incarico è stata Responsabile della programmazione culturale all’Auditorium del Musée du Louvre a Parigi. Cosa porta con Lei a Pistoia da questa prestigiosa esperienza?

L’esperienza di lavoro al Louvre è stata per me importantissima. Mi ha insegnato prima di tutto a pensare il museo anche in funzione dei suoi diversi pubblici. Il mio ruolo mi ha dato l’opportunità di riflettere sui modi di rendere comunicabili ai visitatori le iniziative di studio e ricerca condotte da un grande museo, che, per quanto basilari, non possono esaurire la sua missione: un museo deve sempre cercare di coinvolgere i propri interlocutori, rendendoli partecipi delle proprie attività. La mia esperienza al Louvre mi ha insegnato anche a pensare all’accessibilità del museo in senso più ampio del mero numero dei visitatori (che per il Louvre non sono un problema, essendo in cima alle statistiche mondiali). Il concetto di accoglienza del pubblico prescinde secondo me dall’aspetto quantitativo e si fonda sulla nozione di inclusione, guardando soprattutto alla qualità dell’esperienza di visita, all’arricchimento personale dei propri interlocutori, che non sono solo i turisti ma anche i cittadini, le scuole, le tante persone che per i motivi più vari non hanno un facile rapporto con la cultura, ma che potrebbero invece averlo se debitamente accompagnate.

                Niccolò di Tommaso, Giudizio Universale, XIV secolo, Galleria Salomon, Milano

Pistoia è l’indiscussa Capitale europea del verde, grazie alla qualità delle piante dei suoi vivai, ma è anche è un concentrato di splendidi capolavori e un crocevia di esperienze artistiche straordinarie grazie ai suoi pulpiti, all’Altare Argenteo di San Iacopo, alle caratteristiche chiese zebrate, ai suoi musei, al Battistero, al Fregio Robbiano e a “La Visitazione” di Luca della Robbia. Come possono incontrarsi per Lei – con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il territorio – queste tipiche eccellenze pistoiesi?

I musei devono essere in simbiosi con la città, valorizzare le sue eccellenze e quelle del territorio, non solo a livello di percorso museale, ma anche con mostre temporanee: ho già detto della mostra dedicata al medioevo a Pistoia e per i prossimi anni ho pensato a nuove mostre su temi che interessano la storia cittadina (la grande stagione del cinema degli anni Sessanta, i giardini nella storia della cultura, personaggi leggendari legati alla storia pistoiese, ma anche l’arte del Novecento e le industrie Breda).
Queste mostre, destinate alle sedi espositive di Pistoia Musei, saranno arricchite da proposte di itinerari nel territorio oltre che da iniziative culturali e educative. Tutto questo grazie anche a collaborazioni e sinergie con altre istituzioni, con cui spero di avviare proficui scambi. Naturalmente, valorizzare la cultura locale non significa promuovere localismi: al contrario, mio intento sarà quello di mettere in rilievo l’orizzonte europeo della cultura pistoiese, anche tramite collaborazioni internazionali.

testo Lorenzo Baldi

foto Nicolò Begliomini

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