Capitale del verde è possibile

Capitale del verde è possibile

L’idea di individuare 10 aree degradate e riqualificarle.

Da Capitale del Vivaismo a Capitale del Verde. E’ questo il “new deal” di Pistoia. E’ il sindaco stesso a tracciare tempi e traiettorie. Lo fa in una serata di mezza estate sul Globo, stimolato da NATURART e dagli architetti di “Un Altro Studio” che, per l’occasione, hanno realizzato un’installazione-giardino là, dove c’è stato sempre cemento. Una suggestione simile a quella realizzata in piazza dell’Ortaggio durante “Dialoghi sull’Uomo”, che per NATURART e “Un’Altro Studio” era il pretesto per ri-lanciare un dibattito sul rapporto tra verde e città e su quale rapporto ri-costruire tra Pistoia e il vivaismo. Un rapporto, che non vive solo sul contributo in termini di ricchezza e occupazione, che offre questo settore economico, ma anche sulle caratteristiche dell’identità stessa di Pistoia, città medievale, ma anche città del verde.

Per Naturart e “Un Altro Studio”, il rapporto tra città e vivaismo deve andare oltre l’arredo delle rotonde, che, per dirla con le parole di Bertinelli, “non sono certo spazi dove si possono fare picnic”, superare le logiche commerciali e proporsi per un rapporto con le istituzioni, utile a riqualificare molti spazi a verde degradati, che ci sono in città. Provocazione raccolta dal sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, e dalla folla di pistoiesi che hanno assistito al dibattito, mostrando stupore e apprezzamento per l’arredo a verde del Globo.

Il sindaco ha spiegato la sua idea di città, quella della riscoperta dei giardini nascosti, del verde, che i cittadini possono vivere e di un rapporto con il vivaismo che possa “restituire” qualcosa alla città. L’idea di Naturart e “Un Altro Studio” è lasciare un segno del tempo per un’attività economica che ha segnato più di un secolo di storia a Pistoia e che è connaturata alla sua identità. Il verde come recupero di uno spazio per la città, quale segno estetico per rincuorare gli occhi, tale a rottura cromatica del grigio cemento, oppure strumento di comunicazione di uno stile di vita sano e naturale.
E’ questo il senso di alcune installazioni e provocazioni che la Giorgio Tesi Group ha realizzato e che hanno riscosso un grande apprezzamento da parte dei cittadini.

Il dibattito, cui hanno partecipato anche i presidenti della Provincia, Federica Fratoni e della Camera di Commercio, Stefano Morandi, e il direttore dell’Associazione Vivaisti Pistoiesi, Emanuele Begliomini. Fabrizio Tesi, leader della Giorgio Tesi Group, è andato sul concreto e ha lanciato al sindaco l’idea di individuare 10 aree a verde degradate da riqualificare, e proporle all’associazione vivaisti per la ricerca di aziende, ognuna interessata a fare un’adozione. Gli architetti di “Un Altro Studio” non se lo sono fatti dire due volte e hanno preparato un “master plan” della città murata evidenziando gli spazi a verde da riqualificare.Il piano sarà consegnato al sindaco.

Ora, naturalmente gli operatori si aspettano una presa di posizione delle istituzioni, elemento indispensabile sia sul piano organizzativo sia in un modo finanziariamente tangibile. I vivaisti hanno sempre partecipato con la ben nota passione. Ci aspettiamo, perciò, da tutti, la giusta partecipazione, quella indispensabile per dimostrare il vero interesse.
Il sasso è stato lanciato. I contatti sono in corso, sui prossimi numeri di NATURART contiamo e speriamo di dare seguito alla comunicazione sull’iniziativa. La capitale del verde è possibile.

Green City

I l progetto “GREEN CITY” parte dalla ricerca di un superamento del dualismo di contrapposizione tra naturale e artefatto, costruito e non costruito, per arrivare ad una più fluida e organica fruizione del verde. Ogni parco viene inserito all’ interno di una maglia di percorrenze i cui nodi rappresentano, appunto, gli spazi naturali. Il risultato sarà non solo una forte sponsorizzazione dei parchi urbani e della fruizione degli stessi, ma anche un’ implementazione della rete di collegamento dei luoghi di interesse storico cittadino, dato che questi due sistemi, ad ora sconnessi, sono in realtà ingranaggi fondamentali del medesimo “meccanismo città”.

Quello che si delinea è dunque un progetto urbanistico parallelo per il verde (e non solo) pistoiese, finalizzato ad incrementare la fruibilità degli spazi verdi e la loro riorganizzazione tramite anche una razionalizzazione funzionale basata su criteri quali la conformazione fisica dell’ area stessa e la sua dimensione e posizionamento all’ interno delle mura, ed interpretandola di conseguenza come spazio destinato al fitness, ad area giochi o per famiglie, o come isola di relax e meditazione. “Un Altro Studio”.

