Un San Jacopo e un Sant’Atto restaurati

Le due tavole seicentesche entrano a far parte del patrimonio d’arte antica del Museo Civico.

 

Nell’ambito delle manifestazioni per l’Anno Santo Iacobeo 2021/2022, venerdì 3 dicembre è stata inaugurata nel Museo civico d’arte antica la mostra “Un San Jacopo e un Sant’Atto restaurati. Due aggiunte al patrimonio d’arte antica del Museo civico”, che resterà aperta al pubblico fino all’8 maggio 2022. Promossa e realizzata dal Comune di Pistoia/Musei Civici, con il determinante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la mostra espone al pubblico, nel salone del Sei e Settecento del Museo Civico all’ultimo piano del Palazzo di Giano, due dipinti su tavola sagomati, di proprietà dell’Amministrazione Comunale, finalmente recuperati nella loro integrità grazie ad un attento intervento di restauro durato alcuni mesi. Eseguiti da autore ignoto nel XVII secolo, essi raffigurano due santi legati al culto jacopeo: lo stesso San Jacopo, patrono di Pistoia, che regge in mano il modellino della città, e un santo vescovo identificabile con Sant’Atto.

San Iacopo

L’esposizione delle tavole restaurate intende dunque dar conto non solo dell’adeguata azione di tutela alla quale le due opere sono state sottoposte, ma anche delle attività di studio e ricerca svolte per l’occasione con la collaborazione del Comitato di San Jacopo. E segna al contempo il pieno reintegro nel patrimonio del Museo Civico d’arte antica di due preziose testimonianze del culto jacopeo a Pistoia, per lunghi anni custodite nei depositi del museo stesso, e la loro restituzione alla fruizione pubblica.

Sant’Atto

La studiosa Anna Agostini, che ha compiuto le ricerche per il Comitato di san Jacopo, ha ipotizzato che le due tavole siano state realizzate dall’Opera di san Jacopo per la solenne processione organizzata per celebrare nel maggio 1605 la canonizzazione del vescovo Atto. Il culto di sant’Atto ufficialmente riconosciuto rinnovava e dava vigore al culto di san Iacopo la cui reliquia era stata introdotta a Pistoia dal santo vescovo nel 1144, e i due emblemi lignei divenivano simbolo sia della devozione religiosa e civica che della stabilità sociale e gerarchica. Le due tavole erano conservate presso la sede dell’Opera, nella sala dell’udienza, e la loro presenza è attestata nei locali dell’istituzione fino alla soppressione nel 1777, momento dal quale vennero incorporate nel patrimonio della Comunità Civica. Risultano citate negli inventari del Museo Civico a partire dal 1970, ma già in precedenza si trovavano collocate in deposito presso la torre campanaria.

Per quanto riguarda la loro esecuzione, non è stato ancora possibile identificare con certezza l’autore delle due tavole, ma sono state proposte da Anna Agostini alcune ipotesi sulla base dei documenti che citano alcuni artisti che, tra la fine del Cinquecento e gli inizi del secolo successivo, furono incaricati dall’Opera di San Jacopo, dalla Cattedrale o dal Comune di Pistoia di realizzare stemmi ed emblemi dipinti: Niccolò di Francesco Lenzi, Lelio Cipriani, Cesare Veli, Piero Volponi e Alessio Gimignani.

La destinazione delle due tavole ad un uso devozionale, la loro conservazione per molto tempo in luoghi non idonei e i danni dovuti a precedenti restauri possono spiegare il cattivo stato di conservazione in cui si trovavano prima dell’intervento ora concluso, compiuto dai restauratori Elena Bartolozzi e Alberto Dimuccio. E’ stato necessario mettere prima in sicurezza le zone di pittura precarie, e solo dopo si è effettuata una pulitura delle superfici per eliminare, oltre allo sporco depositato, anche alcune ridipinture alterate. Successivamente è stato sostituito il sistema di traverse che era stato aggiunto in passato e che nel tempo ha causato alle tavole blocchi e fratture. Le operazioni successive sono consistite nella stuccatura delle mancanze, la ricostruzione pittorica delle lacune con selezione cromatica ad acquerello e la verniciatura finale.

 

Testo a cura di Musei Civici, Anna Agostini, Elena Bartolozzi, Alberto Dimuccio

 

 

 

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