Suonano i tamburi di Seasons Percussion

Salendo verso Giaccherino da via del Rondinino, alla prima curva sulla sinistra oltrepassiamo un grande cancello ed entriamo in una tipica aia toscana, racchiusa dalle case che formano il piccolo borgo di Solaio. Nell’ultima costruzione prima di iniziare a salire la collina che tra viti ed olivi porta verso l’ex convento francescano che domina la pianura pistoiese, c’è una piccola attrezzata falegnameria con una storia speciale, tutta da raccontare…o, se preferite, da suonare!

Si, perché qui, grazie alle capacità e alla grande passione di Hidde Martijn Heydendael, un giovane olandese nato in Virginia e cresciuto a New York, prendono vita strumenti a percussione unici e inimitabili, suonati in tutto il mondo.

   Hidde al lavoro al tornio nella sua falegnameria di Pontelungo, alle porte di Pistoia

A 19 anni – inizia Hidde – dagli Usa mi sono spostato nel sud dell’Olanda dove ho iniziato a lavorare per un’importante azienda di design.

Successivamente, ad Amsterdam, ho studiato falegnameria navale ed ho collaborato per anni in aziende di quel settore, lavorando con legno, metallo e materiali compositi. Dopo aver conosciuto mia moglie Ludovica, che in quel tempo si trovava ad Amsterdam per occuparsi di un progetto di restauro, mi sono spostato con lei a Pistoia.

Ho studiato al Centro Europeo del Restauro di Villa La Petraia a Firenze, specializzandomi prima in restauro ligneo e successivamente in tornitura ed intaglio del legno. Abbiamo aperto la nostra attività in collaborazione con Raffaello Braccesi, dove oggi eseguiamo tutti i lavori tipici di questa professione, con un occhio di riguardo verso il restauro conservativo di mobili e oggetti d’epoca in legno e progetti d’arte.

Lavorando molto sul restauro, nel tempo ho imparato ad apprezzare tutte le caratteristiche migliori dei mobili e degli oggetti che sono passati sul mio banco da lavoro, riproponendo queste soluzioni con l’obiettivo di creare oggetti ex novo in grado di durare nel tempo.

Quando ancora abitavo a New York ho iniziato a suonare prima la batteria e poi le percussioni. Un giorno, all’età di 16 anni, capita l’occasione di aiutare un’amica artigiana nel restauro di una conga. Viene qui piantato il seme per la passione verso gli strumenti a percussione in legno, cresciuto e poi sbocciato nell’amore per la loro costruzione: questo ha significato non solo suonarli e sognarli ma anche studiarli, progettarli e cominciare a realizzarli. Nel 1999, a scuola, realizzai il mio primo tamburo. Da quel momento tra un lavoro ed un altro ho realizzato altri strumenti musicali perfezionando via via il metodo di costruzione e soprattutto le meccaniche, che permettono di posizionare e tendere la pelle del tamburo. Credo che il valore aggiunto nelle mie percussioni risieda nella qualità dei fusti, nel legno utilizzato e nelle meccaniche di accordatura da me progettate, realizzate e montate. Dedico molta attenzione alla scelta del legname e prediligo essenze autoctone. Acquisto alberi interi dai boscaioli pistoiesi, li faccio tagliare in tavole dello spessore necessario che poi lascio stagionare per almeno cinque anni. Dopodiché il legname è pronto per essere lavorato. Se ho una commissione di 2 o più congas che sono destinate a suonare insieme, adopero tavole che provengono dallo stesso albero. Questo perché la pianta, durante la fase di crescita, subisce tensioni dovute alla qualità del terreno dove risiede e ad altri innumerevoli fattori. Le tensioni provocano nel legno caratteristiche che si ripercuoteranno poi sul suono degli strumenti, ecco perché ogni set che costruisco deve provenire dallo stesso albero! In questo modo ogni strumento che nasce dalle mie mani è un pezzo unico. Il suono di ognuno di essi è determinato anche dal tipo, lo spessore e la tesa della pelle, caratteristiche, queste ultime, molto importanti per ottenere le migliori performance sonore. Ci sono pelli animali e pelli sintetiche: io preferisco le prime perché offrono un suono più caldo e pastoso, ma il continuo sviluppo della tecnologia ha portata alla creazione di pelli artificiali in grado di offrire performance sonore di altissimo livello. Per costruire un tamburo ci vogliono 18 doghe in legno tutte perfettamente uguali tra loro e prive di difetti: questo, prima di tutto, richiede un grande lavoro di progettazione che parte sempre dal disegno di ciò che si vuole ottenere.

Il famoso percussionista Giovanni Imparato, che nei suoi concerti e nei seminari che tiene in tutto il mondo suona tamburi Seasons Percussion

CI RACCONTI COME E’ NATA E COME STA PROCEDENDO L’ESPERIENZA DI SEASON?

Seasons nasce proprio da questa grande passione per il legno e per la musica.

Abbiamo optato per questo nome perché si identifica con le stagioni che caratterizzano la natura che è ciclica come il ritmo e la musica. L’onda sinusoidale che abbiamo scelto per il logo rappresenta l’espressione dell’energia in tutte le forme della fisica, compreso il suono che si diffonde attraverso l’aria.

Anche la divisione dell’onda in quattro ha il suo perché: 4 come le stagioni e 4 come la suddivisione della maggior parte parte della musica. Oggi i nostri strumenti sono conosciuti e molto apprezzati grazie anche a Giovanni Imparato, master di Tumbadora, che ha deciso, con nostro grande onore, di diventare endorser di Seasons Percussion. Giovanni Imparato, insegnante al Saint Louis College of music di Roma e Napoli, è un performer di livello internazionale e in 42 anni di attività vanta collaborazioni con personaggi del calibro di Ray Charles, Stewart Copeland, Mina, Lucio Dalla, Isaac Delgado e molti altri, e una media di 170 date l’anno tra incisioni e concerti.

Questa che vi abbiamo raccontato è la storia di un’altra piccola, grande eccellenza pistoiese, probabilmente sconosciuta ai non addetti ai lavori, ma che porta Pistoia nel mondo grazie alla realizzazione di strumenti musicali unici, caratterizzati dalla grande qualità del suono abbinata ad un’estetica che unisce sapientemente il meglio tra tradizione e innovazione.

Testo di Lorenzo Baldi

Foto Irene Lazzeri

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