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Andar per ville…

Tanti anni fa, tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento, nelle zone al tempo denominate “Boscolungo” e “Serrabassa”, in entrambi i versanti, lungo la strada nazionale, sorsero ex novo alcune case; altre costruzioni preesistenti, invece, povere e modeste, furono ristrutturate e rese abitabili: rustiche ma belle, fatte con sassi e tanta fatica, divennero “ville gentilizie” o più semplicemente “case per la villeggiatura”. Sicuramente fu la bellezza dei monti, le faggete e le abetaie secolari, l’aria limpida e cristallina che invogliarono i “signori” di allora, scrittori illustri, studiosi di chiara fama, a costruirvi proprie abitazioni, da sfruttare nei mesi più caldi. La presenza di questa nuova popolazione stagionale, raffinata e benestante, permise ad Abetone un primo salto di qualità dal punto di vista economico, facendola diventare un luogo di villeggiatura estiva molto ricercato.
Sul versante toscano, poco prima del borgo denominato “Cecchetto” troviamo le prime ville, oggi disabitate o trasformate in albergo o abitazione civile: Villa De Viti, Villa La Roccia, a seguire, Villa Zaubow e Villa Salviati.

Villa Puccini

VILLA LA ROCCIA – Cecchetto

Località “La Bocca”, siamo all’ingresso della foresta di Boscolungo. Il nome di questa villa, fatta costruire dalla Baronessa Elizabeth von Marenholtz di Hannover nel 1900, deriva dal fatto che, per poterla costruire, venne demolito un enorme affioramento di roccia. Per 18.000 lire, nel 1909, fu acquistata da sir William Matthews; durante la seconda guerra mondiale, essendo ubicata lungo la Linea Gotica, questa villa fu sede del Comando Tedesco. Saccheggiata, subì gravi danni ed il figlio di Matthews, Arthur, restaurò l’edificio abitandolo fino ai primi anni sessanta.

Villa Salviati

VILLA DE VITI – Cecchetto

Villa De Viti fu costruita fra gli alberi, sopra la frazione di Cecchetto, nel primo decennio del novecento, dai Marchesi De Viti che, durante l’inverno, risiedevano a Roma.
Il nobile leccese vi soggiornava da giugno ad ottobre con l’intera famiglia, la moglie newyorkese ed i tre figli, James, Giulia (Etta) e Lucia.
Questa loro residenza montana, oggi in completo stato di abbandono, fu costantemente frequentata da nobili italiani e stranieri; lo stesso Marchese, parlamentare per il Partito Radicale, incontrava nella sua villa molti colleghi e compagni di partito.
Durante l’ultima guerra fu sede del Comando Tedesco.

l’Albergo Bellini

VILLA ZAUBOW – Fontana Vaccaia

Durante i primi anni del novecento venne costruita in località “Fontana Vaccaia”, la Villa Zaubow. Tale edificio, di cui ancora oggi si possono ammirare alcune parti, prende il nome da una principessa russa, moglie di un generale dello zar. Alcuni anziani abetonesi la ricordavano come donna di aspetto poco bello ma di indole generosa, lasciò infatti ai suoi dipendenti una sorta di vitalizio mensile. Durante la stagione invernale la nobildonna viveva nella villa dell’Ombrellino, a Bellosguardo (FI).

VILLA SALVIATI – Le Regine

Un po’ fuori dalla strada nazionale, troviamo l’edificio storico che sicuramente ha perso meno, in termini di fascino, della sua struttura originaria: Villa Salviati. Era l’anno 1903 quando Francesca De La Rochefoucauld regalò alla figlia Maria Aldobrandini Salviati la splendida costruzione che ancora oggi è possibile ammirare. Fu costruita interamente in pietra serena locale, tutt’intorno il giardino con tanto di gazebo, punto di incontro di tutta la nobiltà e personaggi di spicco del mondo politico, economico e culturale di allora che soggiornavano ad Abetone. A pochi metri di distanza fu costruito anche uno dei primi campi da tennis.
Pochi chilometri dopo, proprio in prossimità del Passo di Abetone si trovano le altre ville: Villa Major, Villa Gardini Brugnoli, poi, lungo la strada nazionale, sul versante “Serrabassa” sulla destra Villa Bondi, a sinistra Villa Mantegazza, prima della curva ecco Villa Strozzi e pochi metri più sotto Villa Imperatori.

