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Cervi, daini e lupi Tante sorgenti d’acqua fresca

Grandi distese di verde, un immenso panorama e la Riserva Naturale Statale della douglasia.

Spesso la Storia traccia percorsi tortuosi e contraddittori, infatti luoghi ed itinerari che un tempo erano frequentatissimi, oggi non lo sono più (ma è vero anche il contrario!).

Uno dei casi di oblio del passato relativi alla nostra provincia è costituito dall’area compresa tra il Signorino e l’Acquerino, un vasto territorio situato tra la propaggine più settentrionale del Comune di Pistoia e gli estremi confini orientali del Comune di Sambuca Pistoiese.

Queste due località sono state lambite da altrettante arterie di comunicazione di antica fama: il Signorino, dalla Via Francesca della Sambuca, che risaliva la valle del torrente Brana per poi dirigersi verso il passo della Collina e da lì in direzione di  Sambuca e Bologna; l’Acquerino, da una diramazione della via Cassia che, nei pressi di Montale, risaliva la valle dell’Agna,valicava l’appennino , si dirigeva verso l’Abbazia di S.Salvatore a Fontana  Taona  e poi verso Stagno, nel Bolognese. Per maggior precisione dall’Acquerino passava una variante del suddetto percorso che dallo snodo di Ponte a Rigoli (località  nota già nel 1180) immetteva nella valle della Limentra Orientale.

Oggi il Signorino è raggiunto dalla Statale 64 (a 9 km da Pistoia) ed è sede, fra l’altro, di un Albergo-ristorante ormai “storico”, dalla cui terrazza si coglie uno scorcio della grande piana punteggiata da una miriade di edifici che formano l’esteso agglomerato urbano di Pistoia-Prato e Firenze. Tutt’intorno un anello di montagne, più o meno rilevate, che si ergono quasi a protezione  di quella moltitudine di abitanti e della loro storia.

Proseguendo il cammino verso l’ormai vetusto braccio della 64, poco prima del Passo della Collina, si innesta sulla statale stessa una strada  più angusta che si perde in un mare ombreggiato di verde, una foresta di oltre 3100 ettari, popolata da faggi, conifere, cerri aceri e noccioli, ma anche da cervi, daini, caprioli, rapaci e da qualche..lupo! E’ la foresta demaniale dell’Acquerino.

Qui il visitatore incontra non di rado sorgenti di acqua fresca e cristallina ed insperate radure che fanno da pascolo  per gli ungulati.

Nei boschi del Signorino e l’Acquerino

Fra le essenze arboree è di particolare importanza la douglasia, una conifera nordamericana introdotta per la produzione di legname, alla quale sono riservati 243 ettari (tutti compresi nel territorio del comune di Sambuca Pistoiese) che costituiscono la Riserva  Biogenetica della douglasia, nata nel 1977 e attualmente gestita dal Corpo Forestale dello Stato.

A poche decine di metri dalla caserma che ospita il Corpo Forestale dello Stato, circondato da faggi secolari ed ampi spazi erbosi, c’è il Rifugio Ristorante dell’Acquerino, da cui è possibile udire il bramito dei cervi nelle notti serene di fine Settembre ed inizio Ottobre.

Dal Rifugio si irradia un reticolo di strade bianche, un tempo percorse da mercanti e pellegrini, che  conducono in diverse direzioni: una di queste, denominata  Percorso del cervo porta  al piccolo Rifugio del Faggione, vero e proprio laboratorio nella foresta, dato che offre la possibilità di partecipare a visite guidate e di aderire a progetti didattici rivolti ai bambini, per far loro conoscere e amare le meraviglie della natura.

Un segno promettente della rinnovata sensibilità ambientale verso questa zona così periferica e così affascinante è la prossima riapertura dell’Impianto ittiogenico di Ponte a Rigoli, un complesso  di vasche nelle quali saranno allevati esemplari di trote e di crostacei per il ripopolamento dei corsi d’acqua pistoiesi. Un’attrattiva in più per visitare  la Foresta dell’Acquerino.

Trekking ed escursioni nella foresta di Acquerino

La presenza di una rete di sentieri, molti dei quali segnalati, permette di addentrarsi in quest’area dell’Appennino Pistoiese abbastanza selvaggia e poco conosciuta, alla scoperta di emergenze naturalistiche e storiche inaspettate.

All’ombra di faggi e di maestosi boschi di conifere è possibile visitare un insediamento alto-medioevale e raggiungere i ruderi dell’antica abbazia benedettina di San Salvatore a Fontana Taona circondata da alberi secolari.

L’escursionista più allenato può invece raggiungere altri luoghi di interesse come Treppio, Torri, San Pellegrino, Baggio o collegarsi alla rete sentieristica pratese e bolognese.

Tra settembre e ottobre, nella Foresta di Acquerino, talvolta un suono potente riecheggia nel silenzio di queste valli: durante la stagione degli amori del cervo i maschi adulti emettono profondi e cupi bramiti. Questo è forse il momento migliore per effettuare il Sentiero del Cervo, itinerario didattico-escursionistico che si snoda tra il Rifugio-Ristorante dell’Acquerino e Monachino.

Immersi nel cuore della foresta che inizia a tingersi di mille colori, la presenza del cervo diventa infatti tangibile.

Castanea, associazione di guide Ambientali-Escursionistiche

All’interno di Castanea operano Guide Ambientali riconosciute dalla Regione Toscana (L.R. 14/2005) che accompagnano persone singole o gruppi in trekking ed escursioni privilegiando l’Appennino Tosco-Emiliano. Castanea, tramite le sue GAE, promuove la cultura del turismo sostenibile e del viaggiare alla scoperta della natura, del territorio e della storia.

www.castaneasoccoop.com

 

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