Un patto fra le istituzioni. Per una città ecosostenibile

Intervento di Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia, sul rapporto tra “Verde e Città”

Il rapporto tra verde e città – ha detto il Sindaco – è un punto importante nella riflessione sul futuro di Pistoia. Immaginare la nostra città come “capitale europea del verde” significa far tesoro di una delle sue principali attività economiche e produttive, il vivaismo, e raccordarla, in una logica di contaminazione e valorizzazione reciproca, con la crescente vocazione turistica del centro storico e con le sue ricchezze ambientali. Significa valorizzare ciò che Pistoia già possiede sia da un punto di vista economico-produttivo che da quello storico, architettonico e ambientale, in una prospettiva che proponga la città, a se stessa e al resto del mondo, come una “Smart city” intelligente, sostenibile, solidale e moderna, che sviluppi un’unione feconda tra qualità del vivere -i corridoi pedonali e ciclabili, un’altra idea della mobilità, un diverso rapporto con i luoghi della città storica- e il verde urbano, fruibile dai pistoiesi e dai turisti.
È importante, dunque, lavorare per un progetto comune che coinvolga istituzioni, cittadini, aziende e sistema economico, superando le diffidenze e operando con trasparenza. La Pistoia che immagino non è soltanto circondata, nelle periferie, dal verde dei vivai, ma è una città in cui il verde entra all’interno della cinta muraria in molteplici forme: dall’arredo urbano ai parchi cittadini, dall’arte ambientale ai cosiddetti “giardini segreti” che dovranno progressivamente essere aperti e resi disponibili per la città. A mio avviso, dunque, la direzione da intraprendere è quella di comporre in una sintesi feconda la produzione del verde, l’architettura del paesaggio, il governo del territorio e l’arte da un lato, le politiche ambientali e la qualità della vita dall’altro. Estendere, connettere e qualificare le aree a verde può essere per Pistoia uno strumento di promozione turistica e commerciale e di miglioramento della qualità della vita”.

Antonio Sessa*

Giardino naturale con selvaggina

L ’auspicio di Legambiente è che il rapporto verde-città possa compiere un salto di qualità e arrivare ad esprimere le enormi potenzialità che il tessuto urbanistico del centro storico racchiude.
I cittadini dovrebbero parallelamente sviluppare un diverso approccio nel concepire e vivere gli spazi verdi che è, ormai, un dato acquisito in tutta Europa- rispondendo ad un bisogno sociale, creano servizi e qualità della vita. Al punto che gli standard urbanistici impongono, nelle città, opportuni ma non sempre rispettati metri quadrati di verde fruibile a persona. Inutile, quindi, ribadire la pluralità di usi e la possibilità di socializzazione, cui si prestano gli spazi verdi.
Alcuni dei quali, sempre in città, potrebbero esser destinati a orti urbani e agli innovativi community garden. Ci preme però sottolineare un valore intrinsecamente associato a quello del verde, quello cioè del giardino naturale, in cui vi è spazio anche per la vegetazione spontanea e in cui le essenze scelte sono le più adatte ad attirare creature selvatiche come uccelli e farfalle e piccoli mammiferi.
Spesso si parla appunto di birdgarden, termine che evidenzia la sua caratteristica più eclatante : la possibilità di osservare i pennuti. Gli animali selvatici devono trovare nel birdgarden cibo, riparo e posti di nidificazione e sosta migliori di quelli altrove disponibili. In particolare, i diversi ambienti interconnessi – siepi, arbusti, bordure- dovranno costantemente produrre frutti e bacche, durante tutto l’anno.
Un aspetto fondamentale di questo verde spontaneo è poi dato dal bassissimo fabbisogno idrico e da tecniche colturali con minimo impatto e modesta manutenzione. Ciò proprio perché è la natura stessa delle essenze spontanee e autoctoni.
* Presidente Legambiente Pistoia

Paolo Di Nardo*

Verde e città, cioè “vita”

Quando si affronta il binomio imprescindibile fra il concetto di VERDE e quello di CITTA’ non si può pensare che questo bilanciere ambientale possa essere ancora definito dai due estremi: verde e città. E’ la storia di questo rapporto, fino a qualche decennio fa, che ci deve riportare a riconsiderare la distanza tra i due termini. Il primo atto creativo nei confronti del VERDE e della CITTA’ risiede, innanzitutto, nella capacità di capire che un progetto sostenibile è alla scala urbanistica, come quella architettonica fino al design urbano. Questa rottura delle appartenenze disciplinari sarà la vera rivoluzione culturale dei prossimi anni, dopo decenni di oscuramento in cui anche il nobile VERDE poteva essere ridotto a un numero funzionale pro capite.
In fondo, il significato della parola “viridis” è “vivo”, proprio a volerci ricordare come, fin dagli antichi, questo rapporto imprescindibile uomo-città-verde fosse legato dal senso della vita. Fare “progettazione sostenibile” parte da queste considerazioni, prima ancora di entrare nel dettaglio o negli aspetti tecnici proprio perché quello che conta è la consapevolezza e la cultura del VERDE e del suo ruolo nel rapporto con il costruito e viceversa.
* Direttore rivista AND

TESTO
Fabio Fondatori

FOTO
Nicolò Begliomini

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