VILLA MAJOR – Abetone

Sul finire del 1800, tra i turisti stranieri che cominciavano a venire in villeggiatura ad Abetone, alcuni vi si stabilirono con attività proprie.
Lo scozzese Forsith Major trasformò parte della vecchia dogana modenese in un piccolo ma grazioso albergo. “… ristrutturato nel 1881, in mezzo ad una bella foresta di abeti…è tenuto all’uso svizzero, aperto dal 20 maggio al 15 ottobre…”. Successivamente fu acquistato dalla famiglia Samarughi che lo trasformò in civile abitazione.

VILLA GARDINI BRUGNOLI – Abetone

Ai tempi in cui fu aperta la Strada Granducale, nel 1776, fu indispensabile costruire anche la Dogana, la Posta, lo stallaggio ed il ricovero. Villa Giardini Brugnoli risale a quell’epoca con la funzione di accogliere i soldati che all’epoca stazionavano sui confini tra Ducati di Modena e Granducato Di Toscana.
Con l’Unità d’Italia le dogane, le poste e l’edificio che aveva ospitato soldati e gendarmi non servivano più, e così l’intero edificio fu acquistato dal Professor Gardini Brugnoli di Ferrara che poi lo lasciò in eredità agli Ospedali Riuniti di Bologna. Divenne albergo grazie al sanmarcellino Gaetano Orsatti e successivamente ampliato dalla famiglia abetonese Petrucci.

VILLA BONDI – Abetone

Pochissime sono le notizie di questa villa abitata dal nobile fiorentino Camillo Bondi, amico e confidente del Maestro Giacomo Puccini, anch’egli proprietario di una villa poco distante dalla presente.

Hotel Piramidi

VILLA MANTEGAZZA – Abetone

Questa villa prende il nome dal suo proprietario Paolo Mantegazza.
Personalità eccentrica, medico fisiologo, igienista, patologo fu, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, un instancabile organizzatore e divulgatore di cultura. Tra le sue numerosissime pubblicazioni ricordiamo “Igiene dei climi” (1879) dove viene esaltata la salubrità dell’aria di montagna come cura per alcune malattie. “Il clima dell’Abetone è delizioso e tiepido, ottimo…la mia casa dista venti passi da una foresta immensa, ombrosa, aromatica, incantevole…”

VILLA STROZZI – Abetone

Questa villa fu appositamente costruita e donata, nel 1903, come regalo di nozze, dal Marchese Massimiliano Strozzi alla futura moglie, signora Guendalina Steward, di origini inglesi. Rimasta vedova nel 1915, vi soggiornò, durante la stagione estiva, fino alla fine degli anni cinquanta.

antica Granducale – Doganale situata nella medesima località

VILLA IMPERATORI – Abetone

Il compositore Giacomo Puccini amò molto la montagna pistoiese dove veniva a frescheggiare nelle calde estati, tra la fine dell’ottocento ed i primi anni del novecento. Tanto amore lo portò ad acquistare, nel 1903, ad Abetone, una villetta e qui vi scrisse alcune pagine de “La fanciulla del West”. Nelle migliaia di lettere inviate dal compositore ai suoi amici ecco come parla della montagna alta pistoiese: “…qui fresco delizioso, mai pioggia, solo un tentativo un giorno… son rimasto soddisfatto dell’Abetone e son contentissimo…”

Testo di Clara Tonarelli
Foto archivio di Clarissa Tonarelli

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